lunedì 23 ottobre 2017

Postura, recitazione e tempo della preghiera

Ci viene domandato come il cristiano ortodosso prega al di fuori delle grandi sinassi pubbliche, ovvero la divina Liturgia, le Ore, i Vespri e i Mattutini. 

Idealmente il cristiano ortodosso osserva la regola delle preghiere del mattino e della sera, accompagnandole come può con la lettura della Bibbia. Se il cristiano ha tempo, si può dedicare quando vuole alla recita di altre preghiere personali per la propria salvezza, per quella altrui, o per domandare a Dio qualcosa. 

Generalmente, tutti gli ortodossi ritengono che la postura corretta è stare in piedi dinnanzi alle icone domestiche. Tuttavia, molti ortodossi si inginocchiano e si prostrano con frequenza, specialmente nei periodi di digiuno, come atto di pentimento e di adorazione per Dio. Ci sono delle preghiere, come la preghiera di pentimento di sant'Efrem il Siro che si recita in quaresima, le quali addirittura "pretendono" delle prostrazioni. La nostra posizione riflette il nostro stato d'animo e la nostra intenzione. In genere, la "quantità" di prostrazioni quotidiane da dividersi durante le preghiere del mattino, della sera o durante la preghiera libera è una obbedienza che ci viene data dal padre spirituale. Se non ci viene data nessuna obbedienza in tal senso, occorre autoregolarsi. 

Molto spesso, i confessori danno ai penitenti dei canoni o degli acatisti da recitare per un certo periodo di tempo. Inoltre, canoni di preghiera e acatisti sono diventati oggi una devozione popolarissima e vengono recitati anche senza che vi sia un esplicito comando del confessore, ma piuttosto come preghiera devozionale spontanea. Come approcciarsi dunque alla lettura delle preghiere complesse? 

Le preghiere iniziali, ovvero Re Celeste, Trisagio, Santissima Trinità e Padre nostro sono imprescindibili per qualsiasi sessione di preghiera, anche brevissima. Questo perché le corte preghiere di cui sopra sono state composte e pensate per condurre il fedele in preghiera in uno stato spirituale, allontanandolo col pensiero dal resto. Le preghiere iniziali difatti servono ad accompagnare il credente verso il suo atto orante e a prepararlo al resto che segue. Non vanno pertanto recitate di fretta, ma con calma. Al Padre nostro segue l'invocazione "Per le preghiere dei nostri santi Padri, Cristo Dio nostro, abbi pietà di noi". Dopo la quale seguono dodici Kyrie eleison e il Gloria al Padre. Al Gloria si recitano le invocazioni. "Venite adoriamo". A questo punto, è bene non solo dirlo con le labbra, ma anche compiere ciò che diciamo: prostriamoci dunque dinnanzi alle icone domestiche e salutiamole con devozione, baciandole. Dopodiché, si recitano i salmi 50 (51) "Abbi pietà di me o Dio" e il salmo 142 "Signore ascolta la mia preghiera". A questo punto, inizia il canone o l'acatisto vero e proprio. 


"Il marito ammalato", di Vassilij B. Maximov, 1881. Il dipinto mostra lo spirito della moglie devota che prega per il suo coniuge. 

In chiesa, quando il servizio è pubblico, l'acatisto è quasi sempre cantato o recitato. A casa, ovviamente, dato che la preghiera è personale, può anche essere letto con la mente. Capitano spesso momenti di disattenzione o di stanchezza, specialmente se la preghiera diventa lunga: occorre non perdersi d'animo e concentrarsi. Il Signore guarda alla nostra attitudine e al nostro movimento interiore, non alla quantità della preghiera: se non avete tempo, è meglio dire poche e semplici parole con fede e con attenzione che leggere di fretta tre acatisti. Occorre sviluppare, nel tempo, una propria regola, compatibile con il tempo disponibile, alla quale tuttavia ci atteniamo poi scrupolosamente. 

Alcuni usano accendere l'incenso durante la lettura delle preghiere: lo ritengo un ottimo uso. Tutte le grandi parrocchie ortodosse vendono sia i carboncini, che l'incenso, che l'incensiere domestico. Sarebbe opportuno accompagnare ogni sessione di preghiera con la lettura di un passo del Vangelo, e in questo caso i calendari ortodossi (nei quali sono riportate le letture del giorno) possono essere molto utili per darci una lettura e una meditazione al passo con la Chiesa. 

Al posto del Canone, si possono leggere i Salmi, che sono raccomandati da tutti i santi Padri e Madri come una vera e propria medicina dell'anima. In questo articolo del blog Padri della Chiesa, è disponibile una sintesi dell'uso dei salmi come preghiera personale dedicata ad una necessità specifica, secondo l'uso di sant'Arsenio il Cappadoce. Altrimenti, è cosa ottima seguire la semplice progressiva cadenza dei Catismi così come sono regolati nei Salteri ortodossi, recitando almeno un catisma, o anche di più, secondo i consigli del padre spirituale. 

San Teofane il Recluso nelle sue Lettere consiglia di aggiungere sempre una preghiera spontanea, non scritta nei libri, al termine del canone o del salterio. Questa preghiera personale dev'essere vera e quindi non pensiamo che poche e semplici parole non abbiano effetto: non siamo tutti poeti né scrittori, e Dio ascolta con attenzione ogni nostra espressione. L'importante è che la preghiera sia viva. Anche se vi sentite ripetitivi, continuate a parlare al Signore, ed egli vi ascolterà. 

mercoledì 18 ottobre 2017

Che cos'è la Lestovka

La Lestovka, dett anche Scala, è un tipo di corda di preghiera utilizzata in Russia prima del XVIII secolo, quando fu soppiantata a livello ufficiale dal noto komboskini, sebbene molti russi di oggi e di ieri abbiano continuato ad utilizzare questo stile per la produzione delle proprie corde di preghiera. E' rimasta molto popolare fra i Vecchi Credenti, anche se molti russi cosiddetti "novo-ritualisti" ne fanno uso. 

Secondo la tradizione, le quattro facce delle due estremità rappresentano i quattro Evangelisti, e nella lunghezza tradizionale di una corda vi sono sette grani grandi, disposti a eguali intervalli fra quelli piccoli, che rappresenterebbero i sette Misteri maggiori della Chiesa, ovvero i sacramenti. Vi sono poi tre grandi divisori, che sommati ai sette di cui sopra, ammontano a nove intervalli, simbolo (secondo i Vecchi Credenti) dei Novi Cori Angelici. 


Due lestovka molto elaborate 

La lestovka si utilizza così come si utilizza il komboskini, ripetendo ovvero la formula: "Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore".  E' prassi che, qualora non si possa attendere ad un servizio divino, un numero variabile di ripetizioni possa sostituirlo: 700 per i vespri,  500 per la compieta, 1500 per il mattutino, 3000 per la liturgia, sommati ad un numero di prostrazioni secondo le proprie capacità. 

lunedì 16 ottobre 2017

Le "stazioni di preghiera" in Etiopia


In Etiopia il Cristianesimo è molto radicato. Per secoli, gli etiopi sono stati l'unica forza in grado di fermare l'Islam. Mentre i potentati cristiani del Mahgreb, l'Egitto, la Persia e l'Impero Bizantino vedevano i propri territori sempre più assottigliarsi a causa della minaccia musulmana, i regni di Axum e di Abissinia resistevano coraggiosamente alle ondate di conquista arabe. 

Il popolo cristiano dell'Etiopia si è fortificato molto nella sua ortoprassi: circondato da potenti vicini non cristiani da un lato, dal selvaggio deserto dall'altra parte, gli etiopi hanno mostrato un saldo attaccamento alla fede in ogni aspetto della loro vita, comprendendo la caducità della vita umana. Il monachesimo egiziano ha influenzato notevolmente la cristianità etiope, tra l'altro. Per questo, la pratica delle sette ore canoniche è rimasta salda anche fra i laici praticanti, i quali sono soliti pregare sette volte al giorno, memori del Salmo: sette volte al giorno canto le tue lodi (salmo 117:164). 



A cagione di questa grande pietà popolare, poiché il popolo non lesina certo la partecipazione liturgica - a differenza degli ortodossi occidentali, gli etiopi con grande gioia frequentano in massa i Vespri e i Mattutini, la Chiesa Etiope iniziò già dal Medioevo la pratica di costruire piccoli santuari lungo la strada, noti come stazioni di preghiera

In queste piccole cappelle senza altare, su un tavolo appoggiato al muro vi è tutto l'occorrente per recitare le Ore: l'Orologio, la Bibbia, una croce benedizionale, delle candele, un braciere per l'incenso, e le icone principali. In questo modo, ogni credente che si ferma - anche in piccoli gruppi - durante un viaggio, può trovare un luogo conveniente dove recitare le sue preghiere in pace. 



Nessuno si azzarda a rubare gli oggetti di culto, ma anzi, pii fedeli arricchiscono il mobilio e gli strumenti di preghiera donandoli in modo anonimo a questi piccoli spazi, lasciandoli lì. Quanta fede in questo popolo! Non c'è da stupirsi che, nonostante più di mille anni di tentativi di conquista, l'Etiopia non sia mai caduta in mano musulmana. Dovevano arrivare i fucili e i cannoni degli europei - nello specifico, i nostri italiani... - affinché l'Etiopia chinasse il capo. Impariamo a pregare con questo zelo, e Dio ci ricompenserà. 

venerdì 13 ottobre 2017

I bambini e la Confessione

Portare i bambini a confessarsi: una faccenda seria! Quando? Come? A che età? 

La Chiesa Ortodossa ha fissato l'età della prima confessione generalmente intorno a dieci anni, anche se per i bambini di oggi, bombardati dalla pessima cultura contemporanea, potrebbero affacciarsi al vizio e al peccato prima dei dieci anni. In alcune chiese si portano a confessare i bambini a sette anni. Questo comporta che i bambini non siano certamente in grado di affrontare una confessione come un adulto, tuttavia può essere per loro un momento molto formativo. 

Nella prima chiesa ortodossa presso la quale ho frequentato il culto divino, a Firenze, il sacerdote era un anziano padre della diaspora russa, un uomo dalla formazione antica. Sebbene avessi diciassette anni, mi trattò come un bambino, perché spiritualmente lo ero. Il suo esempio è per me emblematico di come un bambino o un adolescente deve essere indirizzato alla confessione.

Prima di tutto, il genitore non deve spingerlo in modo brutale a confessarsi, ma piuttosto presentare la cosa per quello che è: un Mistero. Ai genitori spetta l'arduo compito di dare una base teologica all'atto che il bambino sta per compiere, senza tuttavia essere prolissi o pesanti nei propri discorsi. Il bambino deve comprendere che la confessione è un incontro, principalmente, fra lui e Cristo. Il sacerdote cui esponiamo i peccati o i problemi che ci affliggono è un testimone e un amico prezioso che ci guida e ci aiuta, ma non è lui il nostro centro. Banalmente, "non vado a raccontargli i fatti miei". Piuttosto, vado a incontrare la Misericordia di Dio che mi attende, e il sacerdote è quella persona che mi aiuta a passare questa frontiera. 



Il sacerdote, invece, deve insegnare al bambino come trarre profitto da una confessione. L'esempio del mio primo confessore è di grande aiuto: io non ero ortodosso quando mi avvicinai per confessarmi. Ingenuamente, pensavo mi avrebbe assolto anche se non ero ancora parte della comunità. Mi ascoltò, poi mi disse: "mentre ti prepari per l'ingresso nella Chiesa, ti farebbe bene leggere questo" e mi diede un titolo di un libro spirituale che ho ancora nella mia libreria e che ogni tanto rileggo. Sarebbe utile dare delle letture (e, visti i tempi, link per siti web o titoli di film) dai quai i ragazzi e i bambini, in accordo alla loro età, possono imparare qualcosa riguardo i problemi e i peccati affrontati in confessione. 

Tanto i genitori che il sacerdote dovrebbero far avvicinare i bambini alla confessione senza traumatizzarli, ma piuttosto con dolcezza. Se un bambino ha paura di confessarsi e si rifiuta, non importa impuntarsi affinché si avvicini al sacerdote: lo farà la prossima volta. E' essenziale che il bambino non sia traumatizzato dalla Chiesa e dai suoi ministri, lo stesso vale per la Comunione. Se il bambino ha timore di prendere la Comunione, può essere accompagnato da un genitore fino al calice, non c'è alcun problema in questo. 

Sicuramente, per le prime volte, i bambini non avranno chiari quali siano i peccati da confessare, e potrebbero arrivare con delle idee confuse. Compito del confessore è dare chiarezza e prendere quei momenti come un attimo d'insegnamento, che può lasciare buoni semi per il futuro. Un esempio? un bambino che viene e dice "ho avuto fame" e lo ritiene un peccato. Direi piuttosto che si può approfondire un discorso col bambino, dicendogli: "cerchiamo di avere fame di Dio". Non temete, i bambini capiscono la poesia e la profondità di certe parole molto più degli adulti: questo semino crescerà. 





Aiutare i poveri è rendere onore al Cristo (San Giovanni Crisostomo)

In una delle sue omelie, san Giovanni Crisostomo ci istruisce sul vero senso dell'elemosina e della virtù sociale.


Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo», confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25, 42), e: Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l’avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25, 45). Il corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura.

Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l’onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell’onore che egli ha comandato, fa’ che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro.

Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l’elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.

Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d’oro e non gli darai un bicchiere d’acqua? Che bisogno c’è di adornare con veli d’oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? Che guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d’oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?

Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell’edificio sacro. Attacchi catene d’argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò mentre adorni l’ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello.

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Tratto da: san Giovanni Crisostomo, Omelie., In Matth. h. 50, 3-4

mercoledì 11 ottobre 2017

Stato Greco e Chiesa Ortodossa sulla recente legge pro fluidità gender (news)

Riporta AgionOros che ieri, 10 ottobre 2017, il Parlamento greco ha votato una legge che permette ai ragazzi dai 15 ai 18 anni di cambiare genere sessuale senza alcun esame medico, semplicemente mandando una lettera di richiesta alla autorità competente. La sessione di voto ha visto i seguenti risultati: 

Su 300 deputati, 13 si sono astenuti. 148 deputati hanno votato a favore della legge in questione, 124 deputati hanno votato contro. Non è una maggioranza schiacciante, anzi, dimostra che il Parlamento era molto diviso, ma il provvedimento è comunque passato.

La legge ha scatenato una ondata di indignazione e di sconvolgimento sociale in tutto il paese. La legge sulla fluidità gender rappresenta la prima vittoria politica del partito di Syriza, poiché 140 dei suoi 144 deputati hanno votato a favore. La legge è stata osteggiata dalla maggior parte dei partiti d'opposizione, per la verità molto eterogenei fra loro, come Alba Dorata (estrema destra), Nuova Democrazia (destra), il Partito Comunista di Grecia (sinistra estrema), Unione di Centro (centristi). Vassilis Leventis, leader della Unione di Centro, ha dichiarato che "la Grecia sta attraversando un periodo anormale, e Tsipras sta mandando avanti gli interessi di un piccolo gruppo, mentalmente malato". 


Il parlamento greco ad Atene 

I Padri dell'Athos, secondo l'agenzia di stampa, hanno commentato con parole molto dure, dicendo che, se continueranno così, i deputati greci chiameranno sul Paese l'ira divina. Il Sinodo della Chiesa Autocefala di Grecia ha commentato dicendo che "il progetto di Legge rappresenta una blasfemia contro la condizione umana e questa legge è un attacco diretto contro la famiglia e l'istituzione tradizionale". 

martedì 10 ottobre 2017

I nomi dei Sette Arcangeli, i loro compiti e il loro significato

Il sito Doxologia.ro ci insegna un dato poco noto, ma di enorme importanza per la vita cristiana: i nomi dei sette Arcangeli e il loro significato, nonché i loro compiti


Icona russa dei Sette Arcangeli

I sette Arcangeli che stanno dinnanzi al trono di Dio sono Michele, Gabriele, Raffaele, Varachiele, Gudiele, Salatiele e Uriele. Tutti i nomi degli arcangeli finiscono in "-ele" (in ebraico: il): perché? Nella lingua ebraica, questi nomi sono dei composti che contengono tutti la parola "Dio" (-Il). 

Michele in Italiano  viene erroneamente tradotto come interrogativo "chi è come Dio?" mentre in ebraico Miha significa "forza": il suo vero significato è "Potenza di Dio". Quando preghiamo san Michele Arcangelo? Per tutte le battaglie del corpo e dello spirito, per rimanere saldi nelle tentazioni e nei digiuni. 

Gabriele significa "Uomo di Dio" e non è un caso che l'Arcangelo Gabriele fu mandato da Dio alla santissima Vergine Maria per annunciare il suo parto: il nome era indicativo della sua missione. L'Arcangelo Gabriele aveva inoltre già svolto la funzione di messaggero presso altri grandi personaggi della storia biblica, come al profeta Daniele e a Zaccaria. Viene dunque pregato per i viaggi (in quanto messaggero). 

Raffaele significa "Comandante Divino" ed è famoso per aver protetto Tobia e Sara nella loro notte di nozze, e per aver guarito il padre di Tobia dalla cecità: viene invocato per la guarigione dell'anima e del corpo. 

Varachiele significa "Benedizione Divina" e nel Terzo Libro di Enoch viene descritto come comandante di 496'000 angeli e appartiene al coro dei Serafini. Viene ritenuto dalla Tradizione ortodossa come comandante degli Angeli delle case, coloro che proteggono le nostre abitazioni. 

Gudiele è l'Angelo del Pentimento, colui che motiva gli esseri umani a pentirsi e a cercare Dio. Sebbene non sia molto conosciuto, la tradizione lo identifica come uno degli Arcangeli più potenti, con miriadi di angeli al suo comando. 

Salatiele significa "Il più alto servo divino" ed è l'Arcangelo responsabile di raccogliere le preghiere degli uomini e portarle a Dio. E' quindi un arcangelo dal ruolo importantissimo: ricordiamocelo quando preghiamo. Viene menzionato nel Libro di Ezdra. 

Uriele, il cui nome significa "Luce divina", è l'angelo che spiegò al profeta Ezdra i misteri di Dio, ed è responsabile di gestire la luce e le energie create da Dio, secondo la Tradizione ortodossa. 

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N.B. Rispetto all'articolo originale in romeno, l'articolo presente è stato ampliato