giovedì 24 settembre 2015

La nascita della Chiesa Danese - Storia della Chiesa

Come per quasi tutti i popoli cristianizzati nel primo Medioevo, anche il popolo Danese deve la Salvezza dell'unico Dio al suo monarca.

Dopo la morte di Carlo Magno in Europa vi sono nuovamente lotte di potere per la successione e la formazione di nuovi regni. In questo clima di sangue e vendetta, il re dei danesi Harold Klak Halfdalsson (785-852), il quale si è convertito dopo essere stato prigioniero in esilio, torna in Danimarca seguito da due monaci, Ansgar e Poppo, il quale lo battezzerà, promuovendo la formazione cristiana del suo pese coi classici tratti dei monarchi cristiani: fondazione di chiese, benedizione a costruire conventi e monasteri, incentivi ai sacerdoti stranieri per il trasferimento in Danimarca. 


conversione dei sassoni, Alfonse de Neuville

Sant'Ansgar, noto anche come Cristianizzatore dei Danesi, nacque in Piccardia ( Francia ) nel 801. Divenuto monaco dotto nel monastero di Nuova Corbie in Westfalia ( Germania ), educato da Sant'Adalberto e da Pascasio Radberto, partì volontario al seguito di Harold sebbene i suoi amici gli sconsigliassero di andare fra i pericolosi pagani nordici. Ansgar e Poppo arrivano con la Bibbia, una croce pettorale e un Messale: e con questi soli strumenti ottengono il permesso di Harald per fondare una scuola teologica nello Jutland, Dal momento che Harald conquisterà anche la Norvegia, Ansgar si muove verso quelle terre e approda a Birka, la famosa città commerciale vichinga, nella quale fa sei convertiti nel giro di poche ore. 
Spinto da Harald a ottenere l'episcopato, per i suoi meriti venne chiamato da Papa Gregorio IV a Roma per ricevere il pallio vescovile, accadimento che avvenne nel novembre del 831. 
Le diocesi di Malburg e di Reims reclamavano invece entrambe il ruolo di potestà della missione nordica, e invece Harald, come ogni re dell'epoca, subito tentò di creare una chiesa locale indipendente dagli influssi carolingi. Pertanto, quando Ansgar tornò qual vescovo vagante ( cioè senza sede ) per la Missione, il cristianesimo nordico crebbe esponenzialmente. Nel 845, durante la guerra civile, i Danesi razziano Amburgo e depredano le chiese, portando a casa libri miniati, oggetti sacri di lusso e paramenti sacerdotali in abbondanza: il pretendente Luigi "il Tedesco" ordinerà di ridistribuire questi averi nelle chiese danesi che prima erano piuttosto spoglie. Nel frattempo, Sant'Ansgar converte il re dello Jutland Erik e riceve l'appellativo "Apostolo del Nord". Il suo discepolo e monaco Rimberto scrive una Vita di Ansgario nella quale, oltre alla biografia, si raccontano le numerose visioni che hanno accompagnato la vita del santo. 
La sua vita ascetica, ad esempio, iniziò quando gli apparve in sogno la propria madre defunta accanto alla Beata Vergine, oppure quando comprese che doveva cristianizzare gli svedesi, gli apparve l'abate Adalhard il quale urlava rivolto a nord: "ascoltate, isole della Terra, ascoltate, genti remote." Ansgar rimase impresso nella memoria popolare dei Danesi poiché, mentre gli altri missionari indossavano tuniche scure, egli soleva indossare un lungo saio bianco. L'episcopo Ansgario morì a Bremen nel 865. 

Sant'Ansgario viene commemorato il 3 febbraio.


una icona greca del santo monaco. Sant'Ansgario, prega per noi!


Fonti:
Vita di Sant'Asgario
Martirologio Romano
Sinassario dei santi di Febbraio


mercoledì 23 settembre 2015

La Grande Basilica di Pliska modellata sull'antica Basilica di san Pietro

Un articolo recente del sito Archeology in Bulgaria ha presentato un nesso architettonico molto interessante fra la Basilica della città bulgara di Pliska ( antica capitale del regno bulgaro ) e la Antica Basilica di San Pietro. Vediamo insieme questi dettagli

LA BASILICA DI PLISKA

Il Direttore del Dipartimento di Storia del Museo Nazionale di Sofia, il professor Bozhidar Dimitrov, ha annunciato che, a seguito di molti studi e della presa visione di una oleografia del XIX secolo figurante la "vecchia san Pietro", che la Basilica di Pliska, costruita fra il 680 e il 893 d.C., potrebbe essere una copia della Basilica di San Pietro antecedente il progetto barocco: sebbene le somiglianze siano molto ben visibili, nessuno prima d'ora aveva portato avanti questa tesi.



Ciò che rimane della Basilica bulgara, e qui sotto una ricostruzione.


La Basilica di Pliska è lunga 102,5 metri e larga 30, costruita nel periodo in cui il vescovo latino Formoso ( e poi Papa Formoso - 891-896 d.C. ) era l'apocrisario papale in Bulgaria, negli anni immediatamente successivi alla conversione dello Zar Boris ( Michele ). Questa basilica risulta più lunga di 20 metri rispetto a Santa Sofia di Costantinopoli, ed è stata fino alla ricostruzione della Chiesa di San Pietro in salsa barocca la chiesa più grande della Cristianità. 
Essa si presenta come un complesso di edifici: la chiesa cattedrale propriamente detta, la residenza del Vescovo, ambienti monastici, uno scriptorium e altri locali  di lavoro, con uno stile di sintesi fra l'architettura bizantina e romanica, e anche nello spirito: intitolata alla Santa Sofia ma profondamente influenzata esteticamente e liturgicamente dal vescovo Formoso il quale vi risiedeva quale legato pontificio.

Presto un'altro articolo parlerà approfonditamente dell'architettura dell'Antica Basilica di San Pietro.


giovedì 17 settembre 2015

Perché il culto del Sacro Cuore è anti-spirituale ( p. Aidan Keller )

L'articolo di padre Aidan Keller, sacerdote di rito ortodosso-latino fin da quando era giovanissimo ( entrò in monastero a 19 anni ), spiega gli sviluppi della devozione cattolico-romana del Sacro-Cuore di Gesù, e del perché essa è da considerarsi una devozione anti spirituale e decisamente non assimilabile nel nostro vissuto privato. Il mio è un tentativo di sintesi di questo piccolo saggio: ritenendolo utile anche non solo per i convertiti o per l'Ortodossia Occidentale, ma anche per quegli ortodossi nati ortodossi, ma catholic-friendly, che non si proteggono dalle cattive pratiche romane, ma anzi nel nome dell'Ecumenismo si perdono in esse.
Durante uno dei miei colloqui spirituali con il padre Serafim di Bologna, arrivati non mi ricordo come al Sacro-Cuore, mi disse: secondo me è una devozione nestoriana. Lasciandovi con questa riflessione fra le righe, andiamo a leggere le parole del padre americano.

La devozione al Sacro-Cuore di Cristo è molto diffusa fra i cattolici di oggi. Immagini del Cuore compaiono un po' ovunque nelle chiese e nelle case, nei libri di preghiera molte pagine sono dedicate a orazioni a questo elemento, senza contare che esiste pure una dedicazione di sé stessi al Cuore di Cristo. Ci si riferisce ad esso anche come "il dono di Dio per la nostra epoca."

Genesi della Devozione del Sacro Cuore 

La Devozione al Sacro Cuore compare nella fine del 1600 negli ambienti dei Gesuiti, i quali hanno sempre teso ad enfatizzare l'umanità di Cristo. Questa nuova devozione faceva parte del progetto gesuitico di rendere più semplice e accessibile la religione ai fedeli, per andare a costruire quello che essi stessi chiamavano il Cristianesimo minimale. Per un rapido paragone, mentre i Giansenisti e altri gruppi spirituali insegnavano - giustamente - che dev'essere l'amore per Dio a muovere l'uomo verso il pentimento e l'ammenda di vita durante tutta l'esistenza, i Gesuiti invece insegnavano che bastava pentirsi appena prima della morte per venire salvati; nell'Ortodossia invece crediamo da sempre - i Giansenisti avevano questo residuo di ortodossia - che è la Vita nella sua lunghezza e pienezza vissuta nella ricerca di Dio a renderci salvi o meno, e non dettagli insignificanti o episodi marginali della nostra vita a cambiarci.

I Gesuiti, nella loro devozione al Sacro-Cuore, sono usciti ben oltre dall'Ortodossia, sono usciti dalla stessa Fede condivisa dai Padri dei Sette Concili.  Al Concilio di Efeso ( 431 d.C.) fu decretato quale dogma che l'unica ipostasi di Cristo è composta di due nature, l'umana e la divina, non separate ma non confuse. A Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, si deve il vero culto ( latrìa ) quale Dio.
Nestorio, l'eretico, divise la natura umana da quella divina, dividendo così la forma di culto che si deve alle due nature. In un sermone eretico di Natale, Nestorio aveva addirittura proclamato dal pulpito che si vergognava di tributare onore e gloria ad un bambino!


una stampa oleografica col Sacro-Cuore, molto diffusa.

Sant'Atanasio di Alessandria ha scritto riguardo l'errore di adorare il Corpo di Cristo in modo separato, con queste parole: noi non adoriamo una creatura, ma il Creatore d'ogni cosa, il Verbo Incarnato, e anche se la carne è, presa separatamente, parte delle cose create, quella assunta da Dio è stata resa Dio stesso. Noi non adoriamo il Corpo separato dal Verbo, così come allo stesso modo non separiamo il Verbo dal corpo quando lo veneriamo. Noi riconosciamo il Logos in carne e ossa quale Dio. ( Ep. ad Adelph. par. 3 )

Nella devozione al Sacro-Cuore, noi glorifichiamo Cristo nella sua completa unità, o solamente il suo Corpo?

Lo scandalo 

Il primo a parlare di questo culto fu il gesuita La Colombiere ( + 1682 ) il quale fu il confessore di suor Maria Alacoque ( + 1690 ). Come conferma lui stesso, il confessore diffuse solamente delle rivelazioni private che suor Alacoque riceveva nella sua cella nei momenti di solitudine. Le narrazioni di suor Maria furono poi raccolte e pubblicate dal vescovo Languet, un gesuita, nella città di Soissons. Nonostante il clero diocesano, leggendo il libro, fosse disgustato, ormai era stato dato alle stampe ed era impossibile fermare la diffusione che pareva inarrestabile. Papa Clemente XIV nel 1772 comunque condannò il libro e la devozione.
Quali potevano essere le affermazioni che avevano scandalizzato il clero e il Vaticano del 18° secolo?

Sviluppo del culto

Maria Alacoque aveva raccontato di aver ricevuto la rivelazione sul Sacro Cuore nel modo seguente.
Mentre si preparava per la venerazione del Santissimo, Gesù le era apparso e le aveva confidato che voleva che la Chiesa fondasse una nuova festività, dopo il Venerdì dopo il Corpus Domini, "se davvero l'amava". Gesù le avrebbe chiesto di avvicinare Le Colombiere e convincerlo a diffondere la devozione, "per far godere il mio cuore" le avrebbe detto. Suor Maria avrebbe riferito la visione al confessore, aggiungendo anche: "Il Cristo ha grandi prospettive per il vostro Ordine ( Gesuiti )". Maria spendeva intere notti in colloqui col suo Gesù mentre l'interesse per questo piccolo officio cresceva ovunque. Suor Maria donò il proprio cuore a Gesù con un documento scritto, firmato col sangue.  Un giorno Cristo le disse, secondo i suoi racconti, che Maria era divenuta erede del Suo cuore nei secoli. Un giorno, Dio le avrebbe permesso di appoggiare la testa sul Suo petto, per poi appoggiare la Sua sul petto di lei. Un altro giorno ancora, suor Maria prese un coltello e incise sul proprio seno, a grandi lettere, il Nome di Gesù. Il clero era scandalizzato, ma il popolino era invece colpito da questo strano rapporto.
Il Vescovo Languet riferisce anche di "promesse matrimoniali" tra Gesù e suor Maria, culminate con un fidanzamento e un matrimonio reali ( n.d.s ho scelto queste parole per non essere costretto a scrivere frasi poco consone ad un articolo letto da Cristiani). Languet concesse la pubblica recita delle orazioni al Sacro Cuore i primi venerdì del mese.
I Gesuiti sfruttarono grandemente la devozione al Sacro Cuore per portare la loro teologia nelle masse, così come promossero l'Immacolata Concezione per lo stesso motivo: inoltre, la stessa Alacoque asseriva che la Madre di Dio era nata in modo inconcepibile secondo natura umana.
"Mi hai promesso" scrive lei ad un suo amico sacerdote " di dedicare nove messe all'Immacolata Concezione di Maria". Nonostante le pressioni della Compagnia del Gesù, la richiesta di creare una Festa del Sacro Cuore fu rigettata dalla Congregazione dei Riti nel 1697. Per trent'anni l'Ordine diffuse con immagini, medagliette, libretti questa nuova devozione pietistica. Nel 1729 Prospero Lambertini, il responsabile per la Congregazione dei Riti, uomo di grande cultura, rifiutò ancora una volta l'istituzione della festa commentando: " E perché allora non la Festa degli Occhi di Cristo? O del Cuore di Maria, magari?" l'ingenuo futuro papa Benedetto XIV non poteva sapere che si sarebbe davvero istituita, nel cattolicesimo, una devozione anche per il cuore di Maria. Papa Clemente XIII, amico dei Gesuiti, tentò invece di proporre questa devozione a Roma: pare invece che l'ambiente curiale fosse tutt'altro che favorevole. Nel 1765 Clemente permette una Festa al Cuore di Cristo, a livello locale, ma non inteso "fisicamente", ma come "espressione dell'Amore per l'umanità che mosse Dio a prendere carne". In quegli anni la maggior parte dei Vescovi cattolici pubblicano lettere pastorali sollecitando i parroci ad adottare quella festa nei propri messali. I teologi cattolici iniziano a creare Apologia su questa devozione, difendendola dall'accusa di Nestorianesimo che veniva mossa da alcune congregazioni. Pio IX canonizzerà Maria Alacoque: lo stesso Pio IX anti-ortodosso e anti-tradizionale, promulgatore dell'Immacolata, dell'Infallibilità Papale, insomma, i dogmi nemici della Tradizione.

Conclusione

Molti americani che si convertono all'Ortodossia, sia occidentale che bizantina, continuano a tenere immagini del Sacro-Cuore nelle loro case, come un piccolo bagaglio del loro passato religioso. Tutti dovrebbero invece cambiare queste immagini con delle icone e  genuinamente ortodosse: non si possono tenere immagini non ortodosse nei nostri angoli di preghiera. 



Riflessioni sull'Ortodossia Latina (Jean de Saint Denis)

Le parole che seguono sono state scritte prima che Jean-Nectarie Kovalevskij diventasse Vescovo nel 1958 della Chiesa Ortodossa di Francia, fondata dal suo ordinante e amico s. Giovanni Maximovic


Jean Kovalevskij e San Giovanni di Parigi 

fonte: Western Rite sources.

Non confondiamo l'Ortodossia in Europa con la Chiesa Ortodossa Occidentale. La prima difatti nasce a seguito della Diaspora politica ed economica, della dispersione dei popoli, ed è un fenomeno della nostra epoca, al pari dell'Ecumenismo. Noi crediamo fermamente che Dio ha permesso la Diaspora in Europa affinché i popoli dell'Occidente avessero accesso al luminoso messaggio della Fede Ortodossa. E infatti onoriamo coloro che hanno compreso questa chiamata dall'alto e vi si sono impegnati nel mezzo della Diaspora. Ma, predicare l'Ortodossia è un conto, confondere le chiese degli emigranti con la Chiesa Occidentale è un altro. La Chiesa Ortodossa in Occidente  non può assorbire la Chiesa Ortodossa Occidentale ( fondata da S. Giovanni Maximovic ) né rimpiazzarla, ma casomai è chiamata ad assisterla. Le chiese che sono nate in Europa hanno una certa ambivalenza: sono ortodosse da un lato e serbe, russe, greche... dall'altro. Il loro scopo è duplice: rimanere ortodossi e mantenere la cultura d'origine. In verità, la Chiesa non è solo spirituale, ma ha un corpo. Non è solo un destino spirituale quello che la segue, ma il fato della Nazione vive in essa, poiché il Verbo stesso si è innestato nel corso della Storia per la salvezza di ogni uomo. 

La Chiesa Ortodossa in Occidente è un problema assai vasto, ma non lo è la Chiesa Ortodossa Occidentale. 

L'iniziativa di celebrare la Divina Liturgia bizantina nelle lingue locali - francese, inglese, tedesco... -affinché "i giovani che hanno perso la lingua madre non perdano anche l'appartenenza alla Chiesa" ( documento ufficiale della Chiesa Russa d'Emigrazione) è lodevole,  ma in nessun modo tale iniziativa tocca la questione dell'Ortodossia latina. Così come la lingua è l'anima della nazione, così la Liturgia celebrata in lingua locale santifica e purifica coloro che vi assistono, ma ancor meglio se la lingua e la liturgia si associano al genio del Popolo. 

Infine, la conversione di singoli o piccoli gruppi all'Ortodossia bizantina non inficia in alcun modo l'Ortodossia occidentale, dal momento che l'Ortodossia latina è la rinascita, la restaurazione della Chiesa dell'Occidente. Essa professa la stessa fede delle Chiese d'Oriente, la stessa della Chiesa Russa, Serba, Greca, Romena, Antiochena, etc. e riconosce senza remore che in queste chiese si è preservata intatta la Fede apostolica nella tradizione della Chiesa Indivisa. La Chiesa Ortodossa Latina si pente degli errori e delle eresie che sono state proclamate, ma intende preservare il proprio rito, le proprie usanze e le proprie leggi canoniche. E' nella luce dell'Ortodossia che gli occidentali devono risolvere i loro problemi, e salvare le loro nazioni: gli europei non sono soddisfatti di rimanere occidentali sul piano secolare, ma vogliono esserlo anche nella pratica ecclesiastica. In altri termini, la lingua inglese nella liturgia bizantina non sta convertendo l'Occidente. Sta semplicemente costruendo una ambasciata bizantina nei nostri territori: sempre straniera, ma col permesso agli stranieri di entrare. E' davvero lontana dal convertire l'Occidente. 

Ortodossia in Africa: intervista a padre Basilio Bosane

La Missionarietà che manca nel nostro paese è tuttavia ben sviluppata in Asia e in Africa. E dopo l'intervista al padre Gregorio Mizuno dal Giappone, propongo la mia intervista - molto semplice, per la verità - a padre Basilio Bosane, sacerdote burundiano del Patriarcato d'Alessandria 



Il padre Basile Bosane, a destra nella foto a incensare le Offerte, ha gentilmente accettato di farsi intervistare per il blog. E' attualmente monaco Archimandrita e rettore della parrocchia della Dormizione in Burundi

Salve padre, le scrivo per conoscere la situazione dell'Africa e in particolare della sua regione. Innanzi tutto, a quale giurisdizione appartiene? E in quale anno fu ordinato?

Buongiorno, Marco. Beh, io per la verità sono Archimandrita, anche se sono un sacerdote predisposto alla parrocchia. Fui ordinato nel marzo del 2010 nella Diocesi Greca del Burundi, attualmente servo la parrocchia della Beata Dormizione della Vergine a Bujumbura. 

Come è arrivato alla Fede Ortodossa? 

Sicuramente, una chiamata di Dio.  ( nota del blogger: il sacerdote ha insistito per mantenere il silenzio e non mi ha comunicato nient'altro in merito). 

Quanto è sviluppata l'Ortodossia in Burundi?

Beh, non possiamo che gioire: ci sono ben quattro parrocchie e tremila persone fra fedeli e catecumeni. Purtroppo, a causa della carenza di strade e sistemi di comunicazioni, solamente 300 fedeli possono attualmente essere presenti ad ogni officio.

Quali lingue usate alla Liturgia?  

Kirundi ( lingua locale ), Francese ( lingua di Stato ), Inglese e Greco. 

Quando è iniziata la Missione ortodossa in Burundi? 

Beh, abbiamo strutturato la Missione dal 2003, ma abbiamo un Circolo Culturale Ellenico già dal 1950.  Il primo anno di lavoro è stato durissimo, ma credo sia normale quando si va a convertire la gente. Adesso siamo a buon regime. 

Quali sono i rapporti con lo Stato del Burundi? 

Molto buoni. La nostra Chiesa è riconosciuta dallo Stato e abbiamo una certa collaborazione con le autorità locali. E sì, prima che tu me lo chieda, siamo anche in buoni rapporti anche con le altre chiese cristiane, ci incontriamo per la Settimana Ecumenica. 

La Missione è strettamente liturgica, o ha qualche ruolo di social caring?

Ovviamente, siamo impegnati nella cura delle persone da ogni punto di vista. Io mi sono focalizzato nell'aiutare un gruppo di donne, procurando per il quartiere un piccolo generatore elettrico. Inoltre, abbiamo organizzato una comunità agricola. 

La ringrazio, padre. Le auguro ogni bene dall'alto e che la Missione possa prosperare.

Grazie a te, Marco! Dio ti benedica. Sei benvenuto in Burundi, casomai volessi passare! 


martedì 15 settembre 2015

Bernardo di Chiaravalle contro l'Immacolata Concezione - Storia della Chiesa

Nonostante la pia figura di Bernardo di Clairvaux (1090-1153 d.C.), abate del monastero cistercense da cui prende il nome, non sia ortodossa nel senso stretto del termine, così come dice un altro famoso autore romano, Tommaso d'Aquino, la verità, da chiunque sia detta, proviene dallo Spirito Santo, in questa particolare missiva il monaco francese si scaglia contro l'eresia dell'Immacolata Concezione, che iniziava ad espandersi in Spagna e in altri luoghi dell'Occidente dopo la predicazione di Anselmo d'Aosta e di altri intellettuali. Profondamente avversata nello stesso ambiente latino, l'eresia dell'Immacolata incontrò il favore dei frati francescani, mentre incontrò l'opposizione dei Domenicani, di gran parte del clero diocesano e di tutti gli autori più famosi fino al XV secolo.


Nella Lettera 174, Bernardo di Chiaravalle si scaglia contro l'Immacolata con queste parole... La fonte è il sito Energetic Procession.  

Sono molto preoccupato, visto che molti di voi hanno deciso di mutare le condizioni di importanti eventi ( della Chiesa, ndt ), come ad esempio introdurre questa festa sconosciuta dalla Chiesa, non approvata certo dalla Ragione, e non giustificata neppure dall'antica Tradizione. Siamo noi davvero più eruditi e pii dei nostri antichi padri? voi direte: è lecito magnificare la Madre di Dio quanto più possibile, e questo è vero. Ma l'esaltazione dovuta alla Regina del Cielo necessita anche di discernimento. Questa Vera Vergine non ha certo bisogno di glorificazioni fasulle, poiché Ella detiene la vera dignità e possedendo la vera Corona della Gloria. Glorifichiamo piuttosto la purezza della sua carne e la santità della sua vita. Ammirate l'abbondanza di carismi di questa Vergine; venerate il Divino Figlio suo, esaltate Colei che lo ha partorito senza conoscere l'uomo e lo ha partorito senza conoscere il dolore. Ma cos'altro abbiamo da aggiungere a quest'altissima dignità? La gente dice che bisogna venerare la concezione che ha preceduto la sua nascita, perché se il dono della concezione non avesse preceduto la nascita( di Maria, ndt ), neppure la nascita ( di Cristo, ndt ) sarebbe stata gloriosa. Ma cosa verrebbe mormorato qualora si proponesse la stessa venerazione per la nascita dei santi genitori di santa Maria, Gioacchino e Anna? Si potrebbe chiedere lo stesso trattamento per i nonni, i bisnonni, e all'infinito. Inoltre, come può non esserci peccato laddove vi è la concupiscenza (1)?  Tanto più, affermo che la Santa Vergine non è stata generata di Spirito Santo e  da uomo. Io dico certamente lo Spirito Santo discese su di lei, ma non venne con lei... io affermo che la Vergine non poteva essere santificata prima del suo concepimento, in quanto non poteva venire santificata durante la sua concezione a causa del peccato (1bis), il quale è inseparabile dal concepimento, e quindi c'è da ritenere che fu santificata dopo essere stata partorita da sua madre. Questa benedizione, se annienta il peccato, santifica la sua Nascita, ma non il suo concepimento nel grembo. Escludendo il Cristo, tutti i figli di Adamo devono ammettere in umiltà e discernimento di essere ciò che viene annunciato nel salmo: nel peccato fui concepito ( salmo 50:7). Come si può quindi pretendere che questa concezione sia santa, quando non è opera dello Spirito Santo, poiché è avvenuta in un rapporto carnale? la Santa Vergine respinge tale gloria che, evidentemente, magnifica il peccato. Ella non può giustificare in alcun modo una tale nuova invenzione, nonostante l'insegnamento della Chiesa, una novità madre dell'imprudenza, sorella dell'incredulità e figlia di menti prive di illuminazione.

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1) l'autore, ovviamente, intende il rapporto sessuale fra Gioacchino e Anna il quale generò la Santa Vergine, generata come ogni altro essere umano, tramite l'amore coniugale dei suoi santi genitori. 


La teologia alla Corte Carolingia - Storia della Chiesa

PREMESSA DELLA RINASCENZA CAROLINGIA

Messa di Mezzanotte, ventiquattro dicembre dell'anno di Dio 800. Una processione di chierici in abiti candidi, il turiferario con i suoi riccioli di incenso, il coro che intona l'Inno Angelico mentre i sacerdoti suonano le campanelle e un distinto Signore territoriale che si è accaparrato il diritto a governare, con la forza e con l'astuzia, imponendosi a Corte, si presenta ai piedi dell'altare maggiore della Basilica di san Pietro, le cui porte sante sono ornate da due splendidi angeli in bronzo sbalzato, e viene incoronato imperatore dal Papa Leone III. Per l'Occidente nasce un nuovo Impero che vuole definirsi Romano; Carlo Magno propone un matrimonio all'Imperatrice Irene di Costantinopoli, ma i tragici eventi accaduti nella Seconda Roma non daranno futuro a quelle proposte. 



Ispirandosi - forse - agli Imperatori cristiani dei secoli passati, Carlo Magno vuole impreziosire la sua corte con la cultura spirituale, e chiama nella sua Corte tedesca di Aquisgrana i maggiori intellettuali del tempo, fra cui il celebre Alcuino di York ( giunto a corte ben prima dell'incoronazione, nel 782 ) e il meno conosciuto Giovanni Scoto Eriugena, del quale parleremo più avanti. Quella che viene definita Rinascenza Carolingia presenta innegabilmente dei pregevoli tratti, quali lo sviluppo considerevole dell'arte delle miniature, lo sviluppo della Letteratura e una rinascita monastica in territorio gallicano, accompagnati tuttavia da un forte accento iconoclasta delle riforme liturgiche propinate dai chierici più vicini all'Imperatore, il quale protesse i libri Tricapitolini ( i quali generarono lo Scisma d'Aquileia ) e li ripubblicò nonostante le condanne papali: nonostante Carlo si proclamasse Defensor Fidei, ciò non gli impedì di svolgere una politica ecclesiastica personale e anche eretica. 

Alcuino di York, assieme al suo talento di scrittore e di grammatico, aveva anche promulgato la necessità di romanizzare il rito gallicano e fu quello che tentò di fare; assieme a questo suo romano-centrismo, tuttavia, condusse anche un genio creativo non indifferente che permise la redazione di una raccolta di Messe votive e di un Salterio commentato con le istruzioni su come cantarlo in modo appropriato. A corte vi erano altri intellettuali che ronzavano attorno alla figura imperiale, prima e dopo Carlo Magno: ma una figura di spicco e della quale vale la pena davvero informarsi è Giovanni Scoto Eriugena, il quale si mise in mostra  a livello internazionale nelle grande disputa carolingia sulla predestinazione umana, avvenuta a Corte nell'851.

GIOVANNI SCOTO ERIUGENA

Giovanni Scoto - da non confondere con l'eterodosso Duns Scoto, posteriore a Giovanni di cinquecento anni  - come dice anche il suo cognome, veniva dalla Scotia, che in latino figurava tanto l'Irlanda quando la Scozia dei Pitti; ma Giovanni si firmava sempre come Eriugena ( nato neell'Eire, ossia dell'Irlanda ) preferendo  la gloriosa lingua celtica. Formatosi in un monastero benedettino in Irlanda, Giovanni, nella migliore tradizione monastica irlandese, emigrò dove serviva un monaco, e così approdò alla corte di Carlo il Calvo, del quale divenne Maggiordomo, ossia Maestro di Palazzo. Giovanni era un esperto della letteratura Agostiniana ma al contempo di patristica greca, specialmente il corpus di Dionigi Aeropagita, il quale fu tradotto in latino proprio da lui. Negli ultimi anni della sua vita, prima dell'880 d.C., Giovanni si impegnò nello scrivere una Omelia sul Prologo del Vangelo di Giovanni e un Commentario, purtroppo incompleto a causa della sua morte.

Sulla Predestinazione
 Nell'anno 851 i teologi Icmaro di Reims e Pardulo di Lione chiedono al mite Giovanni di impegnarsi quale retore nel dibattito sulla predestinazione, aizzato da Godescalco di Orbais, il quale attraverso la sua opera gemina praedestinatio divina, ossia "doppia predestinazione divina" proponeva una spiegazione di come, pur essendo unica, la divina volontà predestinasse i buoni e i cattivi ai loro rispettivi stati post-mortem, il paradiso e l'inferno, e fosse quindi duplice. Il pio Giovanni Scoto scrisse un trattato contro queste idee eterodosse, il De praedestinatione liber, e partendo proprio invece da Agostino, sviluppa la corretta visione della materia: in primo luogo, la doppia predestinazione mina il principio di non-contraddizione, poiché Dio è uno e semplice, non si può ammettere che abbia una doppiezza insita nella sua propria natura. In secondo luogo, se Dio avesse predestinato buoni e malvagi in quanto tali, non sussisterebbe il Libero Arbitrio che invece è fondamento della natura umana, e anche della sua scelta nell'Eden. Nonostante lo splendido metodo argomentativo e l'ampiezza dei richiami patristici, gli stessi committenti dell'opera rifiutarono poi il libro ritenendolo inadatto ad una pubblicazione di ampio respiro poiché non abbastanza semplice per essere compreso dalle masse. 

Il Periphyseon
Tuttavia, il canto del cigno di Giovanni Scoto è il corpus Periphyseon, ossia "( discorsi ) sulla Natura", in cinque volumi, nel quale Giovanni raduna tutta la sua spiritualità, influenzata notevolmente dal Dionigi Aeropagita. Il periphyseon è strutturato nella classica forma di dialogo fra Maestro e Allievo, i quali si rispondono circa il concetto di natura e in particolare sulla natura di Dio. 
Giovanni Scoto divide il genere natura in quattro aspetti:
Dio, natura creante e increata.
Verbo, natura creante e generata.
Natura propriamente detta, non creante e creata.
Dio, natura non creante e non creata. 
Questo modo di procedere viene chiamato Teologia Superlativa. 
Dopo queste speculazioni teologiche, Giovanni passa ad elencare l'inserirsi di Dio nell'Universo attraverso la Natura stessa e la Scrittura, la quale fa parte delle azioni divine. A seguire, un commento a Dionigi il quale fa parte del libro, e poi una argomentazione circa la mutua ricerca Dio per l'Uomo e l'Uomo per Dio, poiché essendoci nel Creato l'intervento del Creatore, e quindi in parte la natura del Creatore stesso, la ricerca umana del divino rientra nel ciclo universale quale un "sentimento naturale". La tensione dell'uomo verso il divino è implicito nella struttura del cosmo e immagine stessa di Dio. Il sistema di Giovanni Scoto, affascinante e complesso, è stato a lungo sospettato di eresia dai monaci incapaci di coglierne le vicinanze con il neoplatonismo bizantino: i profondi ragionamenti di Giovanni ci spiegano come dalla creazione universale si giunga al riavvicinamento dell'Uomo a Dio attraverso la gerarchia teofanica che Iddio stesso costituì nelle fibre del cosmo, per concludere nel ritorno all'unità divina in Cristo.

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FONTI

History of Orthodox Church: Greek Easst and Latin West del presbitero Andrew Louth, st. Vladimir press. 

Storia della Filosofia volume II, Umberto Eco, Roberto Limonta Editore 

Storia Medievale, Franco Cardini, Le Monnier 

Carlo Magno, Gianni Granzotto, France 1978 


lunedì 14 settembre 2015

Grande Divino Officio alla Santa Croce - Latinità Ortodossa

Questo officio si canta in particolar modo il pomeriggio del Venerdì Santo, o all'Esaltazione della Croce, al Vespro precedente la festa: altresì, ogni venerdì della settimana sempre ai Vespri, o all'Ora Nona. Privatamente può essere cantato dinnanzi all'icona della Santa Croce. Si celebra nella navata, rivolti all'icona della Santa Croce o ad un grande crocefisso. Il sacerdote vesta con i paramenti completi, e il piviale, scuri.



PRINCIPIO

S. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
D. Noi ci inchiniamo alla tua Santa Croce, o Signore, e rimembriamo la tua gloriosa Passione.
Tutti si segnano profondamente, poi si inginocchiano e con la fronte toccano terra. Di nuovo in ginocchio, si segnano di nuovo dicendo:
tutti: Abbi pietà di noi, o Salvatore, tu che hai sofferto per tutti noi.
Poi, alzandosi in piedi, il sacerdote continua:
S. Gioisci o Santa Croce, legno glorioso, tu che sola hai potuto reggere il Sovrano dell'Universo e Re del Paradiso.
D. Gioisci, o Santa Croce, venerabile fusto, consacrato dal Sangue di Cristo, adornato col suo Corpo e le sue Lacrime.
Coro: o gloriosa Croce, degna di ogni lode, / legno inestimabile e segno di meraviglia / attraverso di Te è sconfitto il demonio / e il mondo è redento nel Sangue di Cristo.

SALMODIA

Il sacerdote benedice il Lettore, il quale canta la Salmodia.
salmo 99
L. Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza. Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome; poiché buono è il Signore, eterna la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.

coro: ant. Salvaci dalla morte /, o Cristo, nostro Salvatore, / per il potere della Tua Croce, / tu che salvasti Pietro dai flutti del mare, / abbi pietà di noi.
D. Cristo ascoltaci.
R. Cristo salvaci.
S. Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Padre nostro...
In silenzio si recita il Padre Nostro, fino a che:
S. e non ci abbandonare nella tentazione.
R. Ma liberaci dal maligno.
S. Guardaci o Dio, nostro baluardo.
R. E rimira il volto del tuo popolo.

COLLETTA

S. O Dio, Tu che sei stato innalzato sulla Croce e attraverso di essa hai illuminato il mondo intero; noi ti preghiamo, o Signore, penetra in noi e illumina le nostri menti e i nostri cuori, proteggi le nostre vite, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.
coro: Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, / e ti benediciamo, / perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

RIVERENZA


S. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
D. Noi ci inchiniamo alla tua Santa Croce, o Signore, e rimembriamo la tua gloriosa Passione.
Tutti si segnano profondamente, poi si inginocchiano e con la fronte toccano terra. Di nuovo in ginocchio, si segnano di nuovo dicendo:
tutti: Abbi pietà di noi, o Salvatore, tu che hai sofferto per tutti noi.
Poi, alzandosi in piedi, il sacerdote continua:
S. Gioisci o Santa Croce, legno glorioso, tu che sola hai potuto reggere il Sovrano dell'Universo e Re del Paradiso.
D. Gioisci, o Santa Croce, venerabile fusto, consacrato dal Sangue di Cristo, adornato col suo Corpo e le sue Lacrime.
Coro: o gloriosa Croce, degna di ogni lode, / legno inestimabile e segno di meraviglia / attraverso di Te è sconfitto il demonio / e il mondo è redento nel Sangue di Cristo.

LITANIE AL PREZIOSO SANGUE DI CRISTO

responsoriali. Il diacono canta.
Kyrie Eleison
Christe Eleison
Kyrie Eleison
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.

Invocazioni alla SS. Trinità
Il sacerdote canta la prima parte in rilievo, i fedeli rispondono la seconda.
Padre del Cielo, che sei Dio; Abbi pietà di noi miserabili peccatori.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio; Abbi pietà di noi miserabili peccatori.
Spirito Santo, che sei Dio; Abbi pietà di noi, miserabili peccatori.
Santa Trinità, unico Dio; Abbi pietà di noi, miserabili peccatori.


Invocazioni
Il sacerdote canta la prima parte in rilievo, i fedeli rispondono la seconda.
Santa Maria, prega per noi.
San Michele Arcangelo, Prega per noi
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione, salvaci.
Sangue di Cristo, prezioso strumento di salvezza, salvaci.
Sangue di Cristo, fiume di misericordia, salvaci
Sangue di Cristo, presente sull'altare, salvaci
Sangue di Cristo, vestimento dei martiri, salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei santi, salvaci
Sangue di Cristo, vino spirituale di letizia, salvaci
Sangue di Cristo, che hai nutrito i beati, salvaci
Sangue di Cristo, che liberi l'uomo dal peccato, salvaci.

SECONDA SALMODIA

Il sacerdote benedice il Lettore, il quale canta la Salmodia.
salmo 122
L. A te levo i miei occhi, a te che abiti nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; come gli occhi della schiava, alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi, già troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, del disprezzo dei superbi.

coro: ant. Salvaci dalla morte /, o Cristo, nostro Salvatore, / per il potere della Tua Croce, / tu che salvasti Pietro dai flutti del mare, / abbi pietà di noi.
D. Cristo ascoltaci.
R. Cristo salvaci.
S. Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Padre nostro...
In silenzio si recita il Padre Nostro, fino a che:
S. e non ci abbandonare nella tentazione.
R. Ma liberaci dal maligno.
S. Guardaci o Dio, nostro baluardo.
R. E rimira il volto del tuo popolo.

SECONDA COLLETTA

S. Conducici alla pace perfetta, o Signore Dio, tu che ti sei degnato di salire sul legno della Croce vivifica; Tu che vivi e regni col Padre tuo senza principio e col tuttobuono e vivificante Spirito, ora e sempre nei secoli dei secoli.
R. Amen.
coro: Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, / e ti benediciamo, / perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.




LITANIA ALLA SANTA CROCE

responsoriali. Il diacono canta.
Kyrie Eleison
Christe Eleison
Kyrie Eleison
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.

Invocazioni alla SS. Trinità
Il sacerdote canta la prima parte in rilievo, i fedeli rispondono la seconda.
Padre del Cielo, che sei Dio; Abbi pietà di noi miserabili peccatori.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio; Abbi pietà di noi miserabili peccatori.
Spirito Santo, che sei Dio; Abbi pietà di noi, miserabili peccatori.
Santa Trinità, unico Dio; Abbi pietà di noi, miserabili peccatori.

Litania alla Croce
Rivolti all’icona della Croce o all’altare. Il sacerdote canta la prima parte in rilievo, i fedeli rispondono la seconda.
Fondamento della Chiesa, salvaci. 
Stendardo dei cristiani, salvaci. 
Redenzione degli uomini, salvaci. 
Venerazione degli angeli, salvaci. 
Sconfitta dei demoni, salvaci. 
Speranza dei peccatori,  salvaci. 
Conforto dei penitenti, salvaci. 
Allegrezza dei giusti, salvaci. 
Magnificenza dei re, salvaci. 
Vaticinio dei profeti, salvaci. 
Predicazione degli apostoli, salvaci. 
Fortezza dei martiri, salvaci. 
Sapienza dei dottori, salvaci. 
Porto dei naufragati, salvaci. 
Baluardo agli assediati, salvaci. 
Guida dei ciechi, salvaci. 
Soccorso dei deboli, salvaci. 
Sollievo degli afflitti, salvaci. 
Medicina degli infermi, salvaci. 
Resurrezione dei morti, salvaci. 
Gaudio dei sacerdoti, salvaci. 
Sostegno dei monaci, salvaci. 
Castità delle vergini, salvaci. 
Concordia dei coniugati, salvaci. 
Custodia dei bambini, salvaci. 
Istruzione dei giovani, salvaci. 
Direzione degli adulti, salvaci. 
Mèta dei vecchi, salvaci. 
Ricchezza dei poveri, salvaci. 
Moderazione dei ricchi, salvaci. 
Nutrimento degli orfani, salvaci. 
Protezione delle vedove, salvaci. 
Luce nelle tenebre, salvaci. 
Consiglio nei dubbi, salvaci. 
Difesa nei pericoli, salvaci. 
Principio della salute, salvaci. 
Strada della vita, salvaci. 
Distruzione del peccato, salvaci. 
Conservazione della grazia, salvaci. 
Misura della gloria, salvaci. 
Terrore dell'inferno, salvaci. 
Chiave del Paradiso, salvaci. 

SECONDA RIVERENZA

S. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
D. Noi ci inchiniamo alla tua Santa Croce, o Signore, e rimembriamo la tua gloriosa Passione.
Tutti si segnano profondamente, poi si inginocchiano e con la fronte toccano terra. Di nuovo in ginocchio, si segnano di nuovo dicendo:
tutti: Abbi pietà di noi, o Salvatore, tu che hai sofferto per tutti noi.
Poi, alzandosi in piedi, il sacerdote continua:
S. Gioisci o Santa Croce, legno glorioso, tu che sola hai potuto reggere il Sovrano dell'Universo e Re del Paradiso.
D. Gioisci, o Santa Croce, venerabile fusto, consacrato dal Sangue di Cristo, adornato col suo Corpo e le sue Lacrime.
Coro: o gloriosa Croce, degna di ogni lode, / legno inestimabile e segno di meraviglia / attraverso di Te è sconfitto il demonio / e il mondo è redento nel Sangue di Cristo.

TERZA SALMODIA

Il sacerdote benedice il Lettore, il quale canta la Salmodia.
salmo 125
L. Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre. I monti cingono Gerusalemme: il Signore è intorno al suo popolo ora e sempre. Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi sul possesso dei giusti, perché i giusti non stendano le mani a compiere il male. La tua bontà, Signore, sia con i buoni e con i retti di cuore. Quelli che vanno per sentieri tortuosi il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi. Pace su Israele!

coro: ant. Salvaci dalla morte /, o Cristo, nostro Salvatore, / per il potere della Tua Croce, / tu che salvasti Pietro dai flutti del mare, / abbi pietà di noi.
D. Cristo ascoltaci.
R. Cristo salvaci.
S. Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Padre nostro...
In silenzio si recita il Padre Nostro, fino a che:
S. e non ci abbandonare nella tentazione.
R. Ma liberaci dal maligno.
S. Guardaci o Dio, nostro baluardo.
R. E rimira il volto del tuo popolo.

TERZA COLLETTA

S. Signore Dio, Padre Onnipotente, sii in mezzo a noi e difendici tramite la Santa Croce sulla quale tuo Figlio ha redento la razza umana, e permettici di gioire nel Legno beato; per mezzo dello stesso tuo Figlio Gesù Cristo e Signore nostro, che vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, unico Dio, nei secoli dei secoli.
R. Amen.
coro: Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, / e ti benediciamo, / perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

TERZA RIVERENZA

S. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
D. Noi ci inchiniamo alla tua Santa Croce, o Signore, e rimembriamo la tua gloriosa Passione.
Tutti si segnano profondamente, poi si inginocchiano e con la fronte toccano terra. Di nuovo in ginocchio, si segnano di nuovo dicendo:
tutti: Abbi pietà di noi, o Salvatore, tu che hai sofferto per tutti noi.
Poi, alzandosi in piedi, il sacerdote continua:
S. Gioisci o Santa Croce, legno glorioso, tu che sola hai potuto reggere il Sovrano dell'Universo e Re del Paradiso.
D. Gioisci, o Santa Croce, venerabile fusto, consacrato dal Sangue di Cristo, adornato col suo Corpo e le sue Lacrime.
Coro: o gloriosa Croce, degna di ogni lode, / legno inestimabile e segno di meraviglia / attraverso di Te è sconfitto il demonio / e il mondo è redento nel Sangue di Cristo.

QUARTA SALMODIA

Il sacerdote benedice il Lettore, il quale canta la Salmodia.
salmo 130
L. Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l'anima mia. Speri Israele nel Signore, ora e sempre.
coro: ant. Salvaci dalla morte /, o Cristo, nostro Salvatore, / per il potere della Tua Croce, / tu che salvasti Pietro dai flutti del mare, / abbi pietà di noi.
D. Cristo ascoltaci.
R. Cristo salvaci.
S. Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Padre nostro...
In silenzio si recita il Padre Nostro, fino a che:
S. e non ci abbandonare nella tentazione.
R. Ma liberaci dal maligno.
S. Guardaci o Dio, nostro baluardo.
R. E rimira il volto del tuo popolo.

QUARTA COLLETTA

S.  O Dio, tu che solo per noi hai permesso al tuo Figlio Unigenito di salire sulla Croce al tremendo supplizio, allontana da ogni influenza avversaria dalle nostre anime; dona a noi, tuoi servitori indegni, la vita eterna, nella grazia della Resurrezione, per mezzo di tuo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, il quale vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, unico Dio, ora e sempre nei secoli dei secoli.
R. Amen.
coro: Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, / e ti benediciamo, / perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

QUARTA RIVERENZA

S. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
D. Noi ci inchiniamo alla tua Santa Croce, o Signore, e rimembriamo la tua gloriosa Passione.
Tutti si segnano profondamente, poi si inginocchiano e con la fronte toccano terra. Di nuovo in ginocchio, si segnano di nuovo dicendo:
tutti: Abbi pietà di noi, o Salvatore, tu che hai sofferto per tutti noi.
Poi, alzandosi in piedi, il sacerdote continua:
S. Gioisci o Santa Croce, legno glorioso, tu che sola hai potuto reggere il Sovrano dell'Universo e Re del Paradiso.
D. Gioisci, o Santa Croce, venerabile fusto, consacrato dal Sangue di Cristo, adornato col suo Corpo e le sue Lacrime.
Coro: o gloriosa Croce, degna di ogni lode, / legno inestimabile e segno di meraviglia / attraverso di Te è sconfitto il demonio / e il mondo è redento nel Sangue di Cristo.

QUINTA SALMODIA

Il sacerdote benedice il Lettore, il quale canta la Salmodia.
salmo 130
L. Lodate il Signore nel suo santuario, lodatelo nel firmamento della sua potenza. Lodatelo per i suoi prodigi, lodatelo per la sua immensa grandezza. Lodatelo con squilli di tromba, lodatelo con arpa e cetra; lodatelo con timpani e danze, lodatelo sulle corde e sui flauti. Lodatelo con cembali sonori, lodatelo con cembali squillanti; ogni vivente dia lode al Signore. Alleluia.
coro: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com'era in principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen. ant. Salvaci dalla morte /, o Cristo, nostro Salvatore, / per il potere della Tua Croce, / tu che salvasti Pietro dai flutti del mare, / abbi pietà di noi.
D. Cristo ascoltaci.
R. Cristo salvaci.
S. Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Padre nostro...
In silenzio si recita il Padre Nostro, fino a che:
S. e non ci abbandonare nella tentazione.
R. Ma liberaci dal maligno.
S. Guardaci o Dio, nostro baluardo.
R. E rimira il volto del tuo popolo.

QUINTA COLLETTA

S. O Dio, tu che hai versato il preziosissimo Sangue del tuo Figlio Diletto Gesù Cristo per la salvezza del genere umano, dona a noi che ci siamo inchinati dinnanzi alla Santa Croce d'esser liberi da ogni influenza demoniaca e da ogni peccato, per mezzo dello stesso Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, unico Dio, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
D. Noi ti lodiamo, o Cristo Dio,  e ti benediciamo,  perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
coro: alleluia, alleluia, alleluia!

CONCLUSIONE

S. Iddio Onnipotente, ( si volta al popolo ) per la potenza della Santa Croce, vi benedica + e vi preservi.
R. Amen.

S. Andiamo + in pace. 
R. Nel Nome di Cristo.