martedì 24 febbraio 2015

Canone di supplica per il Mondo intero

Questo canone di supplica al Signore, scritto da San Silvano l’Aghiorita, è generalmente usato dai monaci dei quali si sente spesso dire che “pregano per il Mondo”. Ogni cristiano può invece pregare per i fratelli e le sorelle del nostro Mondo sofferente. Si recita normalmente dinnanzi all’iconostasi domestica; Durante la Quaresima, se si vuole, al posto dei segni di croce, si può fare la prostrazione.


San Silvano dell'Athos, lo scrittore del Canone

Dopo le preghiere iniziali ( Nel nome del Padre... / Re Celeste / Gloria / Tuttasanta Trinità / Trisagio/ Kyrie / Gloria )

Io ti prego, Signore Misericordioso, per tutte le persone del mondo, affinché conoscano Te per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di alleviare la sofferenza di chi è affamato, e fa’ che Ti conosca per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di condurre al pentimento coloro che affamano il mondo, o che incrementano la Fame nel mondo, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego,  Signore Misericordioso, di alleviare i dolori di quanti si trovano nelle infermità e preda delle malattie, e specialmente le sofferenze di coloro che vivono il dramma della guerra, dell’oppressione, dell’abbandono e della sofferenza, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di confortare e salvare coloro che si trovano in guerra, fra i disordini civili e che possono finire uccisi, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, proteggi dalla rabbia, dalla disperazione e dall’amarezza e dalla povertà spirituale coloro i cui cari sono stati uccisi dalla disumanità degli uomini, aiutali a non seguire l’istinto di rendere l’omicidio con un altro omicidio, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, illumina l’anima e correggi coloro che si sono macchiati di stupro, omicidio e saccheggio dei loro prossimi, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di confortare e proteggere le donne, gli uomini e i bambini che vengono schiavizzati, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conforta e salva ogni donna, bambino e uomo abusati fisicamente, mentalmente, sessualmente ed emotivamente,  e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conduci i peccatori alla sobrietà, alla tranquillità e cura coloro che hanno sofferto, affinché non progettino niente contro coloro che li hanno fatti soffrire; e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, illumina tutti coloro che odiano il Cristianesimo e la tua santa Chiesa a causa di pregiudizi e cattive esperienze personali, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, non abbandonare ma soccorri tutti coloro che soffrono la persecuzione, la privazione, la calunnia e ogni genere di dolore poiché credono in Te, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, consola e volgi al pentimento i cuori di tutti coloro che sono stati incarcerati, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conforta e proteggi dalle insidie del maligno tutti coloro che ingiustamente soffrono per qualcosa che non hanno fatto, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di confortare e di rallegrare le vite di coloro che sono ottenebrati dalla disperazione, e impedisci che i loro propositi di suicidio abbiano un seguito, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, risana completamente e schiarisci la mente di coloro che soffrono malattie mentali e sono oppressi da possessioni demoniache, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di convertire alla Vera Fede quanti uccidono, torturano e dominano gli altri in nome di falsi idoli, fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conduci al pentimento e illumina tutti coloro che traggono profitto dall’aborto e dall’uccisione dei bambini nel grembo materno, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, rasserena e volgi in letizia i cuori di coloro che sono tentati di uccidere i loro bambini ancora non nati, o di coloro che già hanno abortito, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, soccorri quanti hanno tremendamente peccato e hanno vissuto una vita depravata, e che hanno avuto grandi dolori e disgrazie, fai loro conoscere la Tua filantropia e la tua pietà, e porta nei loro cuori speranza, gioia, amore, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conduci al pentimento sincero quanti hanno sobillato o difeso il demone dell’aborto, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, converti e illumina i politici verso la purezza morale, affinché più non opprimano i poveri, promuovano e finanzino l’immoralità, l’aborto e la sottomissione del debole, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, conduci al pentimento e illumina tutti coloro che promuovono il degrado spirituale, l’indecenza e insegnano le perversioni a causa dell’ignoranza, dell’avidità o di altri spregevoli peccati, e volgili alla purezza interiore, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, soccorri e aiuta tutti quelli che vivono rettamente secondo la Tua parola, ma hanno paura di proclamare la Verità, soprattutto il clero, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, rendici capaci di portare la Vera Fede, per convertire coloro che in Te non credono, o che ti avversano, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di incrementare la pace nelle famiglie, affinché nelle case vi sia amore gli uni verso gli altri, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di accrescere l’amore fa gli sposi e di rendere indelebile le loro nozze, non con pratiche perverse o egoismo o lussuria, ma nel crescente desiderio di unione in Te. E fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, proteggi i bambini dalle perniciose insidie della società atea e falli crescere puri e nella fede, nella statura dell’uomo perfetto, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, aiuta i Padri e le Madri a crescere in modo perfetto la loro prole, e con pazienza e saggezza condurli al timor di Te e alla preghiera costante per tutta la loro vita, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, insegna ai fratelli ad amarsi gli uni gli altri e a non avere in odio il proprio vicino, e a non disputare, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di non abbandonare la tua Chiesa ma di farla prosperare, che nessun figlio si disperda fra i non-credenti, o nella depravazione o  promiscuità, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di riportare alla sana dottrina e alla vita retta tutti coloro che hanno perduto se stessi nella fornicazione, nella lussuria o in altri peccati simili, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, spezza le catene che schiavizzano tutti coloro che sono tormentati dal demone della pornografia e ogni genere di impurità, e riconducili a te, facendoti conoscere per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, riconduci alla piena purezza tutti coloro che vivono un regime di vita omosessuale, e dai a tutti coloro che hanno attrazione verso una vita sessuale impura e perversa di vivere in castità e santità, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, infondi in coloro che veramente hanno fede in Te coraggio e fermezza, e per la Fede le loro famiglie, la loro casa e la loro vita è in pericolo a causa dello spettro dell’Islam, dei governi atei e di ogni altro sistema ostile al Cristianesimo; e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di concedere la tua grazia e la tua consolazione a tutti coloro che sono preda della droga, dai loro la vera gioia e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di istruire circa il loro vero scopo coloro i quali vivono senza un fine la propria esistenza, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di ricondurre al sincero pentimento e all’illuminazione quanti insegnano e credono nelle eresie, portandoli alla Vera Fede e alla conoscenza della Tua Verità, e fa’ che essi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, ricorda a tutti i tesori del Cielo e da’ loro di riflettere sui misteri della Morte, e non abbandonarci nei pensieri del mondo, le quali passano e si estinguono, e fa’ che tutti Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di donare vero ravvedimento e possibilità di operare cristianamente a quelli troppo piccoli per aiutare un fratello, e fa’ che tutti Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di aiutarci ad amare i nostri nemici, e fa’ che tutti Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, apri il mio cuore alle altrui sofferenze, e fa’ che io Ti conosca per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, aiutami a stimare rettamente il mio prossimo, ma di non giudicarlo mai in base ai loro peccati, e fa’ che tutti Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, di rendere vive le mie sciocche parole con il Sale, affinché io Ti conosca tramite il tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, insegnami a pregare con amore e attenzione, affinché io Ti conosca tramite il tuo Santo Spirito.

Io ti prego, Signore Misericordioso, a nome di tutti gli abitanti della Terra, affinché essi stessi Ti conoscano per mezzo del tuo Santo Spirito.

Come pregare con la corda da preghiera

La Preghiera del Cuore
orazione per sé stessi
 La corda da preghiera, detta in greco Komboskini e in russo Chotki, è una delle armi che la Chiesa ci ha consegnato per la preghiera individuale e la guerra al peccato. Ai grani piccoli, quelli tutti uguali, si recita "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di me peccatore." A quelli grandi si recita il "Gloria al Padre, Al Figlio e al Santo Spirito, ora e sempre, nei secoli dei secoli." 
Eppure, se vogliamo pregare per qualcun altro, ci sono delle formule brevi che ho raccolto da alcuni siti anglo-russi come questo... 
Dal quale ho tradotto ciò che segue. 
Ecco quindi alcune preghiere da recitare colla corda:


Per qualcuno
Dal sacramentario dei Vecchi Credenti, traslato nell'uso russo
Salva, o Signore, e abbi pietà del tuo servo N. e liberalo da ogni tribolazione, dolore e necessità,  da ogni malattia del corpo e dell'anima, perdonagli ogni trasgressione, volontaria e involontaria, e concedigli i mezzi per la Salvezza.

Preghiere per il Mondo intero selezione dal suo grande canone )
di san Silvano dell'Athos
- Io ti prego, o Signore, per ogni uomo, donna e bambino del mondo, affinché conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, per tutti coloro che soffrono dei malanni e delle infermità, e perché conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, per tutti coloro che vivono in luoghi di guerra, di fame, di dolore e di sofferenza, e perché conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, per i carcerati, affinché siano confortati, soccorsi e recuperati, e perché essi conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, illumina tutti coloro che compiono grandi peccati, procurano aborti o traviano il mondo, affinché costoro conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, affinché io possa amare i miei nemici, e io impari a conoscere il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, affinché io possa soccorrere coloro che hanno paura nel parlare della Verità, soprattutto il tuo clero, e perché tutti noi conosciamo il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, affinché i bambini nel mondo vengano tenuti lontano dalla perversione e da coloro che vogliono fare loro del male, e affinché crescano all'ombra del Tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, per gli sposi e per le spose, perché si amino come il primo giorno e perché non abbandonino il talamo delle nozze da Te benedette, e perché conoscano il tuo Spirito Tuttosanto.
- Io ti prego, o Signore, per tutto il Mondo, affinché conosca il Tuo Spirito Tuttosanto, Buono e Vivifico, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Per i defunti
Dal Sacramentario russo
Ricordati, o Signore, del tuo servo N. e salvalo dai tormenti della Geenna, e donagli la comunione alle delizie che hai preparato per coloro che hanno creduto in Te.

Preghiera per trovare un/una consorte
dal Sacramentario Russo, forma breve.
O Signore, io ti prego di adornarmi con la mansuetudine, la bontà, la modestia e la castità; Poiché io desidero seguire i tuoi comandamenti, e poiché non voglio io seguire i miei bassi istinti e le mie passioni, ma servire Te solamente; dal momento che hai detto "non è bene che l'Uomo sia solo", guarda a me che ti prego, e concedimi la grazia di un matrimonio onorabile.Dammi un/a consorte pio/a e irreprensibile, dedito al Tuo nome, cossiché insieme potremo lodarti, benedirti e seguire la tua volontà, e glorificare Te, Dio Compassionevole e Filantropo, Padre, Figlio, e Santo Spirito, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Per un pellegrino
Dal Sacramentario Russo, forma breve
O Signore Gesù Cristo, abbi pietà del tuo servo N. diretto verso un tuo santuario, poiché desideri che tutti gli uomini si salvino. Ricevi questa mia supplica poiché io piango dinnanzi a Te e Tu non rigetti nessuno poiché sei buono e filantropo. Amen. 







lunedì 23 febbraio 2015

I ruoli nella Chiesa: Il sacerdozio

Anticamente non vi era distinzione fra episkopos e presbyteros, fra vescovo e presbitero ( anziano). Adesso, il sacerdote è sinonimo di prete.
Il sacerdozio è uno degli ordini maggiori assieme al Diaconato che lo precede e all'Episcopato che è il coronamento della grazia presbiteriale. 


Il sacerdote, ormai, è una presenza indispensabile, ed è la guida e il pastore delle comunità parrocchiali, e agisce nella società, negli ospedali, nelle cappellanie militari e nella vita del popolo credente. 
La vita eroica del presbitero, lottatore contro la passione e sostegno incrollabile del popolo devoto al Signore, deve essere d'esempio per tutti noi. Tuttavia, è bene ricordare che è il Cristo che officia, e non il presbitero come tale che è solamente uno strumento di Dio, e pertanto le eventuali condotte poco ortodosse dei suoi sacerdoti non ricadono sull'azione vivificante dei Misteri da loro celebrati - ovviamente tranne il caso in cui il prete sia eretico, ma lì la Grazia non sussiste. 

Per l'Ordinazione presbiteriale, la chirotonia sacerdotale avviene dopo il Grande Ingresso, cosicché il nuovo sacerdote possa consacrare i Doni sull'Altare.

Fra i compiti del sacerdote, osserviamo che il prete deve:
- Predicare e insegnare il Vangelo di Nostro Signore in Chiesa, nella vita, nelle opere e negli insegnamenti quotidiani.
- Celebrare la Divina Liturgia, i Vespri e tutti gli altri offici.
- Seguire tutte le anime vogliose e bisognose di cura pastorale e spirituale, e che vogliono proseguire nel cammino della virtù.
- Impartire il Corpo e il Sangue di Cristo ai fedeli.
- Confessare i fedeli che desiderano riconciliarsi con Dio.
- Sposare, battezzare, e celebrare i funerali del popolo di Dio e ogni altro Mistero della Chiesa.




I ruoli nella Chiesa: Il Diaconato

La parola Diacono ( gr. διάκονος ) significa "servitore" perché nei tempi antichi era il nome di chiunque si affaccendasse all'altare, eccetto il Vescovo. Al giorno d'oggi, il Diaconato è il più basso dei tre ordini maggiori ( Diaconato - Presbiterato - Vescovato ).
A differenza della Chiesa cattolico-romana, il Diaconato nella Chiesa Ortodossa non è un semplice periodo di passaggio tra lo stato laicale e il presbiterato, ma è un ruolo seriamente attivo e carico di doveri, talmente tanti che molti ordinati decidono di dedicare la loro vita alla diaconìa e di non proseguire nel cammino sacerdotale. Anticamente il Diacono era l'aiutante del Vescovo, colui che si prendeva cura dell'aspetto finanziario della Chiesa, dei servizi di carità, dell'opere pie della chiesa locale, e anche, ovviamente, come supporto dell'Episcopo durante le funzioni liturgiche. Negli ultimi secoli, la figura del Diacono ha perso un po' i suoi tratti sociali ed è rimasta tuttavia un caposaldo della struttura liturgica.
Sebbene non cambi nulla ai fini della celebrazione, poiché il Diaconato è unico, all'interno della gerarchia vi sono dei particolari primati d'onore anche fra i diaconi. Il diacono di Cattedrale è chiamato protodiacono e in caso di liturgia con molti diaconi, lui è il coordinatore e il più importante fra loro. Il monaco ordinato diacono è chiamato iero-diacono e, in caso di concelebrazione con altri diaconi uxorati, a lui aspetta il primato poichè è monaco. Il diacono personale del Vescovo, che comunque è il superiore fra tutti i diaconi, è chiamato Arcidiacono. E' necessario essere stati diaconi per un periodo di tempo prima di essere ordinati ai gradi più alti della gerarchia. 
Il  Diacono, generalmente:
Canta il Vangelo durante i servizi divini.
Tiene un sermone, su benedizione episcopale o presbiteriale.
Gestisce il coro dei fedeli durante la recita del Credo e del Padre Nostro.
Svolge i servizi di Carità nella parrocchia e la amministra economicamente.
Mantiene il decoro pubblico durante le funzioni liturgiche e fuori da esse.
Svolge qualsiasi attività il presbitero o il vescovo gli comandino di fare.
In alcune giurisdizioni, come ad esempio nel Patriarcato di Romania, il diacono amministra l'Eucarestia con un calice separato rispetto a quello del sacerdote, ovviamente benedetto dal presbitero stesso.  Il Diacono è tenuto ad indossare la talare. Come abbigliamento liturgico indossa sopra la tonaca uno stichario e l'orar ( stola diaconale). Il Diacono NON può benedire, non può consacrare i Doni e non può fare una Liturgia da solo.L'Ordinazione al Diaconato così si svolge: La liturgia è officiata normalmente fino alla Consacrazione dei Divini Doni da parte del Vescovo. L'ordinando viene condotto a girare attorno all'altare per tre volte, poi viene fatto inginocchiare presso l'altare su un ginocchio solo e attende l'imposizione delle mani del Vescovo. Il Presule svolge la chirotonia diaconale sul postulante. Dopo le preghiere d'ordinazione, il nuovo diacono officia il suo primo atto pubblico, l'ectenia di ringraziamento prima della chiusura della Divina Liturgia.  

I ruoli nella Chiesa: Lettorato e Suddiaconato

Fratelli e sorelle carissimi,

Ho deciso di approfondire nei prossimi articoli il tema dell'organizzazione ecclesiastica, poiché ho molti amici ( anche se me ne viene in mente uno particolarmente) che presto saranno ordinati a ruoli differenti nella Chiesa: chi diacono, chi sacerdote, e chi lettore. La corretta comprensione del proprio ruolo nella gerarchia aiuta a comprendere come e dove muoversi, in quali ambiti possiamo far sentire la nostra voce e la nostra presenza attiva, e soprattutto cosa possiamo chiedere e in virtù di quale ruolo possediamo.

Il Lettorato è il più conosciuto fra i due ordini minori conferiti dalla Chiesa Ortodossa: l'altro è il suddiaconato. Il Lettore ha le seguenti prerogative:
- Può indossare la talare ( vedi: dovrebbe ) sia fuori che dentro l'edificio ecclesiastico. 
- Canta i Salmi e i brani delle Lettere, degli Atti o dell'Antico Testamento.
- Legge le Ore
- Canta i prochimeni, i tropari, le antifone
- Canta inni particolari richiesti durante i servizi liturgici straordinari ( es. Axios durante una ordinazione). 
Inoltre, visto il suo ruolo attivo, potrebbe anche essere un catechista o fare parte del Coro.
Il parato liturgico che gli è proprio è lo stichario ( dalmatica ) ma non è necessario che lo indossi, sopratutto se è nel coro. 
Il Lettore viene ordinato in questo modo: durante la liturgia il Vescovo pone addosso al futuro Lettore un felonio, vero o in miniatura, e recita la chirotesia. Dopo di ciò, viene chiesto al neo-lettore di leggere un brano a caso delle sante Scritture, e viene ammesso a servire la Liturgia. 


Il Suddiaconato è una forma particolare di accolitato, del quale il suddiacono condivide i ruoli principali.  Tuttavia, il Suddiacono ha dei doveri in più rispetto ad un servitore d'altare. 
- Indossa la talare durante i servizi divini
- Pulisce il presbiterio.
- Governa gli accoliti durante la liturgia.
- E' il servente deputato al Vescovo in caso di liturgia episcopale.
- Tiene pulita la sagrestia e tenere in buono stato i paramenti del clero.
- Soccorre il sacerdote in tutte le sue necessità durante le officiature.
- Veste e sveste il Vescovo dei suoi paramenti liturgici.
- Distende o apre il Velo delle Porte e le Porte Regali stesse
- Sorregge il Messale quando il Vescovo officia, dinnanzi a lui.
- Porta il dikiri o il trikiri del vescovo durante la Liturgia. 
Il Suddiacono indossa lo stichario e le due stole suddiaconali incrociate. L'Ordinazione del Suddiacono avviene in questo modo: dopo il Salmo 90 dell'Ora Sesta, prima della Liturgia, il postulante viene presentato da due suddiaconi al Vescovo. L'ordinando viene fatto prostrare tre volte verso l'altare e poi altre tre volte davanti al Presule: i suoi suddiaconi presentano lo stichario e le stole suddiaconali al vescovo, il quale benedice i parati, e i due vestono così il postulante dinnanzi agli occhi di tutti. Il Vescovo poi benedice per tre volte il postulante facendo il segno di croce su di lui, poi recita le preghiere d'ordinazione. Fatto ciò, il suddiacono nuovamente si prostra e l'anziano lo prende per la spalla e lo alza, presentandolo all'assemblea. Il novello suddiacono poi di nuovo si prostra dinnanzi all'Episcopo il quale lo segna nuovamente e lo benedice, l'ordinato si alza, bacia le mani del vescovo e la Liturgia riprende il suo ritmo. Un suddiacono anziano lo ha condotto davanti all'Icona della Madre di Dio e ha recitato con lui le preghiere silenti. Il nuovo suddiacono sosta sulla solea fino all'Inno dei Cherubini, con indosso i paramenti ma senza servire, fino a quando assieme agli altri suddiaconi non lava le mani del Vescovo, e rientra in altare. Alla processione dei Doni al Grande Ingresso il novello suddiacono conclude la processione con l'acqua benedetta, e la lascia poi al popolo in modo che esso si bagni con quella. Egli poi ritorna al suo posto sulla solea fino alla conclusione dell'Anafora, riportando l'acqua benedetta, e unendosi agli altri suddiaconi. 


sabato 21 febbraio 2015

Il Cristiano porti frutto ( S. Giovanni Crisostomo)

Niente è più freddo di un cristiano, che non si interessa della salvezza degli altri. Non puoi, a questo proposito, prendere come scusa ,la tua povertà: la vedova che offrì le due monetine si leverebbe ad accusarti. Anche Pietro disse: Non ho né oro né argento (At. 3, 6) e Paolo era talmente povero, che spesso soffriva la fame e mancava del cibo necessario. Non puoi appellarti all'umiltà della tua nascita: anch'essi erano gente oscura, nati da umile condizione. Non puoi mettere avanti come pretesto la tua ignoranza: anch'essi erano gente incolta. Anche se tu fossi uno schiavo, un fuggiasco perfino, potresti ugualmente compiere tutto quello che dipende da te, perché anche Onesimo era uno schiavo: eppure guarda a che dignità fu chiamato!... Non puoi prendere come scusa la tua debolezza fisica: anche Timoteo era debole di salute e aveva molti mali. Come testimonianza delle sue infermità senti cosa gli dice S. Paolo: Fa' uso anche di un po' di vino, motivo del tuo stomaco delle tue frequenti in disposizioni (1 Tim. S, 23). Qualsiasi persona può portare aiuto al suo prossimo, se desidera fare tutto quello che può.
Non vedete come sono vigorosi, come sono belli, slanciati, piacevoli, lussureggianti gli alberi senza frutto? Ma se noi possedessimo un giardino, preferiremmo avere dei melograni o degli ulivi che sono molto più produttivi. Gli alberi belli servono per dare gioia, ma non per rendere guadagno: la loro utilità è minima. Coloro che pensano a se stessi sono come alberi sterili: anzi, in un certo senso, non sono nemmeno tali perché servono soltanto per essere bruciati. Gli alberi senza frutto, almeno, possono servire per costruire o rendere solidi gli edifici. Tali erano le vergini stolte: certo, erano pure, belle e modeste, ma non erano utili a nessuno e per questo furono bruciate. Come loro sono tutti quelli che non nutrono il Cristo. Guarda: nessuno di questi è accusato dei suoi peccati personali, dei suoi adulteri, dei suoi spergiuri, o altro. Niente di ciò: vengono accusati di non essersi resi utili al prossimo. Come può essere cristiano chi fa così? Dimmi un po': se il lievito mescolato alla farina non fa lievitare tutta la pasta, è forse lievito? E se il profumo non avvolge del suo soave odore tutti quelli che si avvicinano, lo chiameremo ancora profumo?
Non dire: mi è impossibile trascinare gli altri; se tu sei cristiano, è impossibile che questo non avvenga. Come è vero che le realtà naturali non possono essere in contraddizione fra di loro, 'così anche per quello che abbiamo detto: operare il bene è insito nella natura stessa del cristiano. Se tu affermi che un cristiano è nell'impossibilità di portare aiuto agli altri, offendi Dio e gli dai del bugiardo. Sarebbe più facile per la luce essere tenebra, che per un cristiano non diffondere luce attorno a sé. Non dire: è impossibile. E' il contrario che è impossibile. Non fare violenza a Dio.
Omilia k' - eis tas Praxeis ton apostolov- PG. 60, 162-164

giovedì 19 febbraio 2015

Il digiuno della Quaresima ( san Leone Magno )

Disc. 6 sulla Quaresima, 1, 2; PL 54, 285-287

La sacra purificazione per mezzo del digiuno e della misericordia
Sempre, fratelli carissimi, della grazia del Signore è piena la terra ( Sal 33, 5) e la stessa natura, che ci circonda, insegna a ciascun fedele a onorare Dio. Infatti il cielo e la terra, il mare e quanto si trova in essi proclamano la bontà e l'onnipotenza del loro Creatore. E la meravigliosa bellezza degli elementi, messi a nostro servizio, non esige forse da noi, creature intelligenti, un doveroso ringraziamento?
Ma ora ci viene chiesto un completo rinnovamento dello spirito: sono i giorni dei misteri della redenzione umana e che precedono più da vicino le feste pasquali.
E' caratteristica infatti della festa di Pasqua, che la Chiesa tutta goda e si rallegri per il perdono dei peccati: perdono che non si concede solo ai neofiti, ma anche a coloro che già da lungo tempo sono annoverati tra i figli adottivi. Certo è nel lavacro di rigenerazione che nascono gli uomini nuovi, ma tutti hanno il dovere del rinnovamento quotidiano: occorre liberarsi dalle incrostazioni proprie alla nostra condizione mortale. E poiché nel cammino della perfezione non c'è nessuno che non debba migliorare, dobbiamo tutti, senza eccezione, sforzarci perché nessuno nel giorno della redenzione si trovi ancora invischiato nei vizi dell'uomo vecchio.
Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggior sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati.
A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell'elemosina, la quale sotto il nome unico di «misericordia» abbraccia molte opere buone. In ciò i fedeli possono trovarsi uguali, nonostante le disuguaglianze dei beni.
L'amore che dobbiamo ugualmente a Dio e all'uomo non è mai impedito al punto da toglierci la possibilità del bene. Gli angeli hanno cantato: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2, 14). Ne segue che diventa felice e nella benevolenza e nella pace, chiunque partecipa alle sofferenze degli altri, di qualsiasi genere esse siano.
Immenso è il campo delle opere di misericordia. Non solo i ricchi e i facoltosi possono beneficare gli altri con l'elemosina, ma anche quelli di condizione modesta o povera. Così disuguali nei beni di fortuna, tutti possono essere pari nei sentimenti di pietà dell'anima.

mercoledì 18 febbraio 2015

Essere Ortodossi in Giappone - intervista ad un sacerdote giapponese


Il 16 febbraio le Chiese di Vecchio Calendario hanno celebrato la memoria del grande isoapostolo Nicola, primo Vescovo del Giappone e Illuminatore del Sol Levante. A tal proposito, per aprire una piccola finestrella sul mondo missionario dell'Ortodossia, ho cercato e trovato un sacerdote ortodosso giapponese disposto a farsi intervistare. L'intervista si è svolta in Inglese e per corrispondenza telematica, ma propongo qui direttamente la traduzione italiana. Così, il padre Gregorio Mizuno, arciprete della Chiesa della Santa Protezione della Deipara in Yokohama, ha risposto alle mie domande circa la Chiesa Ortodossa Giapponese.
Il sacerdote Gregorio Mizuno, arciprete della Chiesa Ortodossa Giapponese a Yokohama, esercita il suo ministero da sei anni, assistito dalla moglie e dalla sua famiglia. Ci racconterà adesso la "sua" ortodossia, la santa fede vissuta nell'Estremo Oriente.

Reverendo padre, innanzi tutto, grazie per avere deciso di rispondere alle mie domande.

Non si preoccupi, tutto ciò che è utile allo sviluppo e alla conoscenza dell'Ortodossia nel mondo, non può essere che ben accetto.

Icona nipponica di San Nicola del Giappone, cristianizzatore


Tutti gli Ortodossi conoscono a grandi linee l'arrivo dell'Ortodossia in Giappone, ad opera del santo vescovo Nicola. Ma al giorno d'oggi, quanti sono gli Ortodossi in Giappone? 
Sebbene il santo Nicola abbia portato alla conversione 30'000 anime nell'arco del suo apostolato, al giorno d'oggi i cristiani ortodossi giapponesi sono meno di 10'000. Pensi che, assieme a tutti gli altri cristiani - luterani e cattolici - siamo meno dell'1% della popolazione giapponese. Appena un milione di persone. 

Il clero in Giappone è autoctono o proviene da paesi tradizionalmente ortodossi? In Quale lingua svolgete le azioni liturgiche?
Il Clero è totalmente giapponese. Abbiamo un paio di sacerdoti russi nella Cattedrale di Nikolaj-do a Tokyo, come assistenti del Metropolita, e un paio di suore russe che vivono come eremite nella prefettura di Chiba. La lingua che usiamo è, ovviamente, il giapponese! Certo non è il giapponese che si usa al mercato, ma la lingua aulica.


Ci sono segni di una inculturazione, di una nipponizzazione dell'Ortodossia?
Certamente. Ci sono, a distanza di un secolo e mezzo, alcuni allontanamenti dalla matrice russa di provenienza. Ad esempio l'iconografo Rin Yamashita inizia a dipingere in modo più personalistico. Ad ogni modo, un ragazzo giapponese è stato accettato dal Metropolita Ilarion ( Alfeev) e ordinato diacono. 
I paramenti liturgici si adattano più al nostro stile, ma non è importante. E poi facciamo la grande benedizione del riso. 

La Chiesa Ortodossa Giapponese ha contatti con altre giurisdizioni ortodosse?
Partecipiamo come possibile ( in Giappone esiste una sola chiesa ortodossa autocefala, ndr) alle iniziative all'estero. Abbiamo inviato un carico di medicinali in Africa, per l'emergenza Ebola, nella missione greca nella città di Freetown, come sostegno alla popolazione povera.

Come sono i rapporti fra i cristiani di differente credo, in Giappone? C'è l'Ecumenismo? E i rapporti con lo Stato Giapponese come si sviluppano?
In genere no, non c'è contatto. Ad ogni modo, siamo talmente pochi che già incontrare due cristiani è un avvenimento eccezionale! il Governo Giapponese non riconosce nessuna religione da quando c'è stata la capitolazione ( 1945, dichiarazione di umanità dell'Imperatore, ndr), forse solamente il Buddismo per la sua diffusione è calcolato dalle autorità.

C'è una presenza monastica in Giappone?
Se evitiamo quelle due suore eremite che ho citato prima, non vi è alcun monastero né alcun monaco sul suolo giapponese. Solo i nostri vescovi sono attualmente gli unici monaci giapponesi.

Padre, lei crede che concretamente l'Ortodossia in Giappone crescerà?
Onestamente, lo scoglio più grande è l'ignoranza del popolo giapponese del messaggio di Cristo. Dobbiamo darci da fare, scrivere libri, comporre cd musicali, scrivere articoli, farsi vedere. Dobbiamo perseverare nella Missione.

La ringrazio per le sue risposte e il suo tempo, padre. Le auguro ogni bene e prego per la Chiesa Giapponese.
Piacere mio, signor Marco. Che Dio ti benedica e ci benedica, amen!



Il Vescovo di Sapporo che celebra i vespri nella chiesa dei Santi Angeli Celesti

Le fotografie sono state gentilmente concesse dal padre Gregorio e provengono dalla sua collezione privata.







Tornate a Dio ( s. Girolamo )

Ritornate a me con tutto il vostro cuore" (Gl 2,12) e mostrate la penitenza dell'anima con digiuni, pianti e battendovi il petto: affinché, digiunando adesso, dopo siate satollati; piangendo ora, dopo ridiate; battendovi ora il petto, dopo siate consolati. Nelle circostanze tristi ed avverse vi è consuetudine di strapparsi le vesti. Così fece, secondo il vangelo, il sommo Sacerdote per rendere più grave l'accusa contro il Signore, nostro Salvatore, e così pure Paolo e Barnaba all'udire parole blasfeme. Ebbene Gioele dice: "Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all'ira e ricco di benevolenza" (Gl 2,13). 
Ritornate dunque al Signore vostro Dio, da cui vi siete allontanati per il male che avete fatto, e non disperate mai del perdono per la gravità delle colpe, perché l'infinita misericordia le cancellerà tutte per quanto gravi. Il Signore infatti è buono e misericordioso. Vuole piuttosto la penitenza che la morte del peccatore. E paziente e ricco di compassione e non imita l'impazienza degli uomini, ché anzi aspetta per lungo tempo la nostra conversione. Il Signore "è misericordioso e benigno, tardo all'ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura. Chi sa che non cambi …" (Gl 2,13-14). È pienamente disposto a perdonare e a pentirsi della sentenza di condanna che aveva preparata per i nostri peccati. Se noi ci pentiamo di quanto abbiamo fatto di male, egli si pentirà della decisione di castigo che aveva preso e del male che aveva minacciato di farci. Se noi cambiamo vita anch'egli cambierà la sentenza che aveva predisposto. Quando diciamo che ci ha minacciato del male, certo non ci riferiamo a un male morale, ma a una pena dovuta giustamente a chi ha mancato.Gioele dopo aver rilevato la misericordia di Dio verso chi si pente, soggiunge: "Chi sa che non cambi e si plachi e lasci dietro a sé una benedizione" (Gl 2,13-14). Il profeta intende dire: lo assolvo il mio mandato, vi esorto alla penitenza perché so che Dio è oltremodo clemente, come si ricava anche dalla preghiera di David: "Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia: nella tua grande bontà cancella il mio peccato" (Sal 50,1.3). Però siccome non possiamo conoscere la profondità delle ricchezze della sapienza e della scienza di Dio - è sempre il pensiero del profeta Gioele - mitigo la mia affermazione e, più che presumere, auguro dicendo: "Chi sa che non cambi e si plachi?". Dicendo: "Chi sa?" bisogna intendere che è cosa impossibile, o per lo meno difficile a sapersi.La frase: Offerta e libazione per il Signore nostro Dio (cfr. Gl 2,14) l'interpretiamo così: dopo che il Signore avrà elargito la sua benedizione e avrà perdonato i nostri peccati, noi possiamo offrire i nostri sacrifici a Dio. 

Commento a Gioele, S. GirolamoPL 25,967-968
In foto: San Girolamo, Giotto 

lunedì 16 febbraio 2015

Litanie Mariane Aquileiesi - Latinità Ortodossa

Generosamente inviate dal servo di Dio Davide Mossenta, che ringrazio sentitamente.
Il Patriarcato di Aquileia fu una realtà metropolitana locale subordinata all'autorità del pontefice romano, fin dal VI secolo d.C.; il primo patriarca fu Paolino I, intronizzato nel 561. 


In foto, l'antica pergula della chiesa di Santa Maria delle Grazie 

Le litanie, antichissime, sono ormai in completo disuso nelle diocesi cattoliche, e a mio avviso fanno parte di quelli che possiamo chiamare "akatisti occidentali", nel senso che erano concepiti per essere responsoriali e comunitari, ma anche privati, proprio come gli akatisti. Alcuni esempi di litanìe latine sono quelle alla Trinità, quella Laurentane ( entrambe utilizzate dalle diocesi ortodosse di rito latino), la litania al Santissimo Sacramento ( che da parte ortodossa può essere invocata se è presente un miracolo eucaristico, ad esempio a Lanciano), Litanie ai santi la cui più famosa è quella a san Benedetto da Norcia. 
La lìtania lasciò il posto, gradualmente, all'uso pubblico del rosario recitato in chiesa; questa prassi in Oriente l'ha avuta lo sviluppo dell'Innologia Acatista. 

Ecco a voi il testo delle Litanie Mariane d'Aquileia, da aggiungere sicuramente al vostro compendio privato.

Signore pietà
Cristo pietà
Cristo esaudiscici
Dio Padre dal cielo, abbi misericordia di noi
Figlio Redentore del mondo Dio, abbi misericordia di noi
Spirito Santo Dio, abbi misericordia di noi
Tu che sei Dio trino e unico, abbi misericordia di noi
Santa Madre di Dio, aiutaci
Santa Maria Santissima Madre di Cristo, prega per noi
Santa Maria Vergine delle vergini, prega per noi
Santa Maria Vergine Madre di Dio, prega per noi
Santa Maria Madre senza opera d’uomo, prega per noi
Santa Maria Madre inviolata, prega per noi
Santa Maria Vergine perpetua, prega per noi
Santa Maria piena di grazia di Dio, prega per noi
Santa Maria Figlia del Re eterno, prega per noi
Santa Maria Madre di Cristo e sposa, prega per noi
Santa Maria Tempio dello Spirito Santo, prega per noi
Santa Maria Regina dei Cieli, prega per noi
Santa Maria signora degli Angeli, prega per noi
Santa Maria Scala del Cielo, prega per noi
Santa Maria Porta del Paradiso, prega per noi
Santa Maria Madre e Signora, prega per noi
Santa Maria Vera Speranza, prega per noi
Santa Maria Vergine dolcissima, prega per noi
Santa Maria Madre nostra, prega per noi
Santa Maria speranza di tutti i Fedeli, prega per noi
Santa Maria carità perfetta, prega per noi
Santa Maria nostra sovrana, prega per noi
Santa Maria Madre di Misericordia, prega per noi
Santa Maria Fonte della Dolcezza, prega per noi
Santa Maria Madre del Principe eterno, prega per noi
Santa Maria Madre del vero consiglio, prega per noi
Santa Maria Madre della nostra fede, prega per noi
Santa Maria nostro conforto, prega per noi
Santa Maria che per te si rinnova ogni creatura, prega per noi
Santa Maria che generi la luce eterna, prega per noi
Santa Maria che porti tutti i pesi, prega per noi
Santa Maria Virtù della Divina Incarnazione, prega per noi
Santa Maria talamo del Tesoro celeste, prega per noi
Santa Maria che dai alla luce il Creatore, prega per noi
Santa Maria arcano del Consiglio celeste, prega per noi
Santa Maria Tesoro dei Fedeli, prega per noi
Santa Maria nostra vera salvezza, prega per noi
Santa Maria bellissima Signora, prega per noi
Santa Maria sorridente e piena di letizia, prega per noi
Santa Maria Madre della vera gioia, prega per noi
Santa Maria nostro viaggio verso Dio, prega per noi
Santa Maria Avvocata nostra, prega per noi
Santa Maria chiarissima Stella del cielo, prega per noi
Santa Maria più bianca della Luna, prega per noi
Santa Maria che abbagli la luce del Sole, prega per noi
Santa Maria Madre del Dio eterno, prega per noi
Santa Maria che annienti l’artefice della nostra perdizione, prega per noi
Santa Maria che annienti le tenebre della notte eterna, prega per noi
Santa Maria fonte della Vera Sapienza, prega per noi
Santa Maria nostro inestimabile gaudio, prega per noi
Santa Maria nostro premio, prega per noi
Santa Maria desiderio della Patria Celeste, prega per noi
Santa Maria Specchio della Divina contemplazione, prega per noi
Santa Maria piena di ogni dolcezza, prega per noi
Santa Maria fiore celeste, prega per noi
Santa Maria piena di ogni onore, prega per noi
Santa Maria porta della vita celeste, prega per noi
Santa Maria che apri e chiudi le Porte, prega per noi
Santa Maria attraverso la quale si accede a Dio, prega per noi
Santa Maria rosa che non può appassire, prega per noi
Santa Maria splendore degli Angeli, prega per noi
Santa Maria fiore dei Patriarchi, prega per noi
Santa Maria desiderio dei Profeti, prega per noi
Santa Maria tesoro degli Apostoli, prega per noi
Santa Maria lode dei Martiri, prega per noi
Santa Maria glorificazione dei Sacerdoti, prega per noi
Santa Maria Vergine senza macchia, prega per noi
Santa Maria bellezza delle Vergini, prega per noi
Santa Maria esempio di Castità, prega per noi
Santa Maria più preziosa di tutto il mondo, prega per noi
Santa Maria più desiderabile di ogni tesoro, prega per noi  
Santa Maria più alta del cielo, prega per noi
Santa Maria più nitida degli angeli, prega per noi
Santa Maria letizia degli Arcangeli, prega per noi
Santa Maria esaltazione di tutti i Santi, prega per noi
Santa Maria onore, lode e gloria nostra, prega per noi
Santa Maria dolcissima Madre nostra e Signora, prega per noi
Santa Maria piissima Regina, prega per noi
Santa Maria gloriosa Accuditrice, prega per noi
Santa Maria Verga di Jesse, prega per noi
Santa Maria Verga di Aronne, prega per noi
Santa Maria più fruttificante dell’olivo, prega per noi
Santa Maria Madre dei desolati, prega per noi
Santa Maria protezione dei peccatori, prega per noi
Santa Maria consolazione dei disperati, prega per noi
Santa Maria refrigerio dei miseri, prega per noi
Santa Maria fonte di misericordia, prega per noi
Santa Maria fontana da giardino, prega per noi
Santa Maria gloria delle Vergini, prega per noi
Santa Maria Vergine senza peccato, prega per noi
Santa Maria Stella del Mare, prega per noi
Cristo ascoltaci
Cristo Esaudiscici
Signore Pietà

venerdì 13 febbraio 2015

Carnevale, come viverlo in chiesa? - Riflessioni di un clerical Chic

Carissimi fratelli e sorelle,
Questa sera vi voglio parlare del Carnevale. La visione della mia sorellina vestita da Gatta Nera ha destato in me una delle mie solite mirabolanti riflessioni che ontologicamente ammorbano le mie giornate.
Il Carnevale oggidì, manco a farlo apposta, non ha più il suo ruolo catartico di "festa di capovolgimento" che possedeva nei secoli passati, insomma, non è più utile né legato in alcun modo al senso per cui è nato.
Il Carnevale era difatti il giorno che precedeva l'inizio della Quaresima ( il Mercoledì delle Ceneri nel mondo Latino) e deriva dalle parole Carne-levare, e corrisponde esattamente alla maslenitza dei russi. Era un giorno giocoso, di festa, prima della seria preparazione ai misteri pasquali. Era, insomma, l'ultima occasione di gaudio prima che l'intera società si dedicasse alla Quaresima con solennità, cosa che oggi non avviene più coi ritmi sociali come era fino al secolo scorso. Nessun governo infatti, ai nostri tempi, osa suonare le campane, organizzare processioni penitenziali, vietare i mercati della carne, delle sigarette, o che so io, per aiutare i cristiani nella loro Quaresima. Questo era il Carnevale, una giornata "folle" per gli standard degli antichi, prima del sonno dei sensi. 

Alcune fantomatiche scuole storiografiche vorrebbero ricondurre l'origine di questa festa niente poco di meno che ai Saturnali degli antichi romani, secondo una certa linea di pensiero che vuole il Cristianesimo come una sorta di ladro dei riti altrui. Piuttosto, i Saturnali erano - come è noto - una serie di giornate che cadevano, è vero, nello stesso periodo del Carnevale, ma che non avevano lo stesso senso. Difatti, i Saturnali erano uno sfogo sociale-politico, il Carnevale invece è uno sfogo sociale-religioso. I Saturnali permettevano ai servi di essere padroni per un giorno, e i padroni servivano i loro servi, i ruoli si invertivano, ma il giorno seguente gli schiavi tornavano a ramarrare la terra e a venire troncati di botte, esattamente come il giorno precedente al Saturnale. Nel Carnevale, lo ripeto ancora una volta, ci si svagava in vista della Quaresima incipiente. 

La prima nota certa di un Carnevale come lo conosciamo ce la riporta lo studioso Jean Claude Schmitt nel suo Medioevo Superstizioso, quando nella Parigi del 1444 alcuni chierici della facoltà di Parigi crearono un finto vescovo e lo portavano a giro in una bagorda processione. Ovviamente l'ordinario del luogo proibì simili vezzi, i quali portavano addirittura a finte messe esercitate sugli altari delle chiese in subbuglio. Pare questa prassi dei << finti vescovi pazzi >> sia poi passata di luogo in luogo, fino ad approdare nella Venezia rinascimentale nella quale il vizio era il vero e unico Doge. La mascherata nacque come efficace strumento di anonimato in una città ove, nei giochi e nei divertimenti, si potevano uccidere avversari politici oppure portare informazioni segrete e vendere le proprie grazie senza venir scoperti.

La lotta del pensiero moderno nel mondo occidentale ha presto esaltato il Carnevale come festa gioiosa in contrasto con la quaresima triste e distruttiva dei "cattolici", esagerandola poi attraverso il Consumismo il quale, come è noto, mercifica anche la propria mamma, rendendola così solamente un'altro giorno dove spendere, comprare e di nuovo spendere. Il mondo slavo, con la sua Maslenitza, ha veramente conservato il significato autentico del Carnevale ed è da qui che dobbiamo ripartire, per vivere degnamente e cristianamente questa piccola festa, perchè questa, alla fine, è proprio una occasione di festa.

Quindi, in soldoni, cos'è il Carnevale? è una occasione sociale, per divertirsi, vedere gli amici, mangiare in compagnia, e non una festa pagana rubata, ma un giorno importante prima della grande Quaresima, prima della preparazione seria e concentrata della Chiesa nel viaggio verso il Golgota, verso il Grande Sabato e poi verso la luminosa, gioiosa e vittoriosa notte di Pasqua.


giovedì 12 febbraio 2015

La Vittoria della Croce di Cristo ( di p. Ioannis Romanidis )

 Tradotto dal francese dal servo di Dio Raffaele Guerra
apparso sul n.22 della rivista Synaxe - La vita in Cristo, del protopresbitero Ioannes Romanidis

Partecipazione sacramentale alla Vittoria della Croce
La partecipazione alla vittoria della Croce non è solo una speranza per il futuro, ma una realtà presente (Ef. 2:13-22). È donata a coloro che sono battezzati (Rom. 6:3-4) ed è radicata nel Corpo di Cristo (Gv. 15:1-8). Non c’è tuttavia alcuna magica garanzia di salvezza e di partecipazione continuata alla vita di Cristo (Rom. 9:19-20).
Cristo è venuto a distruggere il potere della discordia unendo coloro che credono in Lui nel suo Corpo. Il segno esteriore della Chiesa è l’unità d’amore (Gv. 17:21), mentre il centro e la fonte di tale unità è l’Eucarestia: «Perciocchè vi è un medesimo pane, noi, benché molti, siamo un medesimo corpo; poiché partecipiamo tutti a un medesimo pane» (I Cor. 10:17). Il Battesimo e la Cresima ci radicano nel Corpo di Cristo, mentre l’Eucarestia alimenta la nostra vita in Cristo e ci unisce l’un l’altro mediante la “inabitazione”del santo Spirito nei nostri corpi (I Cor. 10:17). La fede non è sufficiente per la salvezza. I catecumeni, che erano già “credenti”, dovevano vigilare prima di ricevere il battesimo, rifiutando ogni cosa che il mondo considerasse come “vita normale” nel corpo corrotto del peccato e della morte, per essere resuscitati nell’unità dello Spirito, ovvero per essere fusi con altri membri di una comunità locale in Cristo e nella comune vita di amore. L’ortodossia ignora ogni forma di amore sentimentalistico per l’umanità. È insieme con individui concreti che dobbiamo essere uniti per vivere in Cristo. L’unica via che apre all’amore di Cristo è quella di un vero amore per gli altri. «Io vi dico in verità, che, in quanto l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, voi l’avete fatto a me» (Mt. 25:40).
L’amore nel Corpo di Cristo non consiste in vaghe astrazioni che esprimano il bisogno di servire ideologie o cause umane. L’amore, secondo l’immagine del Cristo, consiste nella crocifissione al mondo e non è altro che la liberazione del sé da tutte le idee vaghe, per vivere nella complessità della vita comune, cercando di amare Cristo nel corpo di un fratello che ha esistenza concreta. È facile parlare di amore e benevolenza, ma è molto difficile aprirsi ad una relazione sincera e intima con chi ha un’origine diversa dalla propria. Ad ogni modo, è la morte e la resurrezione in Cristo ad aver fondato una comunità di santi che non pensano a se stessi, né alle loro opinioni, ma esprimono continuamente il loro amore per Cristo e per gli altri esseri umani, cercando di umiliare se stessi come Cristo fu umiliato. Ciò che non era possibile sotto la legge della morte è divenuto possibile attraverso l’unità nello Spirito della vita.

 Come conquistiamo oggi la Vittoria della Croce
Lungo la sua storia, la Chiesa ha dovuto combattere il peccato e la corruzione fra i suoi stessi membri, e spesso nel suo stesso clero. Comunque, in ogni epoca conosceva i mezzi appropriati, così come è stata sempre capace di discernere il nemico. La Chiesa sussiste nella verità non perché tutti i suoi membri siano senza peccato, ma perché la vita sacramentale è sempre presente in Lei, e contro di Lei il Demonio è senza difesa. «Quando ci si raduna spesso nello stesso luogo (epi to auto), il potere di Satana è distrutto» (Sant’Ignazio di Antiochia, Lettera agli efesini, 13). Ogniqualvolta i membri di una comunità si riuniscono per celebrare l’Eucarestia e sono nella condizione di scambiarsi il bacio di pace per comunicare insieme nel Corpo e nel Sangue di Cristo, il demonio è sconfitto. Ad ogni modo, quando un membro del corpo di Cristo comunica indegnamente, egli mangia e beve la dannazione di sé (I Cor. 11:29). Quando un cristiano non comunica al Corpo e al Sangue di Cristo in ogni Eucarestia, è spiritualmente morto (Gv. 6:53). La Chiesa ha rifiutato categoricamente di approvare la pratica secondo la quale un gran numero di cristiani frequenta l’Eucarestia, ma solo pochi partecipano alla comunione. L’orientamento spirituale, la partecipazione alla preghiera e la comunione sono inseparabili (settimo Canone Apostolico; San Giovanni Crisostomo, Terza omelia sugli efesini). «Che nessuno s’inganni: fuori dal santuario, si è privati del Pane di Dio… colui che non si unisce alla Chiesa, ha mostrato il suo orgoglio e ha condannato se stesso» (Sant’Ignazio di Antiochia, Ef. 5). La tradizione biblica e quella patristica convergono su un punto: colui che è un membro vivente del Corpo di Cristo, è morto al potere della morte e vive nel rinnovamento dello Spirito della vita. Per questa ragione, coloro che rinnegavano Cristo durante le persecuzioni, anche dopo ore di torture, erano ritenuti scomunicati. Una volta che un cristiano moriva con Cristo al battesimo, ci si aspettava che sarebbe stato disposto a morire in qualunque altro momento nel nome di Cristo. «Ma chiunque mi avrà rinnegato davanti agli uomini, io altresì lo rinnegherò davanti al Padre mio che è ne’ cieli» (Mt. 10:33). Il decimo canone del Primo Concilio Ecumenico non sancisce il mero divieto di ordinare chiunque ha rinnegato il Cristo durante una persecuzione, ma dichiara l’automatica non- validità di una tale ordinazione, anche se ha luogo nella non consapevolezza dell’ordinatore. Tutti coloro poi che abbiano proceduto scientemente a un’ordinazione del genere sono privati essi stessi del sacerdozio. Quali seri trasgressori quindi del voto battesimale sono coloro che non vanno in chiesa per pigrizia! Il lassismo che oggi il nostro clero avalla riguardo alla nostra pratica sacramentale è ancora più inaccettabile! Se il cristiano veniva scomunicato per aver rinnegato Cristo dopo ore di torture fisiche, coloro che, settimana dopo settimana, scomunicano se stessi sono ancora più condannabili.
Il carattere e i metodi del Demonio non sono cambiati. È rimasto uguale a se stesso, come ha scritto Paolo, capace di trasformarsi «in angelo di luce» (II Cor. 11:14). Il potere della morte nel mondo rimane il medesimo. I mezzi della salvezza, la morte del battesimo e la vita dell’Eucarestia, restano quindi gli stessi (almeno nei libri liturgici della Chiesa). I canoni della Chiesa non furono mai cambiati. Noi leggiamo sempre le medesime Scritture approvate dai nostri Padri. Come si spiega, dunque, la nostra debolezza moderna? Essa non è mai stata così evidente. Può esserci una sola risposta. I membri della Chiesa non stanno combattendo il male nello spirito della Bibbia. Troppi cristiani strumentalizzano la Chiesa per interessi privati e interpretano la dottrina di Cristo secondo sentimenti privati. Il compito essenziale cui deve assolvere oggi la gioventù ortodossa è di ritornare alla verità degli Apostoli e dei Padri e non incedere secondo la legge del principe dell’oscurità e gli elementi di questo mondo. Per questa ragione Cristo è morto. Rinnegare questo è come rinnegare la Croce e il sangue dei martiri. Prima di criticare “l’inflessibilità” della dottrina patristica, il moderno ortodosso deve tornare ai presupposti scritturistici della vita in Cristo e vigilare attentamente per non pervertire la Sua dottrina.