venerdì 24 marzo 2017

Diocesi ortodossa di Harbin (Cina) festeggia i 95 anni di esistenza

Dal sito ufficiale della Chiesa Ortodossa Cinese - Diocesi di Harbin veniamo a conoscenza di un anniversario importante. Oggi, 24 marzo 2017, ricorrono i 95 anni d'esistenza dalla fondazione della Diocesi cristiana ortodossa di Harbin in Cina. 

La foto d'archivio, presa dal sito ufficiale, riporta il primo vescovo cinese ortodosso, sua eminenza Maituo di Harbin, ritratto dopo la sua ordinazione episcopale, avvenuta nella stessa cattedrale urbana, intitolata a san Nicola. 

La diocesi di Harbin in Cina fu  fondata nel giorno 24 marzo 1922, sotto la direzione del Patriarca di Mosca, e nello stesso giorno fu consacrata la cattedrale appuntandovi il vescovo Maituo (Li) come primo pastore del gregge locale. 

Il nostro augurio personale agli Ortodossi cinesi (e di tutto il mondo) è che possano continuare in pace la loro missione e le loro vite, protetti dalle persecuzioni e dalle mancanze materiali, guidati dallo Spirito Santo. 

E del padre nostro Maituo, vescovo della Chiesa di Cristo, sia eterna memoria. 

Il Sinodo di Creta e i Non-Commemoranti nella visione di padre Peter Heers

Il padre Michael Wood, abate del monastero di Santa Brigida in Scozia (ROCOR), ha inviato un documento via mail concernente il ritiro spirituale del clero della ROCOR presso il quale l'arciprete Peter Heers (già noto ai lettori di questo blog) ha letto un sermone concernente il ruolo della Chiesa Russa all'Estero nel movimento ecumenico, sviluppando anche la questione dei non-commemoranti, un commento importante che getta un po' di luce su questo fenomeno controverso che imperversa in Romania, in Grecia e in alcune diocesi russe e che ha generato uno scisma in Serbia.

L'incontro ha visto presenti le loro eminenze i vescovi Giona, Nicola, Ireneo e Ilarione, primarca della ROCOR, insieme a molti altri chierici. Forniamo alcuni estratti della conferenza, così come ci sono stati passati dal padre Michael


Il padre Peter (sul podio) e i vescovi (al tavolo a sinistra)

Cristo è in mezzo a noi!

Per me è un onore essere in mezzo a voi, e parlare con voi, Guide e Pastori del gregge razionale di Cristo, particolarmente perché siete i successori di quelle immense figure della Diaspora Russa che furono il vescovo san Giovanni (Maximovic), i metropoliti Antonij (Krapovitzskij), Anastasij, Filarete di New York, Vitalij, l'Arcivescovo Averkij (Taushev) e il Metropolita Lauro e molti altri reverendi padri della Chiesa Russa all'Estero, e di tutta la Chiesa Universale. 

[...]Quello che mi interessa oggi è analizzare nel dettaglio il Concilio di Creta, i suoi sviluppi e i suoi documenti, offrendo una panoramica quanto più ampia possibile. [...]

Il padre Peter Heers analizza con molti dettagli il Concilio di Creta nelle fasi di riflessione, sviluppo, esecuzione e nei suoi documenti, manifestando il suo dissenso su tutta la strategia conciliare e sui documenti prodotti.

La mancata conciliarità del Sinodo

Una delle cose che salta all'occhio è la mancata sinodalità del Concilio. Se guardiamo bene al Concilio, vedremo come la conciliarità viene a mancare: innanzi tutto, il popolo di Dio (che è composto da monaci, sacerdoti e laici) non è stato interpellato minimamente né nei temi né nella stesura dei testi, i quali sono stati addirittura celati agli stessi vescovi partecipanti così come ha detto il metropolita Ieroteo Vlachos: << la maggior parte dei vescovi non sapeva niente del Concilio, neanche io, perché i documenti erano rimasti proprietà esclusiva della Commissione. >> [1] La maggior parte dei vescovi dell'intera Ortodossia non ha avuto alcun ruolo attivo nella compilazione e nello studio dei temi del Concilio. Inoltre, i documenti presentati al Concilio di giugno furono firmati solamente da due rappresentanti per ogni Chiesa Locale; in altre parole, furono dati per "accettati da tutte le Chiese Locali" documenti letti solo da pochi specifici individui. Affinché anche una singola frase venisse cambiata, al Concilio di Creta era necessaria la totale aderenza di tutte le Chiese partecipanti! Per questo le Chiese Bulgara e Georgiana hanno scelto di non partecipare, perché hanno inteso che ogni cambiamento era, de facto, impossibile. Il diritto di ogni vescovo di poter aderire o meno al Concilio e ai suoi testi è stato sorpassato da una nuova regola: il Primate della Chiesa Locale ha avuto il potere di decidere per tutto il suo episcopato. Anche se tutti i 152 vescovi presenti avessero votato contro un tale documento, la firma dei dieci patriarchi avrebbe comunque valso l'approvazione del tale testo in barba al principio del voto. Un esempio di questo nuovo corso è accaduto proprio a Creta fra le file dei vescovi serbi: riguardo al testo sull'Eterodossia e i rapporti col resto del mondo cristiano, solamente 7 vescovi serbi su 31 erano favorevoli a questo documento nella forma in cui è stato redatto e presentato, mentre gli altri 24 hanno votato contro. Il patriarca serbo, tuttavia, ha appoggiato il documento, il quale infatti è stato poi approvato. Non si può dire che il principio di sinodalità della Chiesa, che da sempre ha fondato i Concili ortodossi, sia stato questa volta applicato nella sua forma storica. 

I Non-Commemoranti

[Prima che io concluda il mio intervento], è molto importante analizzare anche come il Concilio di Creta sia stato ricevuto dal popolo di Dio e gli effetti che ha prodotto nel corpo ecclesiale della Chiesa. Ci sono state certamente risposte positive, in special modo presso l'alto clero delle Chiese Locali (tutte) e presso quelle strutture che si occupano di rapporti ecumenici. Sorprendentemente, molti accademici occidentali (ortodossi ed eterodossi) sono stati insoddisfatti dal Concilio, dal quale ci si aspettava molte più "aperture". Quel che è certo è che la fazione intellettuale della Chiesa Ortodossa continuerà ad appoggiare il Concilio. Nonostante in Romania e in Grecia da parte delle autorità ecclesiastiche il Concilio, coi suoi documenti, sia favorito e appoggiato, la risposta popolare allo stesso è stata alquanto negativa. Molti teologi, sacerdoti e fedeli, studiosi e financo accademici hanno scritto o parlato contro il Concilio di Creta, in alcuni casi andando incontro perfino alla scomunica, alla sospensione e alla perdita dei loro incarichi pubblici e religiosi; in alcuni casi, questi chierici hanno deciso di cessare la commemorazione dei loro gerarchi. 

La cessazione della commemorazione del Patriarca Ecumenico sul Monte Athos è iniziata l'anno scorso alla quale presero parte 100 monaci, per svilupparsi poi in alcune diocesi in Grecia e in Romania, ove particolarmente alcuni monasteri e preti hanno cessato di commemorare i propri vescovi. Uno dei casi più famosi di questa vicenda è di appena due settimane fa, quando il teologo Teodoro Zisis è stato sospeso a divinis dal suo vescovo. L'Archimandrita Crisostomo di Paros (Grecia) ha scritto una lettera formale al Patriarcato Ecumenico accusando il patriarca Bartolomeo di eresia. In questi giorni proteste simili stanno aizzandosi in Moldavia, Ucraina e Romania. Il vescovo Artemje (Radosavlevich) in Serbia si è separato dal  Sinodo della Chiesa di Serbia, fondando una sua Eparchia

Le Chiese Ufficiali e il Concilio

Ricordiamo inoltre che la Chiesa Russa (15 luglio 2016, decisione del Sinodo) ha dichiarato che il Concilio di Creta << non può essere considerato Pan-Ortodosso >> poiché << manca il consenso generale della Chiesa >>. Il Patriarcato di Bulgaria (15 novembre 2016) similmente ha stabilito che << Il Concilio non può essere chiamato né Pan-ortodosso, né santo, né grande >>: Il Patriarcato di Georgia ha lamentato, in dicembre, la mancanza oggettiva del pleroma delle Chiese e la mancanza di sinodalità, oltreché un certo numero di errori nei documenti. Il Patriarcato di Romania, il quale era invece presente, ha dichiarato tuttavia che il Concilio è << solo l'inizio di un'opera più ampia e di un Grande Concilio Universale della Chiesa Ortodossa >>. La Chiesa Autocefala di Grecia, benché una parte dei suoi vescovi fosse contraria, ha alla fine firmato il Concilio, generando una certa confusione fra i fedeli. 

La Storia della Chiesa ci insegna che l'unità in Cristo, così preziosa, fiorisce solamente dove tutti confessano la medesima fede "con una sola mente", e all'interno della stessa Unica Chiesa. 

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1) Come fonte per la frase di sua eminenza Ieroteo, il padre Peter Heers su Facebook mi ha segnalato questo articolo in greco:
http://www.parembasis.gr/index.php/menu-prosfata-arthra-apopseis/347-2014-03-29-13-23-51
il quale tuttavia sembra essere stato cancellato perché compare la formula Error 404

martedì 21 marzo 2017

Sermone per la V Domenica di Quaresima (S. Teodoro Studita)

San Teodoro abate di Studion, detto lo Studita (+826), scrisse numerose opere, dalle quali abbiamo estrapolato questo sermone, predicato nel suo monastero per la V domenica di Quaresima. In foto, un affresco raffigurante san Teodoro Studita.

Cari padri e fratelli, con l'arrivo della primavera e l'abbandono dell'inverno vediamo tutto rifiorire, le piante sono rigogliose, la terra è di nuovo verde, gli uccelli cantano e tutto si rinnova: e glorifichiamo per tutte queste cose - per le quali proviamo gioia - il nostro Dio Maestro e Creatore che rinnova ogni anno la sua creazione, e non a torto: Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità [Rom. 1:20]. E' nostro dovere esaminare con più attenzione la logica della Creazione: Perchè? Se guardiamo alla Natura, la primavera non sarebbe quello che è oggi senza i venti, le tempeste, la pioggia e il freddo dell'inverno. La primavera ha nell'inverno la causa del suo rinnovamento, e così l'anima. Se sull'anima non piovono afflizioni e non nevicano dispiaceri, non porterà la benedizione di Dio: Quando una terra, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente, produce erbe utili a quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio (Ebrei 6:7). 

Per questo, fratelli, dobbiamo sopportare ogni afflizione, ogni prova, ogni difficoltà che ci accade, sia visibile che invisibile. Anche il digiuno che stiamo seguendo è utile, perché così portiamo frutto e otteniamo la benevolenza di Dio: altrimenti fame e sete sarebbero solo una cosa miserabile. Accogliamo anche Gesù come nostro ospite; infatti come noi ci rallegriamo della Natura, [Dio] gode della purezza delle nostre anime. E quali sono i frutti dell'anima pura? Amore, gioia, pace, mitezza, dominio di sé, bontà, generosità. [Galati 5:22] Di questi frutti il Signore si nutre, da queste primizie egli è compiaciuto. E' benedetto colui che nutre (Dio) di questi frutti, perché sarà poi nutrito da Lui nei Cieli! Sarà ricevuto infatti ospite nel Regno celeste. Egli è stato chiaro: Io e il Padre mio prenderemo dimora in lui. [Giovanni 14:23] e ancora: chi accoglie i miei comandamenti e li mette in pratica è colui che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anche lo amerò e mi manifesterò in lui. [Giovanni 14:21]. 

Visto che tali sono le promesse divine, sopportiamo con letizia tutte queste cose che ci capitano, sia quelle che già sono successe, sia quelle che devono ancora accadere, mentre ascoltiamo l'Apostolo dire: Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. [Col. 1:24] E anche Giacomo scrive: Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti.[Giacomo 1:2-4] vedete dunque che nelle prove c'è la gioia, e nelle tribolazioni letizia? Dio si manifesta in queste cose, che tutti i santi hanno sopportato. Coloro che faranno violenza su se stessi, vivendo sulle orme dei santi, si impadroniranno del Regno dei Cieli, in Gesù Cristo, al quale si deve ogni gloria e onore, assieme al Padre e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 

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Fonte originale (in inglese)

lunedì 20 marzo 2017

Una preghiera per il pentimento - di sant'Isidoro

Questa preghiera, chiamata "Preghiera delle Lacrime", è stata composta da sant'Isodoro arcivescovo di Siviglia (+636)

Oh, lacrime, dove siete? dove sei, fontana zampillante del mio cuore? Con cosa laverò la mia anima, con cosa monderò i miei peccati? Con quale arma annienterò la passione? Dove siete, onde del rimorso? Ritornate a me, lacrime mie, compunzione e pentimento, ve lo domando nel nome del Cristo Dio. Occhi miei, riempitevi di lacrime. Aspergi il mio volto, bagna il mio letto, rinnovami, o Cristo Signore Gesù, con le lacrime del pentimento! Perché io vedo il mio errore, la mia colpa, il mio peccato, ma non riesco a piangerlo. Io accuso me stesso d'ingiustizia, io conosco le mie bassezze, e voglio la misericordia che solo da Te può provenire. Io ti confesso la mia iniquità, Signore, perdonami! Io so di aver superato ogni malvagio e peccatore, io sono il peggiore di tutti, il Tartaro mi attende. Non c'è nessun peccato peggiore del mio, non c'è alcuna ingiustizia più iniqua della mia. Io però mi sono prostrato a Te, o Salvatore, ti ho reso noto il mio errore, e ti chiedo compassione ti imploro pietà. Monda i miei crimini orribili, purificami da ogni mio peccato, lavami dalle disgrazie che io stesso ho compiuto nella mia anima: io ti offro me stesso affinché mi purifichi, affinché la mia anima ottenga la redenzione. Io sono malato, e ti chiedo la medicina, la mia carne è consumata, la mia bellezza è sfiorita. L'ombra della morte è calata su di me come il tramonto: l'oscurità si avvicina, il  buio mi inghiotte. Risplendi, o Sole di giustizia, o Sole di misericordia, scaccia via l'orrore delle tenebre col tuo fulgore, perché Tu sei il mio e l'unico vero Dio, che ha la gloria, la potenza e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. 

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Dal libro: Orthodox Prayers of Old England, vol. II, di padre Aidan Keller, ROCOR, anno 1999, St. Hilarion Press.

Putin incontra il capo dei Vecchi-Credenti (news)

Il 16 marzo 2017 il presidente della Federazione Russa, Vladimir V. Putin, ha incontrato il metropolita Cornelio (Titov), capo dei Vecchi-Credenti di Mosca. 


il telegiornale russo mostra l'incontro fra i due leader

Secondo l'Ufficio Stampa dello Stato, Dimitrij Peskov, l'incontro è stato luogo di discussione dello sviluppo della Chiesa Vetero-Ritualista Russa e dei piani di sviluppo che il metropolita Cornelio intende perseguire. 


fotografia che ritrae il metropolita Cornelio (a destra) e il presidente Putin (a sinistra).

Sua Eminenza Cornelio è nato il 1 agosto 1947 da genitori vetero-ritualisti, nella regione di Mosca. Il 18 ottobre 2015 è stato eletto metropolita dei vecchio-credenti di Mosca e intronizzato nella cattedrale metropolitana della Chiesa Vetero-Ritualista Russa

giovedì 16 marzo 2017

Padre Teodoro Zisis sospeso dal suo vescovo (news)

A causa delle sue scelte, il padre Teodoro Zisis, eminente teologo greco, è stato scomunicato dal suo vescovo, secondo quanto riporta Pravoslavie.ru

In foto: il protopresbitero Teodoro Zisis.

Il metropolita Anthimos di Tessalonica, infatti, ha sospeso a divinis il padre Teodoro a causa della sua decisione di non commemorare il proprio vescovo. La motivazione sarebbe l'ecumenismo praticato da monsignor Anthimos, a detta di padre Teodoro, e dell'accettazione del Concilio di Creta da parte del metropolita. Padre Teodoro Zisis si è difeso citando il canone 15 del sinodo di Costantinopoli del 861, presieduto da san Fozio il Grande, patriarca di Costantinopoli. Il canone dice che, qualora un vescovo apertamente professi una eresia, il suo clero non è tenuto a commemorarlo. Il padre Teodoro ritiene, così come molti altri, che il Concilio di Creta e il documento "rapporti col resto del mondo cristiano" in esso promulgato siano affermazioni eretiche del principio ecclesiologico secondo il quale la Chiesa Ortodossa non è l'unica vera Chiesa, ma che anzi esistono anche altre "chiese" parimenti valide i cui sacramenti esistono e nelle quali la grazia divina agisce. Per padre Teodoro Zisis, per il metropolita Ieroteos Vlachos, per il vescovo Serafim del Pireo e per molti altri ecclesiastici ortodossi, questa concezione ecclesiologica rappresenta una deriva dall'insegnamento patristico e costituisce una eresia.

Il metropolita Anthimos ha redarguito il suo sacerdote, intimandogli di non parlare più del Concilio di Creta << perché potrebbe fomentare scismi >> e ha privato il padre Teodoro del titolo di arciprete, nonché ingiunto una penitenza canonica. 

Il padre Teodoro Zisis ha domandato al suo vescovo di poter continuare a servire nella parrocchia di sant'Antonio il Grande, ove attualmente si trova come prete, senza commemorare nessuno, in accordo con la sua coscienza. 

lunedì 13 marzo 2017

La ROCOR chiede che la salma di Lenin venga rimossa (news)

Il portale Pravoslavie.ru ci informa che la ROCOR ha fatto una richiesta sorprendente al governo russo e in modo molto eclatante: il 12 marzo, seconda domenica di Quaresima, in tutte le parrocchie della ROCOR è stata letta una lettera la quale domanda alla Federazione Russa di rimuovere il famigerato sepolcro di Lenin. 


Il sepolcro del dittatore comunista Lenin. foto: RIA-Novosti

Oltre a questo, i rappresentanti della Chiesa Russa all'Estero domandano che "siano cambiati i nomi delle vie e delle piazze intitolate alla rivoluzione comunista" e ai suoi leader, e non solo: domandano anche che i monumenti in onore del Comunismo vengano demoliti. Infatti essi sarebbero "simbolo di distruzione e tragedia per il popolo". Fra i russi, non è la prima volta che una richiesta simile fa capolino: ricordiamo difatti che l'Anziano Elia Nozdrin fece già osservazioni simili tempo addietro. L'Ufficio Stampa del Patriarcato di Mosca, al contrario, si è astenuto da qualsiasi commento.