lunedì 28 luglio 2014

Chi sono i Vecchi Credenti? ( Storia della Chiesa - Era Moderna)


Il fenomeno dei Vecchi Credenti (Starovjery) è un capitolo importante della storia religiosa russa, e nessuno studio dell'Ortodossia russa può ignorarne la portata. I Vecchi credenti hanno origine dalle reazioni della tradizione ortodossa tipica della Russia alle riforme liturgiche promosse sotto il Patriarca Nikon (1652-1667).
Dopo la metà del XVII secolo, il crescente ruolo della Russia come nazione di riferimento e di sostegno dei cristiani ortodossi sotto il dominio musulmano si sposava con le visioni teocratiche di “Mosca terza Roma”. Non è sorprendente che anche il patriarcato russo, costituitosi da pochi decenni, mirasse a un ruolo primaziale nell'ecumene ortodosso. A tale ruolo erano però di ostacolo le particolarità rituali del mondo russo, che si erano venute a sviluppare negli ultimi secoli. Fu il Patriarca Nikon a occuparsi di uniformare le tradizioni rituali, inizialmente con il pieno appoggio di tutta la chiesa, e quindi con una politica sempre più inflessibile. I sostenitori delle antiche tradizioni russe, che avevano il loro campione nell'Arciprete Avvakum Petrovic (1619?-1682) di Nizhni-Novgorod, erano sinceramente preoccupati dell'ingresso di forme di culto eretiche, forse non senza ragione (le usanze greche, alle quali il Patriarca Nikon imponeva al mondo russo di uniformarsi, erano codificate in libri stampati a Venezia sotto un evidente influsso cattolico-romano).
Mentre l'insieme della Chiesa russa avversò la politica primaziale del Patriuarca Nikon (tanto da deporlo dalla carica), accettò invece le sue riforme liturgiche, provocando una scissione (raskol) tra i suoi membri, i cui effetti durano ancora oggi. I sostenitori dell'antica tradizione cultuale russa si denominarono Vecchi Credenti (Starovjery) o Vecchi Ritualisti (Staroobrjadzy) e iniziarono una politica di resistenza passiva all'autorità del Patriarca e dello Zar. Se da una parte ai Vecchi Credenti si presentava uno scenario apocalittico di Chiesa perseguitata, dall'altra il potere imperiale usò nei loro confronti mezzi sempre più repressivi. Neppure l'occidentalizzazione della Russia sotto Pietro I ne migliorò la sorte: provocò anzi un'ondata tale di persecuzioni da costringere molti Vecchi Credenti all'esilio.
Dal punto di vista dell'ordine ecclesiale, la maggior parte dei Vecchi Credenti riteneva la Chiesa russa pericolosamente minacciata da influenze innovatrici, ma pur sempre veicolo di grazia, tanto da accettarne i sacramenti, sia pure con molte riserve. Siccome dopo la morte dell'Arcivescovo Pavel di Kolomna nel 1656, i Vecchi Credenti non avevano alcun sostenitore aperto nell'episcopato russo, erano costretti a fare ordinare i propri preti nella Chiesa ufficiale (spesso da vescovi non del tutto contrari alle loro posizioni), e a mantenere comunità pericolosamente clandestine. Non fu che nel 1846 che i Vecchi Credenti “sacerdotali” (popovzy) riuscirono a creare una propria gerarchia episcopale, grazie all'appoggio del Metropolita Amvrosij di Bielaja Krinitza, già Metropolita di Sarajevo (morto esule in Slovenia nel 1863, e attualmente sepolto nel cimitero ortodosso greco di Trieste).
Un'altra parte dei Vecchi Credenti, ritenendo la Chiesa ormai irrimediabilmente compromessa con il potere dell'Anticristo (rappresentato dall'alleanza tra il trono imperiale russo e le contaminazioni eretiche del rito), abbandonò ogni tentativo di ricostruire una gerarchia e una vita sacramentale. I Vecchi Credenti “asacerdotali” (bespopovzy) formarono comunità laicali, dirette da responsabili anziani, che non amministravano più alcun sacramento al di fuori del battesimo, ma che curiosamente mantenevano la pienezza delle officiature ortodosse, con l'esclusione delle parti sacerdotali. I Vecchi Credenti asacerdotali si divisero presto in varie obbedienze rivali, e da queste ebbero in seguito origine gruppi riformisti (talora di tendenze estremiste e aberranti) che non avevano più nulla a che vedere con il mondo dell'antico rito russo, né con l'Ortodossia in genere.
Oggi i Vecchi Credenti sono conosciuti soprattutto dal punto di vista degli studi storici sulla Russia, mentre poco si sa della loro presenza in Romania e in altri paesi della diaspora, e ancor meno dei fenomeni della loro “seconda diaspora”, in questi ultimi anni. 

dal libro di p. Ambrogio di Torino: "Cristiani d'Oriente in Piemonte


SITUAZIONE ATTUALE
Nel 1971 il patriarcato moscovita revocò l'anatema lanciato sui Vecchi Credenti nel XVII secolo, ma la maggior parte fra le comunità di quest'ultimi rifiutò di tornare in comunione con le altre Chiese ortodosse.

Stime ritengono che il numero totale degli aderenti a tale fede vari da 1 a 10 milioni di individui, alcuni dei quali vivono in comunità estremamente isolate nei luoghi dove alcuni secoli fa erano stati costretti a fuggire per evitare le persecuzioni. Una comunità di 40.000 Vecchi credenti lipovani tuttora vive tra l'Ucraina e la Romania, sul Delta del Danubio. Negli anni dieci del XX secolo all'incirca il 25% della popolazione russa dichiarava di fare parte di branche del movimento dei Vecchi Credenti (dati census).

Principali differenze con l'Ortodossia Russa

I Vecchi Credenti si segnano in modo diverso, con due dita tese in luogo di tre. I Vecchi Credenti hanno la traslitterazione in cirillico del nome di Gesù in modo diverso:
Vecchi Credenti: Ісусъ (Isus')
Ortodossia Russa: Іисусъ (Iisus')
I Vecchi Credenti ritengono che cambiare la scrittura del nome significa alterarne il senso. In poche parole, i nuovi credenti non venerano Cristo, ma l'anticristo, secondo il pensiero dei Vecchi Credenti.
I Vecchi Credenti nel rito di Proscomidia usano sette prosfore e non cinque; le processioni le dirigono verso il sole e non controsole; Dopo i salmi cantano due alleluja invece di tre.
Inoltre, i Vecchi Credenti hanno nel Credo una frase in più, che essi giudicano imprescindibile.
<< (...) рождена, а не сотворена (generato "ma" non creato); И в Дѹха Свѧтаго, Господа истиннаго и Животворѧщаго (E nello Spirito Santo, il Vero Signore, colui che dà la vita)>>
Invece nel Credo comunemente noto a tutte le chiese ortodosse, si recita ciò che segue:
<< (...) рождена, не сотворена (generato, non creato); И в Дѹха Свѧтаго, Господа Животворѧщаго (E nello Spirito Santo, il Signore, colui che dà la vita)>> 

domenica 27 luglio 2014

La Chiesa Ortodossa e la Magia - Parte II

CONSIGLI A CHI SI CREDE OGGETTO DI MALOCCHI O ALTRE PRATICHE OSCURE
- Non ricorrere mai a dei personaggi più o meno dubbiosi che pretendono di togliere i malefici e operare dei “disincantesimi”. Spesso si tratta di occultisti. Ricorrere sempre al prete ortodosso della propria parrocchia per avere consiglio.
- Conservare la confidenza nella bontà e nella onnipotenza divina, che non permette mai che siamo sottoposti a prove oltre i limiti delle nostre forze. Dobbiamo approfittare dell’esempio del giusto Giobbe.
- Se si crede di trovarsi alla presenza dell’intervento di spiriti maligni o in casi dubbiosi, si deve ricorrere ai mezzi soprannaturali raccomandati dalla Chiesa e cioè: compiere i propri doveri di cristiani ortodossi; praticare la preghiera, la penitenza, il digiuno; confessare i propri peccati, partecipare agli uffici liturgici, vespro, mattutino, ecc.; mettere in ordine la propria vita, se è necessario.
-  Ricordarsi che le benedizioni, le icone, l’acqua benedetta ecc. non sono una “magia sacra”, né talismani. Sono dei mezzi che la Chiesa utilizza per il nostro bene e i soli conformi alla volontà santa di Dio, alla quale ognuno deve affidarsi con fiducia e confidenza.
- vedere se le difficoltà non abbiano origine da cause naturali e agire allora di conseguenza: in caso di malattia consultare un medico o un veterinario; conservare la propria abitazione pulita e aerata e osservare le regole igieniche; domandarsi se non si è vittime di imbrogli o prepotenze.
-  Non credere che ogni noia, difficoltà, perdita, malattia, siano dovute a intervento diabolico. In genere, i casi di influenza diretta degli spiriti maligni sono assai rari.
-  Non rispondere ai malefici consultando occultisti, per rispondere con altri malefici. Sarebbe un vortice veramente infernale e un peccato gravissimo.

CANONI DELLA SANTA CHIESA ORTODOSSA CONTRO I MAGHI E LA MAGIA
La chiesa ortodossa che ama il buon Dio non può avere che in orrore tutto quello che è in rapporto con la magia diabolica. Il cristiano ortodosso, fedele alla legge dell’amore, si ricorda il primo comandamento del decalogo: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio al di fuori di me. Ricorrere alla magia e riconoscere “un altro Dio”, è una snaturazione della vita, una malattia dell’anima, una mostruosità, un peccato grave di idolatria, che porta alla rovina propria e spesso anche di altri.
Così la Chiesa che è materna ha promulgato, sotto ispirazione del Santo Spirito dei Canoni o Regole, che interdicono ogni pratica magica e ogni ricorso a tali pratiche. Per quelli che infrangono tali regole Essa ha destinato delle severe punizioni canoniche. Tali pene non sono negative, ma destinate ad educare e rimettere sulla retta via il cristiano allontanato da simili errori.

CANONE 24 DEL SINODO DI ANCIRA (a. 358)
Quelli che ricorrono a indovini e stregoni.
Quelli che consultano gli indovini, conformandosi ai costumi dei pagani, che fanno entrare nella loro casa gente per svelare loro le sorti malefiche o fare purificazioni, saranno sottomessi a cinque anni di penitenza secondo i gradi prescritti: tre anni di sospensione e due anni di preghiere senza partecipazione all’offerta.

CANONE 36 DEL SINODO DI LAODICEA ( 341-380)
Quelli che fanno uso di incantesimi e filattiere.
I chierici consacrati e quelli inferiori non devono essere né indovini, né maghi, né astrologi, né fabbricare quegli oggetti chiamati amuleti, che sono catene per l’anima; quelli che li portano noi ordiniamo che siano espulsi dalla Chiesa.

CANONE 60 E 61 DEL CONCILIO IN TRULLO (a. 680-681. 692)
Quelli che hanno sembianze di essere posseduti.
L’apostolo ci insegna: “Colui che è unito al Signore diviene con lui un solo spirito”, se ne deduce chiaramente che colui che entra i familiarità con il demonio, diviene per il suo rapporto una sola cosa con lui. Dunque quelli che fanno finta di essere posseduti dal demonio e imitano espressamente con la loro condotta disonesta la maniera di fare dei posseduti, abbiamo deciso che siano castigati in ogni modo e che si faccia subire loro i duri trattamenti e quelle pene, alle quali si sottomettono a giusto titolo i veri posseduti per liberarli dall’azione del demonio.

Gli indovini e i maghi.
Quelli che ricorrono agli indovini e ai cosiddetti centurioni o ad altra gente di tale sorta, per conoscere da essi quello che vorrebbero essere loro rivelato, che siano sottomessi alla pena canonica di sei anni, in conformità alle decisioni dei padri a riguardo. Alla stessa pena canonica devono essere sottomessi quelli che ingannano questi spiriti semplici e nuocciono predicendo loro, per mezzo di farneticazioni, dell’errore, la fortuna, il destino, la genealogia e una folla di termini simili; allo stesso modo quelli che chiamano i cacciatori di nubi, quelli che gettano incantesimi, quelli che distribuiscono filattiere e gli indovini. Se persistono in questi sortilegi e non si astengono, e non fuggono da queste pratiche funeste e pagane, noi ordiniamo che siano rigettati totalmente dalla Chiesa, come lo prescrivono i Santi Canoni. “Infatti, cosa possono avere in comune la luce e le tenebre”, dice l’apostolo e “quale rapporto c’è tra il tempio di Dio e gli idoli o quale parte ha il fedele con l’infedele, e quale accordo c’è tra Cristo e Belial?”.

SAN BASILIO DI CESAREA

CANONE 65
I maghi e quelli che preparano filtri.
Colui che confessa d’aver usato la magia o i filtri percorrerà nella penitenza il tempo della testimonianza e sarà trattato come se si fosse spontaneamente accusato di questo peccato (10 anni di penitenza e di scomunica).

CANONE 72
Quelli che sono ricorsi agli indovini.
Quelli che sono ricorsi a indovini e simili, si vedranno imporre il tempo di penitenza della testimonianza (10 anni di penitenza e di scomunica).

CANONE 83
Quelli che ricorrono agli indovini o hanno introdotto nella loro casa le pratiche di
divinazione.
Quelli che sono ricorsi a indovini e seguono i costumi pagani, oppure accolgono in casa persone per scoprire il futuro con sortilegi o per purificarsi, saranno soggetti a una pena di sei anni.

SAN GREGORIO DI NISSA
CANONE III
Contro quelli che ricorrono a maghi e indovini.
Quelli che si sono rivolti a maghi o indovini o a gente che promettono di liberarli dai sortilegi o che gettano le sorti con l’aiuto dei demoni, devono essere accuratamente interrogati ed esaminati, se restando fedeli a Cristo, non siano stati trascinati a commettere questo peccato per qualche necessità, per un cattivo trattamento o un danno difficile da sopportare; oppure se al contrario sono ricorsi all’alleanza con i demoni per un totale disprezzo per la verità attestata, che noi crediamo. Perché se hanno fatto ciò, rinnegando la
propria fede e perché non credono più che il Dio adorato dai cristiani sia il vero Dio, saranno evidentemente sottomessi alla pena degli apostati; ma se qualche necessità insopportabile ha prevalso sulla loro pusillanimità e li ha condotti, ignoranti quali erano per qualche speranza ingannata, ci sarà per la loro la stessa misericordia, usata a quelli che non seppero resistere alle torture e al tempo, in cui si doveva confessare la fede.

Da: L'esorcismo nelle chiese ortodosse a cura di Silvana Radoani
Copyright 2008

La Chiesa Ortodossa e la Magia - parte I

L’esistenza dei malefici al tempo di Mosè si trova descritta nel libro dell’Esodo. Nostro Signore, nel vangelo ci annuncia i segni straordinari dell’Anticristo, capace di sedurre i migliori fedeli (Matteo 24). Nelle epistole, s. Paolo ci avvertì che Satana compirà tutti i miraggi, i segni e prodigi menzogneri. Gli atti degli apostoli ci riporta la storia di Simone mago che meravigliò i suoi contemporanei attraverso azioni straordinarie. Nella Chiesa ortodossa Dio elargisce certamente dei carismi. I santi possono operare miracoli, guarigioni. Possono anche cacciare i demoni. Ma tutto quello che viene fatto non è grazie ad un potere personale ma grazie all’intervento divino che risponde alle preghiere confidenti. Là dove la magia comanda, esige o pretende di fare, la Chiesa implora Dio di usare misericordia.
Egualmente l’esorcismo non è una specie di “magia sacra”, L’esorcismo è una preghiera sacerdotale che il prete dirige verso Dio perché siano cacciati i demoni. Il prete non agisce in nome proprio, né in virtù di un potere, ma prega Dio in nome della Chiesa. Il prete di Cristo non è una specie di “mago cristiano”, ma il servitore di Dio.
Nessuno si improvvisa esorcista. Le sette moderne pretendono di avere ministri che cacciano i demoni. Per un cristiano che si indirizza a questi pseudo-esorcisti e confida in queste pratiche si impone un peccato grave.
I maghi e i fattucchieri compiono delle caricature dei carismi che non possono esistere al di fuori della Chiesa di Dio. Alcuni esorcisti si sono vantati di cacciare il demonio in base alle proprie forze, alla propria esperienza... mentre invece ognuno è solamente lo strumento del quale Dio si serve per realizzare il bene che vuole operare. Coloro che praticano la magia o la divinazione pretendono di avere ricevuto una iniziazione, pretendono di possedere un potere personale, affermano di avere ricevuto il potere di comandare ai demoni o di guarire le malattie. Questo è in opposizione a quello che avviene per carismi distribuiti dallo Spirito Santo nella Chiesa. Nella Chiesa sono richieste l’umiltà, la confidenza in Dio, la sottomissione alla sua volontà.
Da una parte vi è la Chiesa e Cristo, dall’altra la superstizione e Satana. Questa differenza viene riportata dalla sacra Scrittura quando leggiamo nell’epistola di s. Paolo:
«Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?» 2 Cor. 6, 15 e ancora: «Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?» 2 Cor. 6, 14. Nella Chiesa i carismi provengono dallo Spirito Santo; Esso si profonde sempre, senza pubblicità, senza clamore, nell’umiltà. È un segno questo per riconoscerne l’autenticità.

Quando i sacerdoti segnano i fedeli sulla fronte con un batuffolo inumidito con l’olio della lampada che arde davanti alle icone, invoca sul cristiano la misericordia di Dio. Essi agiscono come preti della santa Chiesa e non come depositari di un potere segreto. Quando la Chiesa prega col suo ufficio d’intercessione per coloro che si raccomandano alle sue preghiere, agisce la “preghiera della Chiesa” e non una pratica paranormale. Questa dottrina proviene dai santi Padri, che vengono seguiti nella loro vita e nei loro esempi e per i quali i carismi non sono dei talenti individuali ma sono per il servizio della comunità.

Ricorrere all’intercessione dei santi e alla preghiera della Chiesa non impedisce certo di fare appello ai rimedi naturali. Sono perciò richieste due condizioni indispensabili: 
- la prima di non tralasciare alcuna cura messa a disposizione dalla scienza medica;
- la seconda di seguire fedelmente il trattamento prescritto dal medico.
La preghiera non dispensa da questi doveri. Colui che segue fedelmente queste norme può poi ricorrere alla preghiera della Chiesa, con tutto il cuore, con umiltà e confidenza: «Signore, se tu vuoi, tu puoi guarirmi, tu solo sai quel che è bene per me. Agisci dunque, non come voglio io, ma come vuoi tu».
La superstizione è una malattia della coscienza. Essa può divenire un peccato grave allorché fa breccia in un cristiano che consulta delle persone praticanti la magia. La superstizione è arrivata a snaturare completamente tutta la vita cristiana. Alcuni uomini e donne che si fregiano del nome di cristiani, ma che vivono come pagani, esigendo da Dio la fine dei loro problemi, dei loro tormenti, in nessun caso sono decisi a condurre una vita cristiana. Proprio questi si rivolgono all’occultismo: è l’aberrazione.
Il cristiano che prova difficoltà deve innanzi tutto condurre una vita cristiana più fervente e mettere ordine nella vita personale se questa non è conforme ai comandamenti della legge dell’amore di Dio.

Da: L'esorcismo nelle chiese ortodosse A cura di Silvana Radoani
Copyright 2008


venerdì 25 luglio 2014

Sull'Ecumenismo e sul dialogo cattolici-ortodossi: un pensiero del blogger

Salve a tutti,
ho deciso la forma di una lettera aperta per scrivere di questo tema, quello dell'Ecumenismo. Ormai, dato che tutti hanno una propria opinione, e non è bene che una "figura pubblica" non ne abbia, metto la mia faccia nella questione. Quello che scrivo potrebbe non piacere, ma come sapete tutti, non me ne importa molto.

Il mio è il parere di un convertito, di un cattolico che è diventato ortodosso per scelta e non perché i genitori lo hanno battezzato da neonato. Questo implica, almeno per me, che un filo con la chiesa originaria, ossia la romana, rimanga. Nonostante io abbia chiesto il Battesimo nella Chiesa Ortodossa - e nonostante questa mia prova di fede venga costantemente vituperata, offesa, incompresa e ritenuta inutile e dannosa - mi sento legato alla mia "madre", perchè, che ci piaccia o no, per noi occidentali Roma è Madre. Nella Chiesa Romana io sono stato un catecumeno, un fedele,  un catechista ( fu proprio col catechismo cattolico in mano che mi resi conto di non condividerne la struttura). Ho visto molto della chiesa cattolica - non tutto, certo - ma conosco i suoi lati principali, le sue forze  - perchè non tutto è da buttare - e le sue grandi debolezze, le sue colonne e i suoi fondamenti, le sue prassi e i suoi usi. Partiamo col presupposto che io stimo molto la Chiesa Cattolica. A differenza di molti convertiti ortodossi, che mutano come camaleonti, io ho amato la pastorale, l'aria di parrocchia vissuta, le feste condivise, le sublimi messe tridentine, l'organizzazione svizzera dell'istruzione che la chiesa cattolica offre. Abbiamo molto da imparare, dai romani, gente. Che vi piaccia o meno sentirvelo dire, è così. Loro sanno come si organizza una Missione, per filo e per segno, in cinque anni tirano su un apparato che noi in cinquant'anni non siamo riusciti a fare. 

Eppure, eppure, quando avevo sedici anni scelsi l'ortodossia. E ora che ne ho ventuno, mi guardo indietro, e dico: quanta strada che ho fatto! MA, ma, ma. Tutti noi abbiamo dei piccoli martirii, delle cose che abbiamo perso passando in Ortodossia. Le prove di Dio: dal lavoro alla famiglia, dalla scuola a varie opportunità, tutti noi abbiamo perso o lasciato indietro qualcosa. Ecco, immaginiamoci ora, per un caso fortuito, che ci arriva la notizia che alcuni dei nostri Patriarchi, dei nostri preti, delle nostre guide spirituali, dei nostri apostoli in vita, dei nostri teofori, arrivi e ci dica che tra ortodossi e cattolici "non c'è differenza", oppure che "siamo tutti uguali", "siamo simili", "i sacramenti cattolici sono validi". E allora, carissime beatitudini, cari presbiteri che accettate i non-ortodossi in Ortodossia: perché lo fate?! Se nella Comunione Ortodossa vi è il corpo di Cristo, e pure in quella cattolica, perché dovrei cambiare: ho pur sempre il Corpo di Cristo. Se la Comunione ( che significa Compartecipazione, vivere il Mistero) me la possono dare anche i cattolici ed essa è pienamente valida, non ha senso che gli ortodossi abbiano le proprie chiese qui in Italia, perché ci sono i cattolici. Un sacerdote russo una volta mi disse: << ma lei perchè viene da noi, visto che ha la chiesa cattolica? >> Ecco appunto, perché vengo da voi? secondo lui perché? perchè ero filo-slavo, o perché mi piacevano i barboni esotici, i quintali d'incenso e le iconine? o FORSE perché nella Chiesa Ortodossa c'è la Verità assoluta e piena, e altrove no...in qualunque forma la Chiesa Ortodossa decidesse di porsi, avrebbe comunque, sola e sempre la Verità dentro di sè. 

Il dialogo vero, proficuo e fruttifero, con la Chiesa Cattolica NON può venire dai patriarcati locali delle chiese etniche, perché loro hanno un senso di "inferiorità/superiorità" ( spesso confuso insieme) nei confronti del Cupolone di piazza san Pietro. Quanti seminaristi russi ho sentito parlare così: << vengo a studiare alla facoltà Gregoriana, così sarò un buon prete.>> sì è vero, ma un buon prete romano. Perché gli ortodossi di nascita non sanno quale grande Grazia essi abbiano nel nascere ortodossi in un paese ortodosso, e respirare aria ortodossa. No, devo venire a Roma a darsi i bacetti con il Papa.
Un dialogo vero e fruttifero si fa ad personam, non con frettolose unioni di fede o proclami di somiglianza, ma con un lento esame di coscienza, con una presa di posizione forte sui temi e un dialogo attorno a ciò che divide, non a ciò che ci unisce. Proprio perché il diavolo significa "colui che divide", solo affrontando il PERCHE' delle divisioni possiamo distruggerle, o meglio, far sì che trionfi la Verità e non la menzogna e l'eresia. Il voler accellerare i tempi di un dialogo ad armi dispari non farà altro che rovinarci tutti.
Il Cattolicesimo non è pronto per confrontarsi con l'Ortodossia. Forse era pronto cento anni fa, adesso non più. Sono molto diversi, troppo. Sia dal punto di vista pastorale, dogmatico, liturgico soprattutto, estetico e dottrinale, stiamo vedendo una Chiesa Romana sempre più andante verso il protestantesimo. 
Io sono convinto invece che solo una chiesa tradizionale, con un'altra chiesa tradizionale, può avere un dialogo fruttuoso. Invito i cattolici che mi leggono ad approfondire la loro spiritualità antica, la loro messa antica, le loro pratiche più ancestrali, e forse riscopriranno quella Ortodossia che tanto piace a me.

Per quanto riguarda i rapporti politici tra Chiesa Ortodossa e Chiesa Cattolica, io sono uno di quei pazzi ai quali, del vaticano, non gli importa nulla. In che senso? nel senso che noi dobbiamo farci i fatti nostri, costruire per la nostra strada, andare dritti, evangelizzare, produrre, scrivere, andare avanti. Pestiamo i piedi al Papa così? A Sua Santità non interessa minimamente cosa facciamo, tant'è che ci regala pure le chiese. Questa Papo-fobia, questo terrore che esistendo diamo noia ai cattolici, dobbiamo scrollarcelo di dosso, anche perché siamo noi quelli con la Verità in tasca. 
Saranno il tè coi pasticcini del dialogo ecumenico a farci sparire in una voragine di "tanto siamo uguali e differenze non ci sono". Così tutto quello che noi convertiti abbiamo subito e costruito faticosamente in 50 anni, sarà tutto inutile. E se non abbiamo ORA il coraggio di passare oltre, di guardare al futuro, il futuro ci inghiottirà. 

Che Dio protegga la Santa Ortodossia, e che la Vergine ci copra con la sua purissima veste.

E poiché io ho coraggio, mi firmo.
Servo di Dio Marco Mannino Giorgi, blogger.




martedì 22 luglio 2014

La preghiera di Manasse - dalla Bibbia dei LXX

“Signore onnipotente, Dio dei nostri padri, di Abramo, Isacco e Giacobbe e della giusta loro discendenza: tu hai fatto il cielo e la terra con tutto ciò che li orna, tu hai fatto il cielo e la terra con tutto ciò che li orna; tu hai messo ceppi al mare con la parola del tuo precetto; tu hai chiuso l'abisso e lo hai sigillato col tuo nome tremendo e glorioso, per il quale tutto rabbrividisce e trema, al cospetto della tua potenza; la magnificenza della tua gloria e' insostenibile e non si può resistere al furore della tua minaccia sui peccatori, ma smisurata e imperscrutabile e' la misericordia da te promessa. Tu, infatti, sei il Signore altissimo, pietoso, longanime e di grande misericordia, che si pente dei castighi per le cattiverie degli uomini. Tu, Signore, nella tua multiforme bontà, hai promesso conversione e perdono per quanti hanno peccato contro di te, e nella tua multiforme pietà, hai stabilito la penitenza per i peccatori in vista della salvezza. Tu dunque, Signore, Dio delle schiere, non hai indicato la penitenza ai giusti, a Abramo, Isacco e Giacobbe, che non avevano peccato contro di te, ma hai indicato la penitenza a me peccatore, perchè i miei peccati superano in numero i granelli di sabbia del mare. Si sono moltiplicate le mie ingiustizie, e non sono degno di guardare e vedere l'altezza del cielo, per la moltitudine delle mie iniquità, piegato sotto una pesante catena di ferro, così da non poter sollevare la testa; non ho sollievo, perchè ho provocato il tuo sdegno e ho fatto ciò che e' male davanti a te, non facendo la tua volontà e non osservando i tuoi precetti. Ma ora piego le ginocchia del cuore, implorando la benevolenza che viene da te. Ho peccato, Signore, ho peccato e conosco le mie iniquità ma ti chiedo con la preghiera: perdonami, Signore, perdonami, e non mandarmi in perdizione con le mie iniquità, non tenere in serbo con eterno sdegno il male che mi spetta, non condannarmi nel profondo della terra; Tu sei Dio, Dio di coloro che si pentono, e mostrerai in me, indegno, tutta la tua bontà, poichè mi salverai secondo la tua grande misericordia, e di continuo io ti loderò nei giorni della mia vita perchè a Te inneggia ogni potenza dei cieli, e tua è la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 
* La Preghiera di Manasse re di Giuda (687-642 a.C.) è una preghiera penitenziale contenuta nell'antica versione greca della Bibbia detta "dei Septuaginta" (dei Settanta). La sua composizione trae spunto da un episodio narrato nel Secondo libro delle cronache (v. 2 Cr 33,18). Viene recitata nella Grande Compieta di Quaresima dei cristiani ortodossi.

Che cos'è la Divina Liturgia - di San Giovanni di Kronstadt, presbitero

(Traduzione dal russo: Andrea Della Lena Guidiccioni).
Cari miei, ora vi racconto della Divina Liturgia. Se raccogliessimo i tesori di tutto il mondo e li posassimo sul piatto di una bilancia e sull'altro piatto posassimo la Divina Liturgia, allora il piatto con la Divina Liturgia peserebbe di più. L'uomo, però, non si rende conto di quale tesoro egli abbia, fino a quando questa felicità non gli viene tolta. Purtroppo l'uomo non dà valore al sole, né all'aria né alla luce: Irrompesse l'oscurità, sparisse l'aria e non ci fosse altro da respirare, allora capirebbe e darebbe il giusto valore a ciò che possedeva e che ha perso. Colui che ha la possibilità di andare alla Divina Liturgia, non ci va, e colui che ci va, se ne sta in piedi distrattamente, portando con sé pensieri e preoccupazioni. Perché avviene questo? Poiché non riflette su che cose sia la Liturgia. L'uomo non capisce tutta la profondità e l'importanza dei Grandi Misteri che avvengono davanti ai suoi occhi. Fra i miracoli, il più importante è proprio la Divina Liturgia. Per la Divina Liturgia il sole splende di giorno, la luna di notte e le stelle del cielo, più di mille, emanano la loro luce; e la terra dà frutto, per cui possiamo nutrirci con il pane. Ripeto, la terra dà i suoi frutti, pane e uva, poiché pane e vino, ogni giorno, vengano portati sulla sacra mensa per servire alla Divina Liturgia. Nè a noi, nè per noi, peccatori coperti di piaghe, la terra dà il suo frutto, non ne siamo degni, essa lo dà per il Divino Sacrificio e continuerà a darlo, finché verrà celebrata sulla terra la Divina Liturgia. Non ci sarà la Liturgia e allora il sole sbiadirà e la terra smetterà di dare frutto…
La prima Liturgia di Gesù Cristo fu istituita durante l'ultima cena. Anche adesso si portano sulla messa pane e vino, ma nella Divina Liturgia essi si trasformano nel Corpo e nel Sangue di Cristo. E le persone che assumono il Corpo e il Sangue di Cristo si fondono con la luce divina. Il signore è entrato nella casa della loro anima e questa è diventata tempio di Dio. Che grande felicità è questa! Il Signore entra in un'anima peccatrice e incenerisce in essa tutte le iniquità, rendendo l'anima della persona casa di Dio. E così il Salvatore ci ha lasciato una specie di testamento: celebrare la Divina Liturgia e nutrirci dei Suoi vivificanti Corpo e Sangue. La Liturgia è un dono divino di Gesù Cristo: è un ponte attraverso il quale è possibile raggiungere la vita eterna. Ricordate questo testamento di Gesù Cristo; andate per questo ponte d'oro che ci salva dall'abisso dell'inferno. Non ascoltate, miei amati, quelle persone che scappano dal Calice del Salvatore. Sono persone infelici, sperdute, misere: lontano dal fiume di Cristo cadono nell'abisso. Quanto sono misere, quanto infelici queste persone che scambiano la Divina Liturgia con le chimere di questo mondo, le cui passioni quotidiane impediscono di stare nel Tempio di Dio. Amici miei, amate il tempio di Dio! E' la presenza permanente di Dio. Affrettatevi ad andarci, soprattutto durante le feste. Là c'è la Luce, che illumina e rafforza qualsiasi uomo. Là c'è la Santa Offerta del Corpo e del Sangue di Cristo, che ci dà forza e vita e monda le nostre anime. Per questo, da noi, la liturgia si chiama pasto. Questo è un pasto, un banchetto, al quale il Signore invita attraverso i suoi servitori (pastori): ma quanti fra di noi, alla chiamata del Re non rispondono e non vogliono sentire la voce di Cristo e il santo Vangelo; e in più non solo essi stessi non vanno, ma lo impediscono agli altri, ridendo di loro. O che infelici dannati, coloro che si privano di un dono così prezioso e calpestano nel loro perdersi, quella rosa profumata che è la Divina Liturgia. Cari miei, amate la Divina Liturgia, considerate perso quel giorno della vostra vita, nel quale non siete riusciti ad andare alla Liturgia, in particolare nel giorno di festa. San Giovanni Crisostomo dice che la Divina Liturgia è un grande e meraviglioso regalo: gli angeli di Dio invidiano noi, uomini a cui è donata la felicità di assaporare i divini Corpo e Sangue. Schiere di miliardi di angeli volano là dove si offre il Sacrificio Incruento e con trepidazione stanno vicino al Santo altare, coprendosi il volto e glorificando il grande Mistero che in quel luogo si manifesta. La Divina Liturgia è asse del mondo: come le ruote possono muoversi solo attorno all'asse, così il nostro mondo può muoversi, avendo la Divina Liturgia. Essa è fondamento di tutta la vita del mondo. Se non ci fosse, il nostro spaventoso mondo di peccato morirebbe e andrebbe distrutto a causa dell'immondizia e dell'iniquità, se non fosse benedetto da questi grandi Misteri, terribili epifanie del Divino Redentore. In questo momento si consacra l'altare, la chiesa e tutti coloro che pregano; la terra, la stessa aria danno all'uomo tutto il necessario per la vita, solo perché sull'altare giace il Santo Agnello, il nostro Gesù Cristo, sul disco e nel Calice, sotto forma di vino e pane. Cari miei, ringraziate il Signore per il fatto che ci concede di ascoltare la Divina Liturgia e di assaporare il suo Corpo immacolato e il suo Sangue vivificante. Ti preghiamo Signore, per coloro che nel proprio smarrimento non vogliono e non cercano di trovare pace nei Santi salvifici Misteri, ma Tu educali, Signore, e conducili al pentimento, affinché conoscano la Tua salvifica forza. Amen. 

venerdì 18 luglio 2014

Latinità Ortodossa: Divina e Santa Liturgia del nostro padre tra i santi Gregorio, patriarca di Roma

Il testo che umilmente porto sul web è la traduzione della Divina Liturgia di S. Gregorio Magno. L'originale è liberamente consultabile sul sito ufficiale della ROCOR Western Rite ( http://rwrv.org/ ). Correzioni ad eventuali errori grammaticali o eresie teologiche sono ben accette. 

Divina Liturgia

Se possibile, il prete ora confessa i suoi peccati a un altro sacerdote, dicendo :
Benedici , padre.
 L'altro sacerdote dice : Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, che tu possa confessare tutti i tuoi peccati , nel nome del Padre e del Figlio  e dello Spirito Santo, amen . Egli confessa i suoi peccati a Dio (sottovoce), dopo di che il sacerdote assolvente dice:
Che Dio onnipotente abbia misericordia di te e ti perdoni tutti i peccati tuoi;
Ti liberi da ogni male ; preservi e rafforzi in te la bontà e ti conduca alla vita eterna.  Amen. Possa l'Onnipotente e misericordioso Signore concederti il perdono e l'assoluzione di tutti i tuoi peccati, lo spazio per il vero pentimento e ammenda della vita , la grazia dei Spirito Santo , e la Sua consolazione . R. Amen . S. Che la virtù della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, le preghiere della Santa Madre Chiesa, il bene che hai fatto, e la Grazia che da Dio proviene affinché tu più non faccia peccato ti soccorrano, e per la remissione delle tue colpe una speciale penitenza tu ( farai o dirai ). Per La assoluzione si inginocchia il sacerdote penitente, l'altro pone la sua mano sulla sua testa, dicendo : Per mezzo del Signore Nostro Gesù Cristo, che è il grande sommo sacerdote , con la Sua più tenera misericordia ti assolvo. Con l'autorità che mi ha conferito, ti assolvo da tutti i tuoi peccati, nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, amen.


Preparazione dei Doni per la Liturgia

Il diacono o il prete si pone dinnanzi al tavolo della proscomidia
S. Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito, ora e sempre per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Prende il pane quanto serve per la Liturgia, e lo incide lievemente sulla superficie a forma di croce, e poi lo mette nel piatto, dicendo:
Accetta, santissimo Padre, questo pane, perché diventi per noi il santo corpo del tuo unico Figlio Gesù Cristo, per la potenza del Santo Spirito.
Prendendo il calice, vi mesce il primo vino, dicendo:
Accetta, Padre santissimo, questo vino, perché diventi per noi il santo sangue del tuo unico Figlio Gesù Cristo, per la potenza del Santo Spirito.
Unendovi un poco d'acqua, dice:
Per il mistero di quest'acqua e di questo vino possiamo essere noi degni di condividere la divinità di Cristo, che sacrificò se stesso per l'umanità.
Successivamente colui che ha preparato i doni, dice ad alta voce e lentamente:
Con spirito umile e cuore contrito possiamo noi, o Signore, essere bene accetti presso di Te, e possano questi doni allietare il tuo sguardo in questo giorno, cosicché ti compiacciano, Signore nostro Dio.
Se è stato il diacono a preparare i doni, egli si volta verso il prete e chiede:
Padre, benedici. ( se è vescovo: Monsignore, benedica).
Il sacerdote: Vieni, o Santificatore,  e benedici + questi doni, messi da parte per la gloria del tuo Santo Nome.
I sacri vasi vengono coperti. Si possono recitare le preghiere tratte dal messale ambrosiano per la preparazione dei santi doni.

Preparazione del clero in sagrestia


Quando tutti sono vestiti il prete può usare queste preghiere:
S. nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Serventi: amen.
S. arriverò dinnanzi all'altare di Dio.
Serventi: dinnanzi al Dio della gioia e della contentezza.
S. Manda la tua luce e la tua verità così che mi guidino e mi conducano alle altezze della tua dimora.
Serventi: e arriverò all'altare di Dio, il Dio della mia gioia e della mia contentezza, e con l'arpa renderò grazie o Dio, Dio mio.
S. Perché ti addolori, anima mia? Perché ti affanni e ti inquieti?
Serventi: riponi la tua fiducia in Dio! Perché io lo celebrerò ancora, lui che è l'aiuto della mia esistenza, e il mio Dio.
S. Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito...
Serventi: come era in principio, ora e sempre, e per tutti i secoli dei secoli. Amen.
S. Mi porrò innanzi all'altare di Dio.
Serventi: dinnanzi al Dio della gioia e della mia contentezza.
S. La nostra salvezza sta nel nome del Signore.
Serventi: il creatore del cielo e della terra.
Sacerdote: Confesso a Dio Onnipotente, alla beata Maria Sempre-Vergine, al benedetto Michele Arcangelo, al benedetto Giovanni Battista il Precursore, ai santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i santi e a voi, fratelli, che io ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia unica colpa. E per questo io supplico la beatissima Maria, Madre di Dio e sempre-Vergine, il santo Michele Arcangelo, il beato Giovanni Battista, i santi e sovrabenedetti Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi, e anche voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro. 
Serventi: Possa Iddio Onnipotente aver misericordia di te, ti perdoni tutti i tuoi peccati e ti conduca alla vita eterna.
S. Amen.
Serventi: Confesso a Dio Onnipotente, alla beata Maria Sempre-Vergine, al benedetto Michele Arcangelo, al benedetto Giovanni Battista il Precursore, ai santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i santi e a voi, fratelli, che io ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia unica colpa. E per questo io supplico la beatissima Maria, Madre di Dio e sempre-Vergine, il santo Michele Arcangelo, il beato Giovanni Battista, i santi e sovrabenedetti Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi, e anche te, padre, di pregare per me il Signore Dio nostro.
Sacerdote: Il Signore Dio, Padre Onnipotente, abbia misericordia di voi e vi rimetta ogni peccato, e vi conceda la vita eterna.
Serventi: amen.
Sacerdote: volgi il tuo sguardo su di noi, Signore, e dacci la vera vita.
Serventi: e gli uomini in te gioiranno.
S. mostraci, Signore, la tua misericordia.
Serventi: e salvaci, o Signore.
S. Signore, ascolta la mia preghiera...
Serventi: e le mie lacrime giungano a Te.
Sacerdote: il Signore sia con tutti voi.
Serventi: e col tuo spirito.
S. preghiamo il Signore. Dio Onnipotente, a te cui nessun moto del cuore resta nascosto, ogni desiderio ti è noto, ogni segreto più intimo ti è chiaro, monda i nostri cuori per l'azione del Tuo Santo Spirito,  così che saremo degni di servirti e di magnificare il tuo Santo Nome, per Cristo nostro Signore.
Serventi: amen.
Sacerdote: la pace + sia con tutti voi.
Serventi: e col tuo Spirito.
Diacono ( o sacerdote): andiamo in pace!
Tutti: nel nome di Cristo!

Si forma la processione, la quale si dirige in altare. L'ordine è in apertura il turifero, poi il crucifero, due accoliti con le candele ( ai lati del crucifero), segue  il Diacono con il Vangelo, il suddiacono con il Messale e chiude il sacerdote. Nel caso di più sacerdoti, il celebrante conclude la processione. Nel caso di liturgia episcopale, il vescovo chiude la processione. Qualora avvenisse la benedizione dell'acqua e del sale, i paramenti sono processionali; qualora avvenisse direttamente la Santa Messa, in abiti liturgici.

BENEDIZIONE DOMENICALE DELL'ACQUA

Le campane suonano. Clero e serventi, in abiti processionali, si recano al tavolo, nella navata, ove acqua e sale sono stati posati. Il celebrante, con voce squillante ma non troppo alta, indossando il suo copricapo, recita:
S. Io esorcizzo te, creatura di sale, per mezzo + del Dio vivente, in nome del Dio vero + attraverso il Santo Dio +, per mezzo di Dio che comandò che tu fossi gettato in acqua dal profeta Eliseo per guarirne la sterilità, che tu possa essere reso sale (guarda il sale) esorcizzato per la salvezza di coloro che hanno fede, e che tu sia la sicurezza dell' anima e del corpo per tutti coloro che ti riceveranno, e che ogni fantasia, malvagità, e le astute finezze del diavolo fuggano e si allontanino da quel luogo dove sarai cosparso, insieme ad ogni spirito immondo che sarà scongiurato, attraverso Colui che verrà a giudicare i vivi ei morti e il mondo con il fuoco.
R. Amen.
S. Preghiamo il Signore.
Noi umilmente Ti imploriamo per la Tua infinita misericordia, Dio onnipotente ed eterno, degnati per la tua bontà di benedire +  e santificare + questa creatura di sale, (guarda il sale), che Tu hai concesso alla razza umana affinché fosse usato, che possa essere la salute della mente e del corpo per tutti coloro che ne faranno uso, e che tutto ciò che viene toccato o cosparso con esso posa essere libero da ogni impurità e ogni assalto di malvagità spirituale. + Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con Te nell'unità del Santo Spirito, Dio attraverso tutti i secoli dei secoli.
R. Amen
S. Io esorcizzo te, o creatura d'acqua, in nome di Dio, + Padre onnipotente, e nel nome di Gesù Cristo + , suo Figlio, e per la potenza del Santo Spirito + , che tu possa diventare acqua esorcizzata per la fuga di ogni potere del nemico, e che tu abbia il potere di sradicare ed espellere il Nemico, con i suoi angeli ribelli, per il potere dello stesso Gesù Cristo +, nostro Signore, che verrà a giudicare i vivi ei morti e il mondo con il fuoco.
R. Amen.
S. Preghiamo il Signore!
O Dio, che per la salvezza del genere umano hai nascosto nell'acqua i misteri più grandi e più santi, sii qui con noi per la Tua misericordia, e aiutaci, perché abbiamo sperato in Te. Riversa in quest'acqua (guarda l'acqua), resa pronta dalle purificazioni, il Potere della Tua benedizione +, che la creatura, che serve ai tuoi misteri, assuma per la Tua divina Grazia l'effetto di scacciare i demoni e allontanare i malanni, e che tutto ciò che con essa verrà asperso, nelle case o nelle terre dei fedeli, possa essere libero dalle impurità e liberato dal male. Non permettere che nessuno spirito immondo rimanga ad ammorbare l'acqua, ma fa' sì che tutti gli spiriti pestilenziali e e le insidie del nemico invisibile fuggano via. Permetti che, qualora un pericolo minacci il popolo o la sua pace, esso venga allontanato con l'aspersione della tua acqua benedetta, e che per mezzo di questa chi cerca la tua protezione trovi un rifugio dalle insidie. + Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con Te nell'unità del Santo Spirito, Dio attraverso tutti i secoli dei secoli.
R. Amen
Il sacerdote mette la mano nel sale disegnando una croce +, dicendo sottovoce:
Che l'unione di acqua e sale avvenga nel nome del Padre, del Figlio e del Santo Spirito. Amen. ( rovescia il sale nell'acqua a mo' di croce).
S. (ad alta voce ora): Il Signore sia con tutti voi. R. E col tuo Spirito.
S. Preghiamo.
O Dio, Autore dalla potenza imbattuta, e Re dal dominio invincibile, e Conquistatore sempre glorioso, Tu che sottometti i poteri dell' Oppressore ostile, che sconfiggi la ferocia del nemico ruggente, che in Te prevale chi combatte contro il male: Noi ti supplichiamo, o Signore, in timore e umiltà, perché tu gentilmente accetti (guarda l'acqua), questa creatura di sale e acqua, per illuminarla attraverso la Tua Grazia, e nella Tua misericordia abituale + santificarla, così che ovunque essa verrà aspersa, ogni presenza degli spiriti immondi sarà espulsa attraverso la chiamata del Tuo Santo Nome, e il terrore del serpente velenoso potrà essere bandito immediatamente, e la presenza dello Spirito Santo ci sia concessa, affinché sia con noi e ci aiuti, noi che desideriamo la tua misericordia. + Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, Dio per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
Nelle grandi feste la benedizione viene effettuata all'altare e a bassa voce.

PROCESSIONE

Il turiferario innanzi a tutti, seguito dal crucifero ( meglio se suddiacono), il quale ai suoi lati ha gli accoliti con le candele, poi il Diacono col Vangelo ( se non vi è Diacono, un Lettore o un Sacerdote), e infine il Celebrante. Se vi è il Vescovo, questi sta per ultimo. La processione si snoda dal lato sinistro lungo tutta la navata per poi arrivare al centro della navata e procedere verso l’altare. All’altare tutti si dispongono in due file, guardandosi. Il celebrante benedice l’ingresso, e tutti entrano nello spazio santo, ripongono gli abiti processionali e indossano gli abiti liturgici. Il coro canta il salmo 50, o un canto appropriato.


ASPERSIONE DOMENICALE DELL'ACQUA

I santi ministri arrivano all'altare. Il sacerdote indossa la casula. Il sacerdote riceve il recipiente con l'Acqua Santa e asperge prima l'altare su tutti i lati, poi il clero partendo dai gradi più alti, poi il coro e infine il popolo. Per primo, mentre benedice tramite acqua, intona l'antifona che segue, e il coro e il popolo continuano a cantarla. Nell'uso monastico il popolo si mette in fila dinnanzi alla balaustra o alla separazione per ricevere personalmente lo spruzzo d'acqua, e vengono spruzzati anche i locali dell'edificio. L'antifona qui riportata è quella normale, ma non in uso durante il tempo Pasquale.

ANTIFONE:
Ordinaria
Sacerdote: aspergimi, O Signore tutti: di issopo, e sarò puro. Lavami, Signore, e sarò più bianco della neve. Abbi misericordia di me o Dio, in accordo con la tua amorosa compassione. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio e ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. Amen. Aspergimi di issopo, Signore, e sarò più bianco della neve.
In tempo di Pasqua:
coro  Vidi uscire l'acqua dal lato destro del Tempio: alleluja! E chi ne veniva investito  era salvato, e tutti dicevano: alleluja! Alleluja, Alleluja! Ringraziamo il Signore perché è buono: la sua misericordia è per sempre. Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito:  come era in principio e ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. Amen. Vidi uscire l'acqua dal lato destro del Tempio: alleluja! E chi ne veniva investito era salvato, e tutti dicevano: alleluja! Alleluja, Alleluja!
Il sacerdote ritorna all'altare, e rivolto verso di esso, canta quanto segue:
S. Mostraci, Signore, la tua misericordia ( in tempo pasquale: alleluja)
R. e donaci la Salvezza. ( in tempo pasquale: alleluja)
S. Signore, ascolta la nostra supplica.
R. E il nostro pianto giunga al tuo orecchio.
S. ( il prete si volta) Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo Spirito.
S. Preghiamo il Signore. O Santo Signore Dio, Padre Onnipotente ed Eterno, ascolta la nostra preghiera e invia su di noi il tuo santo Angelo dal paradiso per custodire, curare +, proteggere, visitare e difendere quanti sono qui nella tua dimora; Per Cristo, nostro Signore. R. Amen.  Il sacerdote torna a guardare l’altare.

INTROITO

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L’introito appropriato viene cantato subito qualora la processione non avvenga. Se viene svolta l’aspersione, viene cantato dopo la preghiera finale.
Il sacerdote arriva all’altare, china il capo e prega in silenzio:
S. O Signore, rimuovi i nostri peccati così che possiamo essere degni di entrare nel tuo Santo dei Santi, con mente pura, per Cristo nostro Signore. Amen.
Il clero bacia l’altare sull’antimension, dicendo:
Signore, noi ti supplichiamo, per le preghiere dei tuoi Santi N., le cui reliquie riposano in questo tempio, e per tutti i Santi, rimetti i nostri peccati, per la tua misericordia. Amen.
Il sacerdote guarda l’incenso e benedice il turibolo dicendo:
Sia benedetto + questo incenso per l’onore di Colui per cui esso sarà bruciato. Amen.
Il prete adesso incensa la Croce, si inchina, e poi incensa l’altare in senso orario e ritorna al suo posto consueto. Lascia il turibolo al servente e dice piano:
S. Signore, accendi in noi il fuoco del tuo amore, e la fiamma della carità senza fine.
Tutti: Kyrie Eleison, Christe Eleison, Kyrie Eleison ( tre volte).

GRANDE LITANIA DEL MESSALE GELASIANO

  


Il diacono si pone fuori dal presbiterio, al centro della navata o dinnanzi ad una icona, e procede con la litania. Qualora a officiare sia solo un sacerdote, egli non esce dal presbiterio, ma sta alla porta della barriera o poco più avanti, ma lontano dall'altare canta la litanìa. In entrambi i casi, rivolti all'altare.
D. In pace, con tutta l'anima, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Affinché la ricchezza dei doni spirituali coli abbondante sulla santa Chiesa del Dio  vivente, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti i vescovi, sacerdoti, diaconi e clero del nostro Dio Onnipotente, e per tutti coloro che adorano il vero Dio, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti coloro che rettamente dispensano la Parola di Verità, la Multiforme Sapienza e la Parola di Dio, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti coloro che preservano la loro mente e il loro corpo nell'amore del Regno dei Cieli, e per chi si dedica all'opere pie, affinché su di loro si dispensi abbondante la Grazia, preghiamo il Signore.
R.  Kyrie Eleison
D. Per le autorità civili, per l'esercito, per chi ama la giustizia e la rettitudine, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per la salubrità del clima e pioggia in tempi opportuni, per il bel tempo e la prosperità nelle rette stagioni, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti coloro che sono iniziati al culto di Cristo, perché i loro cuori brucino nel desiderio della sua Grazia celeste, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti coloro che si trovano in malattia o nelle infermità degli uomini, nei malanni dell'anima o del corpo, o persi negli errori del mondo, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per coloro che soffrono i patimenti e le afflizioni del lavoro, o sono oppressi da autorità ingiuste e crudeli, o dal flagello dei nemici, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per coloro che sono nella morbosa apostasia, infetti dall'eresia, o da superstizioni pagane, preghiamo il Signore.
R.  Kyrie Eleison
D. Per coloro che fanno opere buone e, con fraterna sollecitudine, soccorrono quanti si trovano nelle avversità, preghiamo il Signore.
R.  Kyrie Eleison
D. Affinché i cuori di quanti sono qui riuniti in questa santa casa del Signore si volgano all'attenta preghiera e si purifichino, preghiamo il Signore.
R.  Kyrie Eleison
D. Per la guarigione delle nostre anime e dei nostri corpi, e per il perdono dei peccati, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per il rinnovo nella pienezza della Verità delle nostre anime, e sopratutto per quelle dei nostri santi presbiteri, che guidano la Chiesa Cattolica, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per l'estinzione del peccato nelle nostre menti e nei nostri corpi, e per il raggiungimento di una vita di fede, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Chiediamo al Signore un santo timore e un amore reale.
R. Ascoltaci, o Signore.
D. Chiediamo al Signore una vita tranquilla e una morte santa.
R. ascoltaci, o Signore.
D. Chiediamo al signore un angelo di pace e il conforto dei santi.
R. ascoltaci, o Signore.
D. Aiutiamoci gli uni gli altri e tutto si svolga nella Sua Misericordia e Provvidenza; Per tutto ciò che giungerà, per quello che abbiamo fatto per mezzo del Signore, quello che Lui ci donerà, e quello che accadrà sotto il suo patrocinio: rendiamo grazie a Dio.
R. Amen.
Il diacono ritorna all'altare.


KYRIE

Il coro canta il Kyrie:
Kyrie Eleison ( per tre volte)
Christe Eleison ( per tre volte)
Kyrie Eleison ( per tre volte)


GLORIA IN EXCELSIS

Segue il Gloria in Excelsis in tono V del coro. Il Gloria viene sostituito da un canto appropriato in Avvento, a Natale, a Pasqua, in Quaresima e nei giorni penitenziali.
Gloria a Dio nell'alto dei cieli
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo,
ti benediciamo,
ti adoriamo,
ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre;
tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore,
tu solo l'Altissimo:
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre.
Amen

LITURGIA DELLA PAROLA
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Colletta del giorno:
S. ( guarda il popolo) La pace del Signore sia con tutti voi.
R. e col tuo spirito.
S. Preghiamo: ( si volta all’altare)
Il sacerdote legge la colletta con le braccia verso l’alto, alla cui fine tutti rispondono:
R. Amen.

Il Lettore esce dal presbiterio, dopo aver preso la benedizione, e giunge nel centro della navata, da lì annuncia il brano del Vecchio Testamento ( degli Atti, in sessione di Pasqua), cantando:
L. Lettura dal Libro di (…)
Alla conclusione del brano, il lettore canta:
L. Parola del Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Il coro canta un salmo a discrezione del celebrante. Salmo esemplare:
Salmo 110
Alleluja.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell'assemblea.
Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.
Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti.
Le opere delle sue mani sono verità e giustizia,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile il suo nome.
Principio della saggezza è il timore del Signore,
saggio è colui che gli è fedele;
la lode del Signore è senza fine.
 L’epistola è annunciata come sopra, dal suddiacono o dal lettore, che dice:
L. Lettera del Santo Apostolo Paolo a (…)
Alla fine, il Lettore:
L. Parola di Dio.
R. Rendiamo grazie a Dio!
Un accolito sposta il Messale sul lato all’altare del Vangelo, gli accoliti prendono le candele, il turiferario prepara l’incensiere e lo conduce al sacerdote.
Tutti stanno in piedi e cantano: alleluja, Alleluja, Alleluja
Nei periodi di Digiuno, al posto dell’Alleluja, si canta:
Noi ti preghiamo, Signore Gesù Cristo, Re dell’eterna gloria.
Il Diacono prende l’Evangelo, si inchina all’altare, e dice:
D. Purifica il mio cuore e le mie labbra, Dio Onnipotente, così come hai purificato la bocca del profeta Isaia coi carboni ardenti. Mandami, Signore, purificato dalla tua Grazia misericordiosa, così che io possa proclamare il tuo santo Evangelo con forza, per Cristo, nostro Signore. Amen.
Il Diacono porta il Vangelo dinnanzi al Prete e domanda la benedizione.
D. Padre ( Monsignore), benedici.
S. Il Signore sia sulle tue labbra e dentro il tuo cuore, + così che tu possa con forza e senza errore proclamare il Santo Vangelo.
D. amen.
Il Diacono bacia la mano del presbitero o del vescovo, che è posta sul Vangelo, e poi il Vangelo stesso. Se non vi è diacono, questa preghiera è ovviamente omessa, a meno che non vi sia un vescovo. In questo caso il sacerdote domanda la benedizione per la lettura come fosse un diacono. Il Diacono porta quindi il Vangelo fino all’ambone, accompagnato dal turifero che lo precede, e da due accoliti con le candele ai lati del Diacono. Tutti in piedi. Il Diacono annuncia il Vangelo:
D. Il Signore sia con voi.
R. E col tuo Spirito.
Il diacono traccia un segno di croce sulla pagina del vangelo, poi sulla propria fronte, sulle proprie labbra e sul proprio petto.
D. Lettura dal Santo Evangelo secondo il Santo Evangelista (…)
R. Gloria a Te, Signore!
Il Diacono prende il turibolo e incensa il Vangelo, poi a destra e sinistra l’ambone. Lascia il turibolo al turiferario e canta il Vangelo.  Alla conclusione:
D. Ecco il Vangelo di nostro Signore.
R. Lode a te, o Cristo Dio.
Il celebrante che ha letto il Vangelo lo bacia, lo chiude, e benedice il popolo col il santo Libro. Il popolo si inchina per ricevere la benedizione.

SERMONE

Se il Sacramento del Battesimo e della Cresima è amministrato, avviene a questo momento, e il Credo non sarà ripetuto. Il Diacono si pone dinnanzi al presbiterio, nella navata, e rientra nello spazio sacro solo dopo che il sacerdote lo ha benedetto. Il sacerdote arriva all’ambone, e predica. Alla conclusione, avviene il rinvio dei catecumeni.

RINVIO DEI CATECUMENI
Da svolgersi SOLO se vi sono persone che attendono il Battesimo.
D. ( rivolto all’assemblea) Catecumeni, uscite! Catecumeni, uscite! Quanti sono catecumeni escano!
Alzatevi, catecumeni, e con la pace del nostro Dio e del suo diletto Figlio Gesù Cristo, andatevene: abbiate un giorno di pace, libero dal peccato, adesso e anche nel resto della vostra vita, e una morte cristiana; L’amore per gli uomini e la misericordia di Dio,  e la remissione delle vostre colpe; Dedicatevi all’Unico Dio, per mezzo del suo Cristo. Chinate il capo, per la benedizione.
Il Diacono chiama uno per uno i catecumeni, e il popolo, per ogni nome, dice:
R. Dio, abbi misericordia di lui/lei e ogni volta chinano il capo. Quando tutti i catecumeni sono raccolti insieme, il sacerdote così li benedice:
S. Dio Onnipotente, inaccessibile e increato, tu che se il solo vero Dio, Dio e Padre dell’unico Figlio da Te generato, il Cristo; il Dio che manda il Consolatore, il Signore di tutto il Creato;  Tu che attraverso il Cristo ammaestrasti i discepoli a maestri della pietà; Rimira ora i tuoi servi, che hanno ricevuto la sapienza dal Vangelo del tuo Cristo,  e dona loro un cuore nuovo, e rinnova nelle profondità del loro cuore uno Spirito di rettitudine, così che possano comprendere e adempiere il tuo volere con la pienezza del loro cuore e della loro anima.  Concedi loro l’unione perfetta e l’ammissione alla tua Santa Chiesa, e falli portatori dei tuoi santi e divini misteri attraverso Cristo, speranza nostra, che morì per noi, attraverso la cui gloria e adorazione fu dato il Santo Spirito, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
D. Catecumeni, andate in pace.



CREDO

Tutti cantano il Credo Niceno. Il diacono, o il suddiacono, o un servente, esce dallo spazio sacro e dirige il coro della totalità del popolo.

GRANDE LITANIA DI SAN MARTINO

Durante i periodi digiunali, le Preghiere Solenni vengono inserite dopo la proclamazione di pace:
S. ( guarda il popolo) Il Signore sia con voi.
R. E col tuo Spirito. ( il prete si volta all’altare.)
S. Preghiamo.
Il diacono esce dal presbiterio, e guardando l’altare dalla navata canta. Il Sacerdote, qualora non vi fosse diacono, rimane all’altare e canta le suppliche rivolto all’altare.
D. Preghiamo con tutta la mente e la pienezza del cuore il nostro Dio, che guarda la Terra e la fa tremare. Signore, ascoltaci e abbi misericordia.
R. Kyrie Eleison
D. Per la pace dall’alto e la tranquillità dei nostri giorni, per la santa Chiesa Cattolica e Apostolica, che è ovunque sulla Terra, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per Sua Santità il Patriarca (…), per il nostro insigne Vescovo (…), per tutti i vescovi, per i sacerdoti, i diaconi, i suddiaconi, i lettori, gli accoliti, gli esorcisti, coloro che cantano in questo santo tempio, per tutti i monaci e le monache, e per il santo popolo di Dio, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per il nostro Paese, per lo stato e le sue città e per tutti i suoi abitanti, per il Presidente ( o Sovrano) (…), i Legislatori e i Magistrati e per l’Esercito preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per i vergini, le vedove e gli orfani, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per tutti coloro che hanno intrapreso un viaggio per terra, per mare, che volano nei nostri cieli o nello spazio, per i penitenti, i catecumeni e i prigionieri e la loro salvezza, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. Per chi, nella santa chiesa, gioisce e dispensa i frutti della Grazia, preghiamo il Signore.
R. Kyrie Eleison
D. ( guarda l’immagine della Madonna) Facendo Memoria della Tuttasanta Maria, Vergine e vera Madre di Dio, dei santi apostoli e dei vittoriosi martiri, dei santi ( santo del giorno e santo diocesano) e di tutti i santi, sosteniamoci + gli uni gli altri e poniamo la nostra vita in Cristo Dio.
R. A te, Signore.
D. Che il Signore ci conceda una vita santa e una morte pacifica.
R. Concedi, o Signore.
D. Che il Signore preservi la santità, la purezza e la verità della Fede Cattolica e Apostolica.
R. Ascoltaci, o Signore.
D. Che il Signore rinforzi in noi la pace, l’amore e l’unità, e che rimangano tra noi.
R. Ascoltaci, o Signore.
Il Diacono rientra all’altare.
Sacerdote: Padre, ascolta la supplica del tuo popolo; Concedici il tuo perdono e la tua pace, cosicché noi, in pace per il potere del Santo Spirito, possiamo estenderla nel mondo, e degnamente offrire i santi doni al tuo  nobile Altare, e glorificarti per Cristo, nostro Signore.
R. Amen.
S. ( si volta) + Cristo è in mezzo a noi.
R. Lo è, e lo sarà sempre. ( il prete guarda l’altare).
D. Scambiamoci il santo bacio della pace.
Il Santo Bacio inizia col sacerdote che, per tre volte, bacia le guance del diacono, il quale poi fa la stessa cosa al suddiacono, che lo fa agli accoliti, etc. Anche l’assemblea e il coro si scambiano il triplice bacio. Nel mentre, il coro può cantare un salmo corto, uno spezzone di salmo o un inno.


LITURGIA EUCARISTICA



Il sacerdote raggiunge la sedilia. Il diacono apre un panno di lino sull’altare, e il coro canta L’Offertorio. Il suddiacono indossa il velo omerale, i due accoliti con le candele ai suoi lati, preceduti dal turiferario si muovono: poi la processione arriva alla proscomidia, prende i santi doni e li conduce al santuario. Il diacono riceve i doni e li dispone sul santo altare, mentre il coro canta l’inno che segue:
Lasciate ogni carne mortale
Lasciate ogni carne mortale e mantenete il silenzio, e con timore e tremore avvicinatevi; Non meditate su pensieri terreni, perché con la benedizione della mano
Cristo, nostro Dio, scende sulla terra, come abbiamo richiesto e gli portiamo omaggio; Egli stesso viene avanti e si offre, in ricordo del Suo Sacrificio;
Vita, morte e risurrezione, qui davanti ai nostri occhi, mentre entriamo ora nel mistero senza tempo, deposto ogni pensiero mortale. Re dei Re, ma nato da Maria, come saggio sulla terra camminò, Signore dei signori in veste umana, nel Corpo e nel Sangue Egli darà a tutti i fedeli sé stesso come nutrimento celeste.
Dalle schiere dell'esercito del Cielo Egli diffonde la loro avanguardia sul cammino degli uomini, come Luce ora scendono, dai regni dell’alba senza tramonto, che le potenze dell'inferno possano svanire, come attraverso la luce l’oscurità si dipana.
Ai suoi piedi si trovano i serafini dalle sei ali, i cherubini con occhio insonne, e nascondono i loro volti alla Presenza Divina, e con voce incessante cantano, *" Alleluia! Alleluia! Alleluia! Signore Altissimo! "
*Durante i periodi digiunali: Santo, Santo, Santo, il Signore negli Eccelsi.
Conclusa la preparazione dei doni sull’altare, il diacono si inchina ai doni, poi al sacerdote. Il prete arriva al centro del presbiterio e si inchina all’altare, poi ai serventi e al Popolo. Si volta nuovamente verso l’altare e lo raggiunge, e standovi innanzi canta:
S. Santifica + o Signore questi doni, da noi umilmente offerti, e purificaci da ogni macchia del peccato. Per Cristo, nostro Signore.

INCENSAZIONE

La domenica e per le Feste il celebrante riceve dal suddiacono o dal servente l’incensiere, e lo benedice dicendo:
S. Per l’intercessione di San Michele Arcangelo, in piedi alla destra dell’altare di incenso, e per tutti i suoi eletti, il Signore benedica + questo incenso, e riceva un profumo di dolcezza. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Quando l’incenso è pronto, il sacerdote incensa i santi doni e l’altare, cantando:
S. Arrivi questo incenso, o Signore, al tuo cospetto, e su di noi discenda la tua misericordia.
Il sacerdote, preceduto dal diacono e seguito dal suddiacono, gira attorno all’altare incensandolo, mentre dice:
S. Ascolta la mia preghiera, o Signore, e giunga come incenso presso di Te; le mie mani si sollevino, come il sacrificio in questo giorno.
Egli ritorna al centro, lascia il turibolo al diacono o al servente, dicendo:
S. Il Signore accenda in noi il fuoco del suo amore e la fiamma della carità eterna.
Il diacono incensa il prete, poi passa il turibolo al suddiacono, che incensa il diacono; il suddiacono passa il turibolo al turiferario, che incensa il suddiacono. Il turiferario incensa gli accoliti, poi il coro e il Popolo. Durante questo servizio un accolito si presenta dal sacerdote con l’acqua e un asciugamano; il sacerdote benedice l’acqua e poi si lava le mani dicendo:
S. Mondami, Signore, dalla mia iniquità, lavami da ogni mio peccato.
Il sacerdote nel mezzo del presbiterio, rivolto all’altare, pronuncia lentamente questa preghiera, alzando le braccia al cielo:
S. Accetta, o Santissima Trinità, questa offerta in memoria della Passione, della Morte, della Resurrezione e dell’Ascensione di Gesù Cristo, nostro Signore; in onore della benedetta Maria, Sempre-Vergine, e di tutti i Santi, affinché dia loro onore e sia per noi la Salvezza. Si degnino essi di intercedere per noi in Paradiso, noi che onoriamo la loro memoria qui su questa terra.
Serventi: amen.
Quando tutti sono al loro posto consueto, il diacono svolge quanto segue:
D. Il nostro presbitero (…) offre questo sacrificio di supplica e rendimento di grazie al Signore Dio ricordando sé stesso, il nostro Vescovo (…), e tutto l’ordine sacerdotale.
Qualora vi sia un vescovo:
Il nostro Vescovo ( …) offre questo sacrificio di supplica e rendimento di grazie al Signore Dio ricordando sé stesso e tutto il collegio dei sacerdoti.
D. ( sempre): I servi di Dio ( dice i nomi di coloro che hanno fornito pane e vino per la liturgia) offrono pregando che la Grazia di Dio li ispiri, supporti e li sostenga in ogni loro buona opera. Tutto il Popolo offre domandando a Te, Signore, di ascoltare le loro suppliche e le loro preghiere, e infine, di ricordare i tuoi servi ( nomi di coloro che, morti, vengono ricordati alla liturgia) che Tu hai richiamato a te, affinché siano ammessi alla schiera dei beati.

Il Sacerdote si volta verso il Popolo, alza le braccia e dice:
S. Fratelli e Sorelle, pregate perché il mio e il vostro sacrificio sia ben accetto a Dio Padre Onnipotente.
Tutti: Il Signore Dio accetti questo sacrificio dalle tue mani, per la preghiera e la gloria del Suo Nome, per il bene nostro e di tutta la sua Santa Chiesa.

SECONDA COLLETTA

Il sacerdote mette da parte i doni per l’anafora, cantando la seconda colletta. Conclude la preghiera dicendo:
S. Per tutti i secoli dei secoli, amen!
R. Amen.

PREFATIO DELL’ANAFORA

S. ( verso il popolo) Il Signore sia con voi.
R. E col tuo Spirito.
S. In alto i nostri cuori!
R. Sono rivolti al Signore! ( il sacerdote si volta all’altare)
S. ( unendo le mani, si inchina) Rendiamo Grazie al Signore nostro Dio.
R. E’ cosa buona e giusta.
S. ( alzando le braccia) E’ veramente cosa buona e giusta, nostra gioia e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Dio Padre, Onnipotente ed Eterno.
Tutti cantano il Prefatio:
Sempre noi ti preghiamo, le nostre voci gioiscano con gli angeli e gli arcangeli, e con tutte le potenze del Paradiso, che sempre cantano in ogni momento l’inno della gloria del Tuo Nome:
Santo, Santo, Santo, il Signore, Dio degli Eserciti: il Cielo e la Terra sono pieni della Tua gloria. Osanna nell’alto dei Cieli, Benedetto colui che viene nel nome del Signore; Osanna negli Eccelsi.
Nel mentre, il diacono si pone alla destra del sacerdote, il suddiacono alla sua sinistra, pronti a continuare la parte più sacra dell’azione liturgica.


ANAFORA DEL NOSTRO PADRE TRA I SANTI GREGORIO

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Il turiferario, con due cerofori ai suoi lati, sta rivolto all’altare nello spazio sacro, tra il prete e il popolo; Il sacerdote stende le mani verso l’alto mantenendo le dita unite.
S. a Te, graziosissimo Padre, ci rivolgiamo umilmente, per mezzo di tuo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore.
Egli unisce poi le mani, si inchina profondamente, pone la sua mano sinistra sul suo petto, e con la destra benedice l’offerta.
S. Accetta e benedici + questi purissimi doni che ti offriamo quale sacrificio.
Alza le mani:
S. Noi offriamo questi doni nel nome della tua santa Chiesa Universale; Rimirala, non disperderla, guidala e dalle pace, protezione e unità ovunque nel mondo, assieme ai tuoi servi: (…), nostro Patriarca, ( …) nostro Vescovo, e assieme a tutti i cristiani ortodossi che si mantengono nella Fede Cattolica e Apostolica.
Ricordati, Signore, del tuo popolo che ti è devoto, e dei tuoi fedeli qui riuniti attorno al tuo sacro altare, ben sapendo quanto noi crediamo in Te e quanto ci dedichiamo al tuo santo Nome.
Il sacerdote unisce le mani, poi brevemente mormora una preghiera personale, e successivamente continua con le mani aperte:
S.Noi ti offriamo questo sacrificio di supplica e ringraziamento per noi stessi, e per tutti coloro che amiamo. Noi ti preghiamo, Dio vero e Vivente, per il nostro benessere e per la redenzione, e per coloro la cui fede e devozione è nota a Te solo.

COMMUNICANTES

S. In comunione con la totalità della Chiesa, veneriamo la gloriosa sempre-Vergine Maria, Madre di Dio e nostro Signore Gesù Cristo, e i tuoi benedetti Apostoli e Martiri Pietro, Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sesto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, e il benedetto ( santo del giorno)… e tutti i tuoi Santi, le cui preghiere ci assicurano protezione costante e sicuro sostegno.

Communicantes delle festività:
Per la Natività di Nostro Signore
In comunione con tutta la chiesa, celebrando la santissima notte in cui la beata Maria, la purissima Vergine, partorì il Salvatore di questo mondo, veneriamo prima di ogni altra cosa la memoria della purissima e gloriosissima Madre … ( come di solito).

Epifania
In accordo con la totalità della Chiesa, celebriamo il santissimo giorno in cui il tuo Unico Figlio, Gesù Cristo, eternamente in Te nella Gloria, apparve in forma umana, condividendo veramente la nostra natura di carne, e veneriamo prima di tutto la memoria della purissima… ( come di solito).
Vigilia di Pasqua
In comunione con tutta la Chiesa, stanotte ricordiamo la Resurrezione nella carne di nostro Signore Gesù Cristo, e veneriamo prima di tutto la memoria della purissima… ( come di solito)
Ascensione
In accordo con tutta la Chiesa, oggi celebriamo il santissimo giorno nel quale tuo Unico Figlio nostro Signore pose alla destra della tua gloria la nostra corrotta natura umana, che aveva unito in sé stesso, e veneriamo prima di tutto la memoria della purissima… ( come di solito)
Pentecoste
In accordo con la pienezza della Tua Chiesa, celebrando il santissimo giorno della Pentecoste, nel quale il Santo Spirito apparve agli Apostoli in forma di lingue di fuoco, veneriamo prima di tutto la memoria della purissima… ( come di solito)

Poi, stendendo le mani sui doni, mentre la campana suona una volta, dice:
S. Padre, ti chiediamo umilmente di accettare queste offerte del nostro servizio sia di tutta la nostra famiglia. Dai pace ai nostri giorni, salvaci dal tormento eterno, e annoveraci tra i tuoi eletti. Per Cristo, nostro Signore.

Dalla Vigilia di Pasqua alla seconda domenica post-pasquale:
S. . Padre, ti chiediamo umilmente di accettare queste offerte del nostro servizio sia di tutta la nostra famiglia; soprattutto per coloro che hai trovato degni ai tuoi occhi, per loro, affinché tu dia loro la rinascita in Acqua e Santo Spirito, per il perdono di ogni peccato. Dai pace ai nostri giorni, salvaci dal tormento eterno, e annoveraci tra i tuoi eletti. Per Cristo, nostro Signore.

Il sacerdote unisce le mani, si inchina, poi pone la sinistra sul petto, e con l’altra benedice i doni dicendo:
S. Benedici + e approva la nostra offerta, o Signore. Rendila degna di te. Per il Potere del Santo Spirito, Divenga per noi il + corpo e il + sangue di Gesù Cristo, tuo Unico Figlio, nostro Signore. Un rintocco di campana.
Il diacono rimuove il purificatore e la palla. Il prete unisce le mani e prega.
S. Il giorno prima che patisse la Croce e morisse,
il sacerdote prende leggermente la patena con l’Agnello e la alza.
S. Nostro Signore Gesù Cristo prese il pane con le sue mani immacolate, alzò gli occhi al cielo e verso di Te, Padre e Dio Onnipotente, rese grazie, ( pausa), lo benedì e lo spezzò,  e lo diede ai suoi discepoli, dicendo: ( rintocco).
“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo, per voi.”
Fa pausa per un momento e ripone sull’altare la patena.
S. Allo stesso modo, dopo la cena, prese il calice con le sue mani sante e venerabili;
Alza il calice
S. E dopo che ebbe reso grazie, (pausa), lo benedì, lo diede ai suoi discepoli e disse:
Prendetene, e bevetene tutti, questo è il mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per molti, in remissione dei peccati. (rintocco)
Dopo un momento di silenzio, il sacerdote ripone il calice dicendo:
Fate questo, in memoria di me.
Il diacono si fa avanti e mette nuovamente purificatorio e palla. Il sacerdote alza le mani, tenendo pollici e indici uniti.
S. Padre, noi celebriamo il ricordo di Cristo, tuo Figlio; noi, tuoi servi e noi, tuo santo popolo, chiamati a ricordare la sua Passione, la sua Risurrezione dai morti, la sua Ascensione, sino al suo ritorno nella gloria. Noi ti offriamo, Dio della gloria e dalla infinità maestà, gli stessi doni che tu portasti a noi, questo sacrificio puro e perfetto: il santo pane della Vita e il calice dell'eterna Salvezza. Guarda con favore queste offerte, come guardasti favorevolmente le offerte del tuo retto servo Abele, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e il pane e il vino offerto dal tuo alto sacerdote Melchisedech.
Unisce le mani, si inchina, pone la sinistra sul petto, e con la destra si segna:
S.Padre, noi ti preghiamo: manda su di noi il Tuo Santo Spirito. ( rintocco) +
e poi benedice le offerte:
S. E, Signore, su queste offerte:
Fa che questo pane + diventi per noi il Corpo del tuo Cristo;
e del vino in questo calice, fallo per noi il preziossimo + Sangue del Tuo Figlio, mutati + per lo stesso Santo Spirito.
Il sacerdote incrocia le braccia sul petto, toccandosi le spalle con le dita, e pregando si inchina profondamente.
S. Dio Onnipotente, noi ti preghiamo umilmente affinchè questi doni, prelevati dalle mani dei tuoi santi Angeli, dall'altare arrivino fino alla sommità della tua Divina Maestà; così, come noi riceviamo il Corpo e il Sangue santissimi del tuo Figlio.
Si ritira su, mette la mano sinistra sul petto, e con la destra si segna dicendo:
S. + Riempici, Signore, di ogni grazia e benedizione celesti. Unisce le mani.
Il sacerdote alza le braccia come di consueto.
S.Ricordati, Signore, di coloro che sono morti nel segno della Fede,  e di chi dorme nella pace.
Dopo aver pregato qualche istante in silenzio, con le mani verso l'alto continua:
S. Fa sì che tutti coloro che sono in Cristo possano trovare nella Tua presenza luce, riposo e pace. Per Cristo, nostro Signore.
A loro, uomini senza peccato, che sperano nella tua immensa misericordia, per la tua grazia ponili nel mezzo dei santi e dei martiri: con Giovanni il Battista, Stefano, Mattia, Barnaba e tutti i santi.
Anche se noi siamo peccatori, noi crediamo nel Tuo amore e nella tua misericordia.
Non guardare ai nostri meriti, ma concedici la tua pietà e ammettici all'assemblea dei santi. Unisce le mani. Per Cristo, nostro Signore.
Diacono e suddiacono si avvicinano all'altare, il diacono rimuove la palla.
S. ( a bassa voce) Per mezzo del quale, Padre, tutte queste cose buone si ricreano incessantemente, santificandole, riempiendole di vita... benedicile ed elargiscile.
Il Sacerdote alza i santi doni fino all'altezza dei suoi occhi, incrociando le braccia, e recita:
S. Per Cristo, con Cristo e in Cristo, per mezzo del Santo Spirito, ogni onore e gloria a te, Dio Padre Onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il sacerdote abbassa sull'altare i Santi Misteri, il diacono vi appone la palla, e i tre ministri ritornano nel presbiterio. I  ministranti ripongono le candele e rientrano poi nel presbiterio per la Santa Comunione.

FRAZIONE DEL PANE

Il sacerdote, con le braccia aperte come di consueto, canta:
S. Come da te insegnato per la Salvezza, avendoci insegnato queste parole divinamente formate, con coraggio diciamo: Padre Nostro, che sei nei Cieli...

PATER NOSTER

Tutti cantano il Pater Noster. Alla fine, il Sacerdote continua.

Il prete unisce le mani e prega:
S. Liberaci, + o Signore, da tutti i mali: passati, presenti e futuri, e per le preghiere della Tuttasanta, Purissima, Più-che-Benedetta gloriosa sovrana nostra, Madre di Dio e Sempre-Vergine Maria, dei tuoi benedetti Apostoli Pietro e Paolo, di San Andrea e di tutti i tuoi santi, donaci per la tua Grazia la pace in questi giorni; Per la tua misericordia saremo liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio, Nostro Signore, che vive e regna con te, nell'unità del Santo Spirito, unico Dio, per tutti i secoli.
R. Amen.
Qui il sacerdote può pronunciare la benedizione stagionale ( litania variabile ), e allora il popolo si porrà alla sua destra. Ad ogni modo, conclude con la benedizione:
S. La + Pace del Signore nostro sia con tutti voi.
R. e col tuo Spirito.
S. ( in silenzio) Signore Gesù Cristo, tu che hai detto ai tuoi apostoli “vi lascio la Pace, vi do la mia Pace” non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della Tua Chiesa, e donaci la pace e l'unità del tuo Regno per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Diacono e suddiacono si avvicinano all'altare. Il diacono rimuove la palla e il sacerdote spezza il pane. Il sacerdote pone una particella di pane nel calice e dice, segretamente:
S. Che la commistione del Corpo e del Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo dia la vita eterna a coloro che li riceveranno.
S. (cantando): Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la Pace.
Il diacono e il suddiacono si voltano guardandosi. Il sacerdote, con la patena e il calice, si volta verso il Popolo ed esclama:
S. Ecco l'Agnello di Dio! Ecco colui che toglierà i peccati del mondo intero.
R. Non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di' una parola, e io sarò salvato.
Tutti recitano la preghiera che segue.
R. O Signore, io credo e confesso che sei veramente il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, venuto nel mondo per salvare i peccatori, fra i quali io sono il più grande.
Credo anche che quello che sto per ricevere sia veramente il Tuo purissimo Corpo e il Sangue datore di vita; Per questo io ti prego, abbi misericordia di me e perdona le mie trasgressioni, volontarie e involontarie, in parole e azioni. Rendimi partecipe dei tuoi santi Misteri, senza condanna per la remissione dei miei molti peccati e la vita eterna.
Figlio di Dio, accettami quest'oggi come partecipe della tua Mistica Cena, perché non rivelerò ai tuoi nemici il Mistero, e neppure ti darò un bacio come Giuda, ma come il ladrone dirò: Ricordati di me, + o Signore, quando sarai nel tuo Regno. O Signore, possa la mia partecipazione ai tuoi divini e santi misteri essere non condanna o giudizio, ma guarigione per l'anima e per il corpo.
Il sacerdote può pregare come il Popolo, oppure, inchinato sull'altare, dire la preghiera seguente nel più completo silenzio.
S.Non lasciare che la partecipazione del tuo Corpo e del Sangue, Signore Gesù Cristo, che io, sebbene indegno, ho la presunzione di ricevere, si rivolga come giudizio o condanna contro di me, ma per tua bontà possa essere per me la protezione e la guarigione della mia anima e del corpo.
Successivamente, mettendosi eretto, il prete prende il Corpo e dice:
S. Prenderò il Pane del Paradiso e mi rivolgerò al Nome del Signore: Possa il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo preservare la mia anima e il mio corpo per la vita senza fine.
Egli riceve il Corpo a testa bassa poi, alzando la testa, prende il calice dicendo:
S. Come renderò al Signore tutte le sue benedizioni su di me? Prenderò il Calice della Salvezza e loderò il Nome del Signore. Manterrò i miei voti dinnanzi al Signore in presenza di tutto il Suo Popolo. Nelle corti della Casa del nostro Dio; In mezzo a te, Gerusalemme. Possa il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo preservare la mia anima e il mio corpo per la vita senza fine.
Beve il Sangue dal Calice, inchinandosi. Successivamente comunica il clero e i serventi, e infine, ponendosi al limitare della barriera, comunica ogni fedele, nelle due Specie. Diacono e suddiacono, o due serventi, stanno ai lati del sacerdote ponendo tra il calice e il fedele un panno, per evitare che i Divini Doni cadano per terra.
S. Il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo preservi la tua anima e il tuo corpo, (nome del comunicante), per la vita eterna.
Durante il servizio di Comunione il coro canta il Salmo 34 o altri inni appropriati.
Alla conclusione, il sacerdote col triplice “Amen, Amen, Amen” si volge all'altare, sul quale depone i santi doni. Il diacono conduce i doni aiutato dal suddiacono o dal ministrante fino al tavolo della proscomidia, sul quale consuma ciò che rimane della Comunione. Egli avrà premura di mettere via da parte una certa quantità per i malati.
D. Ciò che ha superato le nostre labbra come cibo, o Signore, lascia che ci possieda con purezza di cuore, che ciò che è stato dato a noi nel tempo presente, possa essere la nostra guarigione per l'eternità. Lascia che il Tuo Corpo e il Sangue che ho ricevuto permeino il mio cuore, o Signore, e garantiscano che nessuna macchia del peccato rimanga in me, dopo essere stato nutrito con questi misteri puri e santi; che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo, Dio, ora e sempre e per tutte i secoli dei secoli. Amen.
Dopo, terge le sue labbra con il panno e poi tutti riflettono silenziosamente su quel grande Atto che è appena successo.


TERZA COLLETTA


Il sacerdote alza le mani e dice:
S. ( si volta ) Il Signore sia con tutti voi.
R. e col tuo spirito ( il prete guarda l'altare).
S. Preghiamo. ( recita la colletta con le braccia verso l'alto).
R. Amen.
S. ( si inchina ponendosi nel centro del presbiterio) Che il mio servizio ti sia gradito, Santa Trinità, e permetti che il sacrificio che io, indegnamente, ho reso dinnanzi agli occhi della tua maestà, che sia accettabile per te, e per la tua misericordia ottieni a noi  la tua benevolenza traboccante di Grazia, per me e per tutti coloro per i quali ho offerto; Per Gesù Cristo, nostro Signore, Amen.
Dopo che si è voltato, canta con le braccia levate al Cielo:
S. Il Signore sia con voi!
R. E con il tuo Spirito.
S.  La benedizione di Dio Onnipotente: Padre +, Figlio + e Santo Spirito + discenda su di voi e su di voi rimanga sempre.
R. Amen
Qualora vi sia un vescovo:
D. Inchinate il capo al Signore.
Il vescovo si segna e poi dice:
V. Benedetto il Nome del Signore.
R.  Ora e sempre.
V. Il Nome del Signore è il nostro soccorso. 
R. Il Creatore del Cielo e della Terra.
Il vescovo, volto al Popolo, benedice:
V. La benedizione di Dio Onnipotente: Padre +, Figlio + e Santo Spirito + discenda su di voi e su di voi rimanga sempre.
R. Amen.
D. Andiamo in Pace! ( alleluja)
R. E rendiamo Grazie a Dio! (alleluja)

INNO ALLA MADRE DI DIO


E' cantato un inno appropriato del tempo. Dalla Festa della Santa Trinità all'Avvento: Salve Regina. Da Avvento al giorno della Purificazione: Alma Redemptoris Mater. Dalla Purificazione al Venerdì della Settimana Santa: Ave Regina Caelorum. Da Pasqua all'Ottava di Pentecoste: Regina Caeli Laetare. Tempo Ordinario: Ave Maria, Gratia Plaena.
Dopo l'Inno, segue una colletta alla Madre di Dio.
Ordinaria:
Servente. Prega per noi, Santa Madre di Dio.
R. perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
S. Signore, noi ti supplichiamo, riversa su di noi la tua Grazia e nei nostri cuori; Che noi, attraverso l'Incarnazione di tuo Figlio Gesù Cristo, è stato reso noto il messaggio dell'Angelo e con la Sua Passione e la Sua Croce, fu portato alla gloria della sua Resurrezione. Per lo stesso Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.
Avvento.
Servente: Un Angelo del Signore annunciò a Maria.
R. ed ella ricevette in sé il Santo Spirito.
S. Signore, noi ti supplichiamo, riversa su di noi la tua Grazia e nei nostri cuori; Che noi, attraverso l'Incarnazione di tuo Figlio Gesù Cristo, è stato reso noto il messaggio dell'Angelo e con la Sua Passione e la Sua Croce, fu portato alla gloria della sua Resurrezione. Per lo stesso Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.
Ai vespri della Natività di Cristo:
Servente: Dopo il parto sei rimasta vergine.
R. intercedi per noi, Madre di Dio.
S. Preghiamo. O Signore, tu che attraverso la fruttuosa verginità della benedetta Maria hai elargito alla razza umana l'Eterna Salvezza, dona a noi, che crediamo in te, e crediamo nella potenza della sua intercessione, attraverso cui saremo degni di ricevere l'Autore della Vita, Cristo tuo Figlio e nostro Signore.
Dalla Purificazione al Venerdì Santo
Servente: permettici di pregarti, Santa Vergine.
R. proteggici dai nostri nemici.
S. Concedici, Dio Misericordioso, protezione nelle nostre infermità; noi che celebriamo la memoria della Madre di Dio, per il sostegno della Sua intercessione, per la rinascita dai nostri peccati. Per Cristo nostro Signore.
Da Pasqua al Sabato dell'Ottava di Pentecoste
Servente: gioisci Madre di Dio! Alleluja!
R. Il Signore è veramente risorto, alleluja!
S. Signore, per la Resurrezione di tuo Figlio Gesù Cristo, concedi la gioia al mondo tuo: concedi a noi che, aiutati dalle preghiere della Benedetta Vergine Maria, Sua Madre, possiamo godere della vita eterna. Per Cristo, nostro Signore. Amen. 
Dalla Festa della Trinità all'Avvento
Servente: prega per noi, Santa Madre di Dio.
R. Che possiamo esser fatti degni delle promesse di Cristo.
S. Preghiamo. Dio Onnipotente ed Eterno, per l'operazione del Santo Spirito, hai preparato il corpo e l'anima della gloriosa Vergine Madre di Dio, affinché divenisse una casa degna per il Tuo Figlio; Permettici di gioire in questa sua commemorazione, noi che siamo liberati per mezzo della sua potentissima intercessione da ogni male, dai demoni del presente e dalla morte eterna.
R. Amen


BENEDIZIONE DELL'ANTIDORO

D. Padre, benedici!
S. Benedici, Signore, + questo pane, come benedicesti le pagnotte nel deserto: tutti coloro che ne mangeranno possano trovare giovamento per l'anima e il corpo. Nel Nome del Padre, del Figlio e del Santo Spirito.
D. Amen.

Il Diacono regge il paniere, prendendolo baciando la mano del sacerdote. Tutti ne prendono un pezzo, baciando la mano del Sacerdote che lo dispensa, e ritornano al loro posto. I serventi si inchinano all'altare e se ne dipartono.
S. Gloria a Te, Signore, Gloria a Te!
Vengono lette le preghiere di ringraziamento:
L. Dio Onnipotente, Padre di ogni misericordia,
siamo i tuoi servitori indegni e ti ringraziamo umilmente
per tutta la bontà e l'amorevolezza
per noi e per tutti coloro che hai fatto.
Ti benediciamo per la nostra creazione, conservazione,
e per tutte le benedizioni di questa vita;
ma soprattutto per il tuo amore incommensurabile
nella redenzione del mondo da nostro Signore Gesù Cristo;
per i mezzi della grazia, e per la speranza della gloria.
E, preghiamo, dacci una tale consapevolezza delle tue misericordie,
che con il cuore veramente grato possiamo proclamare la tua lode,
non solo con le labbra, ma nella nostra vita,
rinunciando a noi stessi per il servizio a Te,
e camminando prima in santità e giustizia tutti i nostri giorni;
per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, al quale, con te e lo Spirito Santo, onore e gloria, ora e sempre e per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Il Coro canta “Sub tuum Praesidium”.
Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.
Al termine:
L. Kyrie Eleison ( tre volte).
Gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito, ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. Amen. Più onorevole dei Cherubini, senza confronto più splendente dei Serafini, senza corruzione hai partorito il Verbo Dio; realmente Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.
Nel nome del Signore: Padre Benedici!
Il Sacerdote pronuncia il licenziamento del Popolo.
R. Amen. Possa il Signore dare lunga vita a colui che ci ha santificato.
S. AMEN!

COLORI LITURGICI
Tempo Ordinario: verde/oro
Avvento: viola / blu d'Avvento
Feste Mariane: azzurro
Grandi Feste: bianco
Quaresima: viola/grigio/nero
Tempo di Pasqua: Rosso

Le collette, a parte la prima, sono facoltative.


Fine: GLORIA A DIO