lunedì 25 agosto 2014

Teologia Ortodossa - Sulla natura del diavolo

Articolo di padre James Thornton, tradotto dal blogger dalla lingua inglese.
Preso dal sito www.pravoslavie.ru



In molti passi delle Sacre Scritture ci capita di leggere di incontri tra Cristo e satana, o riguardo persone possedute da demoni, o riguardo a qualcosa che potrebbe richiamare la vera essenza del maligno. Molti passaggi ci illustrano come la vita nel mondo decaduto sia, ovviamente, una perenne lotta tra il Bene e il Male. Questa lotta è il punto focale della nostra partecipazione alla vita della Chiesa, dell'essere membri della chiesa, della partecipazione ai Santi Misteri come il Battesimo, la Cresima, la Santa Comunione, e così via. Tutto questo è il nostro impegno in Dio, ed essi sono rafforzati dalla Grazia Divina nel nostro impegno nel combattere il male. 


Come cristiani, ci conviene capire più a fondo questo fenomeno chiamato male, in modo che possiamo meglio resistergli. Quindi, cerchiamo di discutere brevemente circa la natura del male, riportando le nostre informazioni qui principalmente da un saggio pubblicato 50 anni fa, con il titolo "The Darkness of Night" e scritto da uno dei grandi teologi ortodossi di questo secolo, Padre Georges Florovsky. Quello che segue è una miscela di citazioni e parafrasi, il commento di Padre Georges ', il testo completo è riportato nella Creazione e Redenzione, pubblicato dalla Nordland Publishing Company nel 1976 (pp. 81-91). 

Come è possibile che il male esista in un mondo creato da Dio? Il male è proprio ciò che si oppone e resiste a Dio, che perverte i suoi disegni e ripudia le sue ordinanze. Come può esistere il male, se tutto ciò che esiste dipende da Dio per la sua esistenza? 

Ci sono sempre e ovunque cause e le ragioni per le cose. Dio, infatti, è la causa e la ragione per l'esistenza di quasi tutti. Ma ciò che provoca il male è profondamente peculiare. Le cause e le ragioni del male sono sempre anomali, e sono più o meno velate. Il male sta al di fuori della "catena" ideale di cause e ragioni universali di Dio; si divide e sfigura queste cose. Esiste come un rivale di Dio come Creatore, ma occupa un carattere opposto-che di distruttore. Dio crea tutto, e il male si impegna a distruggere tutto. 

Dio è la fonte di ogni vero potere, ma il male, che non viene da Dio, possiede un potere reale, una forza reale, una vera e propria energia violenta. Questo è chiaramente un mistero. La sua opposizione a Dio, e ai suoi disegni, è reale, non immaginaria, ed è molto attiva. Il Bene, in questo mondo, è gravemente limitato e oppresso dalla insurrezione del male. Dio stesso è impegnato in una lotta con queste potenze delle tenebre, e tuttavia in questa lotta ci sono perdite molto reali, e non vi è una diminuzione perpetua del bene, perché perpetuamente il buono vivrà per sempre in Cielo, così il male vivrà per sempre all' Inferno. L'Armonia universale, voluta e stabilita da Dio, è caduta nella discordia, si decompone, e il mondo è caduto. Il mondo intero, in questa condizione decaduta, è circondato da un crepuscolo triste del nulla. Non è più quel mondo che è stato concepito e creato da Dio. Ci sono innovazioni morbose, nuove esistenze - esistenze che sono "false", ma tuttavia reale. Il Male aggiunge qualcosa a quello che è stato creato da Dio, ha la capacità di imitare la creazione di Dio. La sua esistenza, la sua potenza, la sua capacità di contrastare in qualche grado reale piano di Dio per l'universo, sono tutti davvero nel regno della piena di mistero. 

Ma Dio ha la sua risposta al mondo del male. Dio ha infatti risposto al male una volta per tutte attraverso il Suo Figlio diletto, che è venuto sulla terra per portare i peccati del mondo e i peccati di tutta l'umanità. Come uno scrittore russo del XIX secolo, ha detto, "Il male comincia sulla terra, ma disturba il cielo, e fa sì che il Figlio di Dio scenda a terra." Risposta di Dio al male fu la Croce, la Crocifissione, la sofferenza, la morte del Figlio Incarnato. Il male causò a Dio la sofferenza, ed Egli accettò questa sofferenza fino alla fine. E così, la gloria della vita eterna risplende vittoriosa dalla tomba di Dio incarnato. La sofferenza e la morte di Gesù Cristo sono stati un trionfo, una vittoria decisiva. E anche un trionfo del Divino Amore che ci chiama e ci accetta, senza alcuna coercizione. Il male anzi continua la sua esistenza oscura, ma è ora un'esistenza comprendente tutto dal quadro dell'Amore di Dio per noi. 

Si può definire il male come il nulla. Certo, il male non esce da sé, ma solo all'interno della Bontà. Il male è una negazione pura, una privazione, una mutilazione. Ma, anche se il male è un vuoto del nulla, è un vuoto che esiste, che inghiotte e divora gli esseri. Non ha il potere di creare, ma il suo potere distruttivo è enorme. Il male non sale, scende sempre. Lo stesso svilimento dell'essere che produce è spaventoso. Il Male è caotico, è una separazione, una decomposizione costantemente in corso, una disorganizzazione di tutta la struttura dell'essere. 

Nella persona umana, il luogo del male, o la sede del male, è  quello che i Santi Padri della Chiesa chiamano "le passioni". Le passioni sono attive e hanno come parte intrinseca della loro natura il potere di intrappolare. Le persone, giustamente parlando, non hanno passioni, le passioni li possiedono. L'uomo è limitato e ristretto, nella misura in cui il suo potenziale è interessato, dalle passioni. Le passioni sono un concentrato di energie cosmiche che rendono l'essere umano schiavo e prigioniero. Esse sono cieche, e accecano coloro che esse possiedono. L'uomo posseduto da passioni non agisce più per conto suo, ma guidato dalle passioni. Perde anche la coscienza di essere un agente libero. Egli non crede nella libertà o la possibilità della libertà, ma in generale attribuisce la sua schiavitù per qualche concetto deterministico della realtà oltre la sua, o di chiunque altro, il potere di far fronte. Come conseguenza del suo asservimento al male, perde la sua personalità, la sua identità personale e diventa caotico, con più facce, o meglio più maschere. L'uomo di passioni dà ogni evidenza di attività e di energia, ma in realtà egli non è più autenticamente libero. Egli non è altro che una "palla" di influenze impersonali. Queste influenze lo ipnotizzano ed esercitano potenza continua su di lui. 

Nel mondo, il male ci viene rivelato dalla sofferenza e dal dolore che vediamo intorno a noi. Il mondo è vuoto, freddo, indifferente, una terra desolata che non risponde. Noi tutti soffriamo a causa del male. La stessa contemplazione della sofferenza universale causata dal male ci può portare sull'orlo della disperazione, se permettiamo a noi stessi di perdere la speranza alla maniera dei non cristiani. Tutta la creazione soffre, il male ha generato la sofferenza cosmica, e tutto è in qualche modo avvelenato dal male e dalle sue energie malevole. 

Ora, la Chiesa Ortodossa insegna che l'uomo diventa veramente libero quando sconfigge le passioni che lo tengono prigioniero, quando sottomette la peccaminosità della sua natura decaduta. Paradossalmente, è l'obbedienza e la servitù a Dio che conduce l'uomo alla vera libertà, la libertà concreta, alla vera libertà dei figli adottivi di Dio. Dio impone una disciplina severa l'uomo che desidera la vera libertà, una disciplina di preghiera, di digiuno, di vigilanza, di studio, di lavoro, di servizio. Ma, in Dio, e in sottomissione a Dio, la personalità dell'uomo è restaurata e reintegrata nello Spirito Santo, e un vero e totale libertà si ottiene. 

Leggiamo nei passaggi Santo Vangelo in cui Cristo scaccia i demoni dalle due persone afflitte, e così con la sua potenza purifica miracolosamente questi uomini dall'influenza del male. Attraverso la sua Chiesa, la Chiesa ortodossa, Cristo offre a ciascuno di noi la capacità di combattimento, e la lotta, e la sconfitta del male, per scacciare la sua influenza dalla nostra vita. Satana, d'altra parte, cerca di deviare noi da questo obiettivo, e usa ogni sorta di inganno per raggiungere i suoi fini. Egli sussurra a noi che ci manca il tempo o l'energia per lottare contro il male, e che noi siamo incapaci, anche con l'aiuto di Dio, di vincere. Dobbiamo resistere a queste menzogne​​! 

Il peccato e il male ci rendono schiavi. Quando scegliamo il male, facciamo un grave errore, e il peccato poi comincia a schiavizzarci. Coloro che, per esempio, che scelgono di usare droghe sono spesso incatenati a questa abitudine per tutta la vita, fino alla morte attraverso cui, finalmente, superano il problema. Lo stesso vale per l'abuso di alcool, o il gioco d'azzardo, o altri mali che generano dipendenza. Sono catene intorno alle nostre caviglie, sono prigioni intorno alle nostre anime e  corpi, che ci privano della vera felicità in questa vita, e minacciano la nostra eterna felicità, pure. Alcune persone ben intenzionate cercano di incoraggiare queste persone a fermare i loro modi distruttivi mediante l'uso di metodi che non si basano su Dio, ma tali sforzi raramente aiutano. 

C'è una via di fuga per loro, però, una versione per quelli imprigionati in gabbie auto-create dei loro peccati. Quella fuga è attraverso il Vangelo liberatore di Cristo Gesù. Dio ci ha creati per la felicità e per la libertà. Egli ci, le sue creature più favorita ha dato, il dominio su tutto l'universo. Grazie a Lui, attraverso la fedeltà al suo insegnamento, possiamo rivendicare il nostro diritto di nascita e sconfiggere il nostro avversario, il Maligno. Volgiamo i nostri cuori a Cristo e alla sua Chiesa. Se lo faremo, allora saremo purificati e liberati da quell'Avversario la cui ambizione più grande è la nostra prigionia perpetua. Che Dio ci protegga tutti da quell'Avversario!

lunedì 18 agosto 2014

Latinità Ortodossa - Litania a San Benedetto da Norcia, Abate



RESPONSORIALE

Il sacerdote intona il primo, i fedeli rispondono il secondo


Signore, pietà                      Signore, pietà
Cristo, pietà                       Cristo, pietà
Signore, pietà                      Signore, pietà
Signore, pietà                      Signore, pietà
Cristo, ascoltaci                   Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici                 Cristo, esaudiscici
Padre del Cielo, Dio             Abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo     Abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio             Abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio     Abbi pietà di noi
Santa Maria                     Prega per noi
Santo Padre Benedetto             Prega per noi
Gloria dei Patriarchi             Prega per noi
Compilatore della Santa Regola     Prega per noi
Ritratto di tutte le virtù          Prega per noi
Esempio di perfezione               Prega per noi
Perla di Santità                    Prega per noi
Santo Padre Benedetto             Prega per noi
Aiuto nelle tribolazioni     Prega per noi
Stella che brilla nella casa di Dio Prega per noi
Ispiratore di tanti Santi     Prega per noi
Serafino di fuoco             Prega per noi
Cherubino trasformato             Prega per noi
Autore di cose meravigliose         Prega per noi
Santo Padre Benedetto               Prega per noi
Dominatore dei demoni               Prega per noi
Modello di Cernobiti                Prega per noi
Sradicatore di idoli                Prega per noi
Onore dei confessori della fede     Prega per noi
Consolatore delle anime             Prega per noi
Santo Padre Benedetto               Prega per noi
Benedetto di nome e di grazia       Prega per noi

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, perdonaci o Signore!
Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi o Signore!
Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, esauduscici o Signore!

» Antifona 

Coro: Ci rifugiamo sotto la tua protezione, o Santo nostro Padre Benedetto, non disprezzare le nostre suppliche in tutte le nostre necessità, tribolazioni e vienici in aiuto nella lotta contro il nemico maligno e aiutaci a raggiungere, nel nome del Signore Gesù Cristo, la vita eterna.

Lettore. Costui è benedetto da Dio.
Risposta. Che difende dal cielo Tutti i suoi figli.

» Orazione

Sacerdote: (rivolto all'altareOnnipotente ed eterno Dio che hai onorato il tuo amato San Benedetto col dono del tuo grande amore, affinché vengano a te innumerevoli anime, umilmente Ti supplichiamo, per i suoi meriti, di infiammare e consumare i nostri cuori col fuoco del Tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
Risposta: Amen.

sabato 16 agosto 2014

Portare la propria croce - la storia del Monaco che vide Cristo

Vi era un giovane ragazzo molto sensibile, la cui madre si era risposata dopo la morte del primo marito; Orbene, quest'uomo era peggiore del precedente. Violento e perennemente ubriaco, molestava la moglie, la picchiava e la vessava psicologicamente, e lo stesso faceva col figlioccio; parimenti la madre, per un morboso istinto di conservazione, trattava male questo povero ragazzo. Il giovane soffriva anche di svariati mali fisici e spirituali: aveva una tendenza alla gola e a pensieri lussuriosi, soffriva di dolori ossei e muscolari. Insomma, sentendosi egli in animo di fuggire, prese coraggio e una notte abbandonò casa sua per dirigersi verso il Monte Athos; quivi giunto, subito vagò di monastero in monastero per cercare qualche struttura che accettasse il suo noviziato. Finalmente, in una spelonca rocciosa sul mare, un monastero piccolo ma ben costruito lo accolse: l'abate era una persona seria, anziana ed equilibrata, e lo mise subito ai lavori di cucina. 
Tuttavia il novizio sentiva che la vita monastica gli pareva insopportabile, con tutti quei digiuni, le preghiere in chiesa, i servizi comunitari, i turni di lavoro nei campi o sulla barca da pesca. Il novizio passava tutte le notti in lunghe e dolorose veglie disteso sul suo letto, a piangere, a disperarsi, domandando a Dio: "Signore, Signore, perché tutto questo a me?" Dopo un lungo pianto, mentre si apprestava ad addormentarsi nella sua celletta, in prossimità del Venerdì Santo, il monaco vide brillare una grande luce: era il Cristo stesso, splendente nei suoi abiti candidi, nella sua Gloria, circondato da un'alone di luce potentissima. "Figlio mio, vieni con me!" il monaco si alzò dal giaciglio e  camminò fino a quando nostro Signore non lo fece entrare in una grandissima stanza piena di croci. Vi erano croci ovunque, appese ai muri, disposte sui tavoli, per terra, sul soffitto. Croci di ogni dimensione, colore, materiale, fattezza: dorate e tempestate di gemme, piccole e lignee, media di pietra, enormi e di marmo nero, e così via. 
"Questa è la sala del mio Regno dove consegno ad ogni essere umano la propria Croce affinché capisca la via dell'Umiltà. Vedi, ecco. Scegli quella che vorresti avere." E subito il ragazzo sguazzò per la grande sala esaminando ogni oggetto. Infine ne trovò una, piccolissima, di paglia, leggerissima, quasi invisibile in mezzo a quelle grandi croci. 
"Ecco, mio Signore, eccola. Voglio questa."
"Ma figlio mio" rispose il Cristo sorridendo, con una mano sulla spalla del monaco "questa è la tua." 

mercoledì 13 agosto 2014

Il Filioque: spulciando i documenti della Chiesa Cattolica

E’ abbastanza risaputo come i cattolici di rito orientale recitino il Credo senza l’aggiunta del “Filioque”, ma ciò che, forse, molti non sanno è che esistono (per quanto poco numerosi) cattolici di rito latino che ugualmente non lo aggiungono nella liturgia. Chi sono? Sono le parrocchie di rito latino presenti in Grecia.
Per quale motivo questi “latini” greci non lo aggiungono?
Perchè (e qui sta la stranezza) secondo la Chiesa Cattolica Apostolica Romana il “Credo” nell’originale greco non può essere “toccato” cioè nessuna aggiunta può essere inserita.
Possibile? Sembrerebbe un affermazione sorprendente che andrebbe nella direzione da sempre voluta dalla Chiesa Ortodossa. Eppure le cose stanno così!...o quasi!
In pratica il Credo in greco così come è stato “partorito” dal Concilio di Nicea-Costantinopoli del 381 non può essere modificato neppure di una virgola secondo “Roma”. A ribadirlo è stato nel 1994 il “Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani” nel documento intitolato “Le tradizioni greche e latine riguardo la processione dello Spirito Santo”.
In questo documento leggiamo tra le altre cose questa esplicita dichiarazione:
"La chiesa cattolica riconosce il valore conciliare ed ecumenico, normativo e irrevocabile, quale espressione dell'unica fede comune della chiesa e di tutti i cristiani, del simbolo professato in greco dal II concilio ecumenico a Costantinopoli nel 381. Nessuna professione di fede propria a una tradizione liturgica particolare può contravvenire a tale espressione di fede insegnata e professata dalla chiesa indivisa."
Ma c'è di più. Nella dichiarazione, in un altro passaggio è anche testualmente scritto:
"La Chiesa cattolica rifiuta che sia aggiunto <kaì tou Yiou> (e dal Figlio) alla formula <ek tou Patros ekporeuomenon> (che procede dal Padre) nel testo greco del simbolo di Nicea-Costantinopoli, anche nel suo uso liturgico da parte dei latini."
Concetto ribadito nello stesso documento una seconda volta con queste parole:
"Consapevole di ciò, la chiesa cattolica ha rifiutato che sia aggiunto <kaì tou Yiou> alla formula <ek tou Patròs ekporeuomenon> del simbolo di Nicea-Costantinopoli nelle chiese, anche di rito latino, che l'utilizzano in greco; l'uso liturgico di questo testo originale è in effetti rimasto sempre legittimo nella chiesa cattolica."
Dove sta l'inghippo allora? Fin qui nulla da eccepire.       
L'inghippo sta nel fatto che nel documento in questione, una volta enucleati questi principi pienamente ortodossi ci si affanna a giustificare l'uso latino del Filioque come esplicitazione dogmatica legittima teologicamente. Ora, non e' mia intenzione esplorare la lunga dissertazione del documento stesso sulla giustificazione dell'uso legittimo o meno del Filioque. Quello che ho voluto sottolineare è la palese contraddizione in cui la Chiesa Cattolica si trova nei confronti del Filioque.

Da un lato ne proibisce l'aggiunta all'originale greco, dall'altro lato ne legittima l'inserimento nella traduzione latina e nelle lingue correnti nazionali (greco escluso ovviamente). Tuttavia sorgono spontanee alcune domande: perché questa disparità? Il greco è forse migliore o peggiore delle altre lingue? Per quale motivo in greco non si può aggiungere e in latino o in lingua volgare invece si? Esiste forse una lingua più o meno sacra di un altra? 

Giuseppe di Pietro

martedì 5 agosto 2014

Inno Akafist a Sant'Apollinare, Vescovo e Primarca di Ravenna

Kondakion 1

Come un Angelo fosti inviato da Dio nella Terra d’Italia, o Santo Martire Apollinare! Facendo memoria della tua pienezza mistica, o santo vescovo Apollinare, e ricordando i tuoi sacrifici per Cristo, nostro Signore, siamo riempiti di fervore spirituale: e noi gridiamo a te, o luminoso Apollinare che proteggi la terra d’Emilia e di Romagna, e tutti coloro che si affidano a te:
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire.

Ikos 1

Mentre eri intento nelle tue opere, o Apollinare, incontrasti Pietro in Antiochia: e la Luce del Cristo Risorto ti si manifestò. Tosto ti avvicinasti all’Apostolo e con sincero moto di spirito ti sei messo in cammino con lui. Attoniti per la tua conversione, ti cantiamo:

Rallegrati, o Apollinare, uomo di Dio
Rallegrati, tu che riconoscesti la Verità
Rallegrati, tu che ricevesti la Sofia
Rallegrati, invitto confessore
Rallegrati, compagno degli Apostoli
Rallegrati,  luminoso spirito
Rallegrati, amante della Divina Trinità
Rallegrati, nutrito dai frutti della Grazia
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire

Kondakion 2

Hai affrontato le sfide del viaggio in mare, o Apollinare, accompagnando l’Apostolo Pietro fino in Italia;  la Forza dell’Altissimo ti sorresse, e senza pericolo arrivasti al porto protetto.  Come te, che hai ringraziato Dio per la bonaccia, anche noi cantiamo:
Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 2

Dalla lontana Antiochia giungesti tu, o Santo Apollinare, fino in Terra d’Italia seguendo l’Apostolo Pietro; e da allora, mai hai lasciato il tuo gregge, come un buon Pastore: e noi, attoniti per il tuo zelo missionario nel messaggio di Cristo, a te cantiamo:

Rallegrati, o evangelizzatore delle terre d’Italia
Rallegrati, o isoapostolo di Ravenna
Rallegrati, indiscusso maestro
Rallegrati, dispensatore del Divino Verbo
Rallegrati, donatore della Divina Grazia
Rallegrati, soccorritore delle anime perse
Rallegrati, maestosa colonna del Tempio Mistico
Rallegrati, mondatore di spiriti impuri
Rallegrati, o Apollinare, santo ieromartire


Kondakion 3

O Santo Apollinare, giungesti al Porto di Classe e Pietro, notando il tuo fervore, ti fece Confessore e Sacerdote; la tua sapienza portò infatti molti increduli alla Vera Fede e noi, attoniti per la tua sincera devozione, assieme a te cantiamo al Signore:
Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 3

A Roma, a seguito dell’Apostolo Pietro, hai approfondito la tua Fede, o Santo Apollinare, vivendo e fortificandoti nell’amore per la Santissima Trinità; e per la tua fede senza macchia, noi così ti lodiamo:

Rallegrati, tu che dagli Angeli sei ammirato per la fede
Rallegrati, tu che accettasti interamente la Verità
Rallegrati, o solerte digiunatore
Rallegrati, o esperto di preghiera
Rallegrati, zelante pastore
Rallegrati, tu che hai distrutto la superbia dei retori pagani
Rallegrati, virtuoso predicatore del vero Dio
Rallegrati, virgulto della vigna del Signore
Rallegrati, o Santo Apollinare ieromartire!

Kondakion 4

I tuoi progressi nella Fede sorpresero Pietro, o grande Apollinare: il santo Apostolo ti vide perfetto predicatore, e si degnò di concederti il pallio; con devozione, come sempre tu ti prodigavi di fare, magnifichiamo assieme a te la santissima triade, gridando:
Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 4

Riconoscendoti degno della santa cattedra, il santissimo Pietro ti consacrò Episcopo nella città di Ravenna; e attoniti per la tua indiscussa sapienza e per la tua economia, a te cantiamo, o santo Apollinare:

Rallegrati, luminosissimo Vescovo
Rallegrati, degnissimo maestro
Rallegrati, eccezionale santificatore
Rallegrati, virtuoso operaio della Chiesa di Dio
Rallegrati, insigne stendardo dei cristiani
Rallegrati, edificatore d’anime
Rallegrati, basamento della Chiesa ravennate
Rallegrati, solida roccia della dottrina
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire
Kondakion 5

La tua perfetta Sapienza, illuminata dalla tua pratica ascetica, è d’esempio per noi tutti, o martire Apollinare. Con la tua predicazione senza errore glorificavi il nostro Dio, portando al Battesimo le schiere dei Gentili; e al Dio che ti concedette lo Spirito Santo, cantiamo:
Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 5

O Santo Apollinare, che senza freno ti prodigavi nel dissetare gli animi che anelavano al Vero Dio, veramente sei una pietra d’angolo della Santa Chiesa; e noi, consci della tua grandezza in Cristo Dio, ti cantiamo:

Rallegrati, sapiente tra i sapienti
Rallegrati, ristoratore dell’anime affamate
Rallegrati, sarto degli ignudi di spirito
Rallegrati, medico delle anime insane
Rallegrati, porto sicuro degli insicuri
Rallegrati, cantore mai stanco della Divina Provvidenza
Rallegrati, fonte zampillante di grazie spirituali
Rallegrati, sandalo dei pellegrini sulla terra
Rallegrati, o Apollinare, Santo ieromartire!

Kondakion 6

Ispirato dal Verbo Divino, o santo martire Apollinare, diffondevi la Parola di Dio ovunque mettessi piede; come un’ape divinamente ammaestrata, depositavi nei pagani il dolce miele della Trinità. Per questo tuo perfetto parlare, noi ti diciamo: Alleluja, Alleluja, Alleluja!


Ikos 6

Come nettare uscivano le parole dalla tua bocca senza menzogna, o maestro Apollinare! Ormai trasfigurato dalla perfezione della tua vita, senza freno cantavi inni al Signore, dolci come il miele. Per questo ti inneggiamo:

Rallegrati, dolce oratore
Rallegrati, desiderabile all’orecchio
Rallegrati, mistico cantore
Rallegrati, lettore senza posa delle Sante Scritture
Rallegrati, divulgatore della Sapienza di Dio
Rallegrati, Tu le cui parole si diffondevano come incenso profumato
Rallegrati, conquistatore d’anime
Rallegrati, melodioso predicatore
Rallegrati o Apollinare, Santo ieromartire!

Kondakion 7

Lo splendore della Chiesa da te fondata, o augusto Apollinare, brillava come un astro nel firmamento della Chiesa Celeste; E noi, grati per la tua fruttuosa opera, cantiamo alla tua divina eloquenza: Alleluja Alleluja Alleluja!

Ikos 7

Impeccabile Vescovo e immenso pastore del tuo gregge sei stato, o martire Apollinare. Solerte hai edificato una comunità perfetta, hai cacciato l’oscurità dai cuori dei Gentili; e la luce del Verbo senza principio hai ovunque portato.
Per questo ti acclamiamo, dicendo:
Rallegrati,  guida impeccabile
Rallegrati, distruttore dei vani pensieri
Rallegrati, vivifico insegnante
Rallegrati, lume per gli erranti
Rallegrati, sentiero dei fedeli
Rallegrati, scrigno di virtù
Rallegrati, presule benedetto
Rallegrati, colonna della Chiesa
Rallegrati o Apollinare, Santo ieromartire!

Kondakion  8

A te, o grande maestro Apollinare, presto accorsero gli illustri di Ravenna; tra questi tanti erano affetti dai più disparati malanni; E tu ti degnasti di curare la moglie del Tribuno: il tuo miracolo condusse al Battesimo anche tutta la loro famiglia:
Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 8

Ammirando il potere del Santo Spirito che in te si manifesta, o Santo ieromartire Apollinare, a te cantiamo un inno di lode, ricordando il miracolo taumaturgico del quale fosti degno dispensatore:

Rallegrati, o Taumaturgo divino
Rallegrati, o sanatore dei malanni degli increduli
Rallegrati, illuminatore dell’anima pagana
Rallegrati, chirurgo spirituale
Rallegrati, medico perfetto
Rallegrati, sostegno dei fedeli
Rallegrati, sereno filantropo
Rallegrati, dispensatore della divina compassione
Rallegrati, Apollinare, santo ieromartire!


Kondakion 9

Dei tuoi miracoli per mezzo dello Spirito venne a sapere il Giudice, il quale, corrotto dai maligni pensieri, ti citò in un iniquo processo; alla santità delle tue azioni, atte solo al volere della Verità, noi gridiamo: Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 9

Alla tua persecuzione, o beatissimo martire Apollinare, rispondesti col sigillo del Santo Spirito, e non offristi mai alcun cenno d’errore, o impeccabile Maestro del Vangelo; per questo noi ti cantiamo:

Rallegrati, o Giusto pari agli Apostoli
Rallegrati, orante senza posa
Rallegrati, sofferente per la Verità
Rallegrati, amato da Dio
Rallegrati, perseguitato dai malvagi
Rallegrati, tu dal quale mai uscì menzogna
Rallegrati, presule sacrissimo
Rallegrati, pilastro di rettitudine
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire!

Kondakion 10

Per rilasciarti, l’iniquo giudice ti comandò di sacrificare l’incenso ai demoni pagani; ma tu, o pilastro di fede, non rigettasti la Trinità; e per la tua fermezza nella santa e retta Fede, noi gridiamo: Alleluja, Alleluja, Alleluja!


Ikos 10

Memore del tuo battesimo, temprato dalla devozione al Vero Dio, scegliesti di patire piuttosto che una sacrilega salvezza; Rigettasti l’offerta, rifiutando l’oro degli idoli pagani; noi per tutto questo ti cantiamo:

Rallegrati, fervente confessore
Rallegrati, casa sulla roccia del Cristo
Rallegrati, angelico pastore
Rallegrati, degno figlio del Salvatore
Rallegrati, sincero parabolano
Rallegrati, tu che hai posto te stesso in Cristo Dio
Rallegrati, pilastro della professione
Rallegrati, fedele sposo della Chiesa
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire!

Kondakion 11

In verità molto hai patito per il tuo Cristo, o Apollinare; non ebbero pietà i tuoi nemici, e ti lasciarono per strada, dopo averti percosso a sangue; e alla vedova che pietosa ti raccolse, curandoti come potè con affetto materno, e alla pietà di Dio che non ti abbandonò, noi gridiamo: Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 11

Molto sei stato sulla frontiera della morte, o invitto maestro Apollinare; e per il sangue che hai versato per la causa del Cristo Teantropo, noi ti cantiamo un inno di lode:

Rallegrati, o emule del Redentore
Rallegrati, o sofferente ricolmo di spirito
Rallegrati, ingiustamente perseguitato
Rallegrati, Tu che hai sopportato il martirio
Rallegrati, luminoso faro dei credenti
Rallegrati, Tu che hai accolto la sofferenza
Rallegrati, Tu, testimone di Cristo
Rallegrati, fecondo frutto dell’Evangelo
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire!

Kondakion 12

Come coronamento della tua vita, spesa per il popolo di Dio, fosti chiamato alla gloria e alle sofferenze del Martirio. Senza esitare, o luminoso Apollinare, versasti il tuo sangue come un docile agnello, pronto a seguire l’esempio del Signore: per lo splendore del tuo coraggio, gridiamo: Alleluja, Alleluja, Alleluja!

Ikos 12

L’Imperatore Vespasiano, notando il tuo zelo senza riposo, decise di toglierti la vita: e tu accettasti la tua Passione, emule di nostro Signore. Attoniti innanzi alla tua santità, o eccelso Apollinare, noi ti cantiamo un inno di lode:

Rallegrati, Tu che accettasti la tua Croce
Rallegrati, faro della Terra d’Italia
Rallegrati, fecondo frutto dell’Evangelo
Rallegrati, pilastro di rettitudine
Rallegrati, Tu che concelebri alla Mensa del Paradiso
Rallegrati, tu che contempli la Triade assieme alle potenze celesti
Rallegrati, insigne stendardo dei cristiani
Rallegrati, o coronato dal Martirio
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire!

Preghiera al santo Vescovo Apollinare, Isoapostolo e Martire

O insigne Apollinare, che da lontano sei giunto in Italia per portare la Lieta Novella, non disdegnare il nostro canto di lode, che con devozione ti dedichiamo: piuttosto, prega che il Santo Spirito riversi su di noi i doni della Grazia; come ti rese forte al tempo del tuo martirio, ci conceda anima salda e fede sincera, affinché magnifichiamo degnamente la Santissima Trinità con te come esempio, o grande pastore; non cessare mai di intercedere per le anime nostre, perché noi ti possiamo ricordare come ininterrotto protettore della nostra stirpe; e accompagnati dal tuo sostegno celeste, possiamo degnamente glorificare con te il nome Tuttosanto del Padre, del Figlio e del Santo Spirito, come era in principio e ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Si ripete il primo condakion.

Kondakion 1 (13)

Come un Angelo fosti inviato da Dio nella Terra d’Italia, o Santo Martire Apollinare! Facendo memoria della tua pienezza mistica, o santo vescovo Apollinare, e ricordando i tuoi sacrifici per Cristo, nostro Signore, siamo riempiti di fervore spirituale: e noi gridiamo a te, o luminoso Apollinare che proteggi la terra d’Emilia e di Romagna, e tutti coloro che si affidano a te:
Rallegrati o Apollinare, santo ieromartire! Alleluja, Alleuja, Alleluja!