mercoledì 28 dicembre 2016

E' tempo di seppellire il Greco liturgico?

Su Pravmir è uscito un articolo sul tema della lingua liturgica, che ci offre spunti di riflessione interessanti. L'articolo si focalizza sull'uso del greco classico nella liturgia, ma la stessa cosa vale per lo slavo ecclesiastico o i latino

Secondo l'Arcidiocesi Greca d'America, scopriamo attraverso la sua statistica dei battesimi e dei matrimoni nei trascorsi quarant'anni, che il numero di giovani che abbandonano la Chiesa Ortodossa (greca) è disarmante. E, secondo l'indagine del Pew Study, del totale di persone nate nella fede ortodossa, solamente il 53% di questi si sente ortodosso. Potrebbe essere colpa dell'uso della lingua liturgica? Negli Stati Uniti, le parrocchie della GOA (Greek Orthodox Church of America) usano differenti soluzioni. Alcune celebrano solo in greco, altre in inglese; nella maggior parte di esse, si utilizzano entrambe le lingue e i passi salienti del rito (Letture, Padre nostro, Credo) vengono ripetute sia in greo che in inglese. Tuttavia, non è greco moderno, bensì il greco del IV secolo, la cui forma rimane oscura ai più, compresi i sacerdoti stessi: le parole somigliano al greco moderno, ma la struttura sintattica e lessicale è notevolmente più complessa. Sebbene alcune parti del rito (come le litanie) rimangano invariate e se ne impara dunque il senso, la maggior parte dei riti (letture, stichire, componimenti poetici, inni, etc.) cambiano giornalmente, rendendo la maggior parte della liturgia incomprensibile anche ai parlanti greco. 


In breve, la maggior parte dei fedeli che frequentano le chiese greche non capiscono quello che viene detto (ma vale anche per le chiese slave nelle quali si utilizza lo slavo ecclesiastico, ndt). Il problema non è nemmeno la traduzione, perché esiste: semplicemente, si continua ad usare la lingua antica. Di quelli che rimangono ortodossi dopo l'adolescenza, l'80% di questi sposa persone di un'altra religione. I matrimoni misti sarebbero una fonte importante di nuovi adepti e di evangelizzazione, ma la mancanza della lingua corrente si fa sentire e spesso i coniugi abbandonano la Chiesa Ortodossa per recarsi presso parrocchie di altre fedi cristiane. La pratica di mantenere il greco o lo slavo liturgici cozza anche contro la tradizione della Chiesa indivisa, la quale ha sempre adottato le lingue locali (lo stesso Latino, parlato all'epoca dalla maggior parte dei romani) al fine di evangelizzare i popoli. 

martedì 20 dicembre 2016

Il Sinodo di Pistoia: una fallita Chiesa Nazionale Toscana (Storia della Chiesa)

Breve sguardo sul Settecento europeo dal punto di vista religioso

Il XVIII secolo, si sa, fu in Occidente il periodo della Chiese Nazionali in contrasto con Roma: il movimento giansenista aveva conquistato le simpatie dell'alto clero olandese, il quale nel 1723 proclamò la Chiesa dei Paesi Bassi come "indipendente" da Roma, generando la Chiesa Madre di Utrecht, base di quella che in futuro sarà "l'Unione vetero-cattolica di Utrecht". Movimenti simili di indipendenza da Roma nacquero come focolai in tutte le realtà europee, soprattutto in Francia ove il cosiddetto Gallicanesimo imperversava con l'appoggio del clero medio-alto e l'assenso della corte regia. L'Anglicanesimo era del resto la musa ispiratrice di questi movimenti curiali, che si fondavano tutti su un "ritorno all'antichità", specialmente contro lo strapotere papale, le male pratiche (tasse religiose, vendita di indulgenze) e contro le superstizioni della nuova epoca, in particolar modo la dottrina del Sacro Cuore.

 La Chiesa Ortodossa, cauterizzate le ferite della caduta di Costantinopoli (1453), subiva uno smacco pernicioso ad opera dello zar Pietro di Russia nel diciottesimo secolo: alla morte del patriarca di Mosca Adriano (+1700) fu inserito un locum tenens a vita, il "patriarca" Stefano di Rjazan, il quale visse fino al 1721. In quei vent'anni, Pietro riformò la Chiesa Ortodossa Russa dandole una struttura anglicaneggiante: lo Zar diventava la massima autorità religiosa e il patriarcato veniva abolito. Nel 1721 fu fondato il Grande Sinodo, con a capo il metropolita di Mosca, ma le cui decisioni venivano verificate e vidimate da un oberprokuror, un ufficiale di governo. Il metropolita di Mosca successivo a Stefano fu Giuseppe, e salì al trono metropolitano solo nel 1742. 

In questo clima inquieto si tenne un sinodo locale cattolico-romano a Pistoia, in Toscana, nel 1786. Ma prima, scopriamo chi ne fu il promulgatore. 

Scipione de' Ricci, l'idealista toscano 

Scipione de' Ricci (1740 - 1810) nacque in una famiglia di nobiltà fiorentina, e fin da piccolo fu messo in collegio dai Gesuiti a Roma, al fine di impartirgli una educazione consona al suo rango. Nel 1766 si laureava in Legge e veniva ordinato sacerdote a ventidue anni, avvicinandosi al movimento giansenista e divenendo sempre più avverso all'Ordine di Loyola, condannandone gli esercizi spirituali che considerava "nocivi". Negli anni successivi si dedicò alla vita di società, accattivandosi le simpatie di Pietro Leopoldo II Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana,  attraverso la cui influenza ottenne l'episcopato della città di Pistoia nel 1780. Fin da subito si dedicò a riformare la diocesi, sopprimendo gli Ordini religiosi cattolici, contribuendo a contrastare il culto del Sacro-Cuore e riformando la Curia, ordinando parroci e destituendo sacerdoti di tendenze ultramontane (filo-papali). Riconsacrò molte chiese, dedicandole ai santi dei primi secoli: esemplare il convento di san Benedetto a Pistoia, che fu ribattezzato "San Leopoldo" nel 1782 in onore del Granduca, e che sarebbe dovuto diventare l'Accademia teologica di una sospirata "Chiesa Nazionale Toscana". Ormai, il vescovo Scipione era dichiaratamente "anti-papista" e cercava la comunione con la Chiesa di Utrecht: solamente l'appoggio ufficiale e fermo del Granduca - che aveva mire autocratiche - impedì al Vaticano di rimuoverlo dal suo incarico. Il Granduca Leopoldo, infatti, sperava segretamente di poter essere un sovrano di una Chiesa nazionale, visti i grandi privilegi che i monarchi ottenevano in quei casi, e si ispirava alla sinfonia dei poteri bizantina. L'attività di Scipione de' Ricci raggiunse il suo apice nel 1786, quando convocò un Sinodo locale.

Il Concilio di Pistoia (1786)



una antica litografia che ritrae l'evento.

Il vescovo Scipione de' Ricci, assieme al suo collaboratore il teologo giansenista Pietro Tamburini (+1827), convocò nel monastero di san Leopoldo a Pistoia un Sinodo nei giorni 19-28 settembre 1786. Il Sinodo coinvolse numerosi ecclesiastici toscani, e il suo più grave errore fu quello di impostarsi in funzione specificatamente anti-romana, piuttosto che riformatrice in sé. Dai decreti emanati dal Concilio (1) si desume che: 

A) La fede del Sinodo di Pistoia è tendenzialmente ortodossa con tendenze cattoliche: il culto del Sacro Cuore veniva bandito e dichiarato eretico, ritenuto tale perché divide l'adorazione delle nature di Cristo, separando l'umanità dalla sua divinità. 

B) La Chiesa: la Chiesa ha il compito di preservare il depositum fidei e la morale, la cui autorità (del deposito di fede) si basa sulla Tradizione ("sull'antichità degli usi"). Il papa sarebbe dunque solo un capo ministeriale (amministrativo) e non il Capo della Chiesa. 

C) Sulla Grazia e la predestinazione: tornare alla dottrina di sant'Agostino, abbandonando le discettazioni posteriori. 

D) Il Sinodo di Pistoia confermò i Sette Sacramenti, e in particolar modo decretò su:
1. Battesimo, da conferirsi entro 24 ore dalla nascita e congiuntamente alla Cresima, anche senza permesso dei genitori.

2. Eucarestia: si evitano discussioni sulla natura e l'essenza, ma non si parla mai di transubstanziazione, sebbene il Sinodo ribadisca la presenza reale: si abolisce la Comunione fuori dalla Messa, l'adorazione del Corpus Domini.

3. Riti. Si introducono le preghiere ad alta voce (contro i canoni di Trento) e la lingua volgare per tutte le celebrazioni liturgiche. Fu deciso di abolire l'uso degli altari laterali delle chiese, giacché sono una "invenzione moderna". 

4. Penitenza. I padri conciliari furono molto rigoristi sulla Confessione, seguendo il Ricci il quale addirittura pensava ad una sola confessione in punto di morte come base sacramentale.

5. Ordine. Il sinodo elogiò il Granduca Leopoldo per le sue riforme politiche, e confermò la prassi dell'Ordine Sacro su base tradizionale. Gli Ordini monastici, conventuali e mendicanti avrebbero dovuto essere definitivamente soppressi e tutti i frati, le suore e i monaci avrebbero dovuto abbracciare la Regola di san Benedetto. 

6. Sulla preghiera: vengono abolite come già detto tutte le nuove pratiche devozionali, in primis il Sacro-Cuore e la Via Crucis (chiamate "false"), le novene all'Immacolata, le devozioni comparse dopo il periodo scolastico (XIII secolo); il sinodo regola tutte le altre (come ad esempio la recita del Rosario) e fu fatta una lunga omelia contro le superstizioni legate alle immagini sacre e alla idolatria delle statue. 

7. Estrema Unzione. Il Sinodo combatte la pratica di concedere l'Unzione anche a coloro che non sono veramente malati terminali, e regola la dispensa di questo sacramento solo in punto di morte.

8. Culto Pubblico. Il sovrano doveva ricevere menzione in ogni rito, e scriverne uno apposito per la sua commemorazione; Il Placebo, l'officio dei morti, doveva tornare ad essere cantato (anche di domenica), si dovevano ridurre i devozionismi come le processioni e la recita di novene pubbliche, e le Feste dovevano essere trasferite nei calendari di domenica. 

9. Regolamento. Il Sinodo concluse specificando le competenze e le proclamazioni dei sinodi e delle riunioni. 

Il post-Concilio

Scipione de Ricci pensava di utilizzare questo Sinodo come base canonica per una futura Chiesa Nazionale Toscana, ma gran parte dell'episcopato toscano (ma non del basso clero) gli fu contro. La decisione di appoggiare le tesi gallicane del 1682 gli negò le simpatie dell'alto clero,  di tendenza ultramontana. Scipione subì perfino un assalto al suo palazzo vescovile di Prato, perché aveva osato mettere in discussione la veridicità della Sacra Cintura della Madre di Dio, che secondo i pratesi si trova in cattedrale (2). Come se non bastasse, nel 1790 il granduca Pietro Leopoldo diventò Imperatore d'Austria, lasciando Firenze. Privo del necessario appoggio politico, il vescovo Scipione si ritrovò pressoché solo. Nel 1791 lasciò la carica di vescovo. Nel 1794 papa Pio VI condannò le tesi del sinodo pistoiese tramite la bolla Auctorem Fidei. Nel 1799, Scipione venne chiamato a ritrattare le sue tesi ed egli non si sottomise al papa, relegandosi però in un auto-esilio nella sua villa di famiglia. Il prelato si ritirò a vita privata fino al 1805 quando sperò nell'intervento di Napoleone per tornare alla ribalta, ma l'Imperatore di Francia scelse la corona papale e allora nel 1805, ormai sconfitto dalla Storia, in un colloquio privato con Pio VII nella villa di Firenze, Scipione de Ricci abiurò la dottrina che aveva egli stesso affermato. Ritiratosi anche dal ministero pubblico, morì in solitudine nel 1810. 

Nota del blogger: giudichi il lettore da sé, se questo non era un buon seme
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FONTI E NOTE

La biografia completa di Scipione de Ricci in:

- Louis De Potter, Vie de Scipion de Ricci, eveque de Pistoie et Prato, Bruxelles 1825. 
- Agenore Gelli / Scipione de Ricci (parzialmente autobiografico), Memorie di Scipione de Ricci, vescovo di Prato e Pistoia, edizioni Le Monnier, Firenze 1865. 

Sulla attività pastorale:

- C. Lamioni, Lettere di vescovi e cardinali a Scipione de Ricci, Pistoia, società pistoiese di storia patria, 1988. 
- M. Verga e B. Bocchini Camaiani, Lettere di Scipione de Ricci al Granduca Pietro Leopoldo, Firenze, 1990. 

Una panoramica del Sinodo in:

C. Lamioni, Il sinodo di Pistoia del 1786, Herder edizioni, Roma 1991.

1) G. Moroni, Dizionario d'erudizione storico-ecclesiastica, vol. LIII, Venezia 1851, pag. 293-295

2) Anche il Monastero ortodosso di Vatopedi sul monte Athos reclama il possesso della Cintura della Vergine.






Servizio Liturgico in tempo di invasione o di guerra

Questo servizio liturgico è un Canone paracletico alla Vergine "per i tempi di guerra", composizione nel Trebnik del 1902 stampato alla Lavra delle Grotte di Kiev. E' celebrato dal clero nelle chiese e recitato dal popolo nelle proprie case con compunzione. La celebrazione qui proposta è a uso dei sacerdoti: tutti i cristiani possono recitare il Canone estromettendo le litanie e le preghiere sacerdotali.  

Dopo la Liturgia, si reca nel centro della navata o nel nartece, secondo gli usi, e si rivolge a Oriente. Il primo celebrante intona dunque:

PRINCIPIO

S.  Per le preghiere dei nostri Santi Padri, Signore Gesù Cristo Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.
Il Lettore prende la benedizione e legge le preghiere iniziali.
L. Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi (tre volte).
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Re celeste, Consolatore, Spirito della verità, che sei ovunque presente e tutto ricolmi, scrigno dei beni e dispensatore di vita, vieni, e dimora in noi, e purificaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi misericordia di noi. (tre volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Santissima Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, purifica i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, a causa del tuo nome.
Kyrie eleison. (tre volte).
Padre Nostro, che sei nei Cieli, sia santificato il tuo Nome; venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra; dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti così come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.
S. Poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria, Padre, Figlio, e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.
L. Amen.
Kyrie eleison. (12 volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Mentre il Lettore legge i salmi, il sacerdote incensa l'altare, l'iconostasi su entrambi i lati e tutta la chiesa, per poi rientrare nel presbiterio e lasciare il turibolo colà. Fatto ciò, si inchina alla mensa, la bacia e si reca dinnanzi alla icona della Santa Croce, oppure nel centro della navata, oppure dove si celebra il Canone.
Venite, adoriamo il Re, nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo, il Re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo stesso, il Re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.

L. salmo 142 Signore, ascolta la mia preghiera, porgi l'orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele, e per la tua giustizia rispondimi. Non chiamare in giudizio il tuo servo: nessun vivente davanti a te è giusto. Il nemico mi perseguita, calpesta a terra la mia vita, mi ha relegato nelle tenebre come i morti da gran tempo. In me languisce il mio spirito, si agghiaccia il mio cuore. Ricordo i giorni antichi, ripenso a tutte le tue opere, medito sui tuoi prodigi. A te protendo le mie mani, sono davanti a te come terra riarsa. Rispondimi presto, Signore, viene meno il mio spirito. Non nascondermi il tuo volto, perché non sia come chi scende nella fossa. Al mattino fammi sentire la tua grazia, poiché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, perché a te si innalza l'anima mia. Salvami dai miei nemici, Signore, a te mi affido. Insegnami a compiere il tuo volere, perché sei tu il mio Dio. Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana. Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, liberami dall'angoscia, per la tua giustizia. Per la tua fedeltà disperdi i miei nemici, fa' perire chi mi opprime, poiché io sono tuo servo.

L. Salmo 27. Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Quando mi assalgono i malvagi per divorarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere. Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me si scatena una guerra, anche allora ho fiducia. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. Nella sua dimora mi offre riparo nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua tenda, sopra una roccia mi innalza.
E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano. Immolerò nella sua tenda sacrifici di vittoria, inni di gioia canterò al Signore. Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito:  »Cercate il mio volto!». Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto. Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, perché mi tendono insidie. Non gettarmi in preda ai miei avversari. Contro di me si sono alzàti falsi testimoni che soffiano violenza. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

L. Salmo 50. Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Ecco, riconosco la mia colpa, e il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato, con brama, mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. Nel tuo amore fa grazia a Sion, riedifica le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, l'olocausto e l'intera oblazione, allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli amen.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Alleluia, Alleluia, Alleluia, gloria a Te o Dio (tre volte).

SUPPLICA

Il sacerdote recita la supplica fervente.
S. Abbi pietà di noi o Dio, secondo la tua grande misericordia, ascoltaci e abbi pietà di noi.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Sempre preghiamo per l'eminentissimo Arcivescovo e padre nostro N., per tutto il clero e il popolo, che da te attende ampie e copiose misericordie.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Ancora preghiamo per la misericordia, la vita, la pace, la salute, la salvezza, la remissione dei peccati e la santità dei servi di Dio N. (il sacerdote legge i nomi), affinché Iddio ci conceda sanità e incolumità del corpo e dello spirito in questi tempi di tribolazione.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Preghiamo [per il nostro pio sovrano e  Re N. e il suo Stato Maggiore], per i governanti di questa Nazione, per l'esercito e tutti coloro che con fede vi abitano, affinché siano forti e non soccombano sotto i piedi dei nemici.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Ancora preghiamo per quanti vivono in questo Paese, per questa città(o contrada), per ogni città e per tutte le campagne, affinché la carestia, le malattie, gli incendi, la grandine, l'assalto dei nemici e le tentazioni si allontanino per l'azione di Colui che ama gli uomini, il Buon Dio nostro, che ci protegga Lui con la sua destra, e abbia misericordia di noi.
C. Kyrie eleison (quaranta volte).
S. Ascoltaci, o Signore, Salvatore nostro, speranza di quanti abitano la Terra, e di coloro che si sono addormentati, e abbi misericordia di noi, Signore, perdonaci i nostri peccati.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Perché misericordioso e filantropo tu sei, Signore, e ti innalziamo gloria: al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.
C. Amen.

L. O invincibile protettrice dei Cristiani, sicura intercessione presso il Creatore, non disprezzare le voci di preghiera di noi peccatori, ma affrettati, poiché sei pietosa, in nostro aiuto, che con fede t’invochiamo: Non tardare ad intercedere ed accorri a pregare per noi, o Madre di Dio, che sempre proteggi quanti ti venerano.

S. Salva o Signore il tuo popolo e benedici la tua eredità, visita il mondo che è tuo con la tua pietà e la tua misericordia; fai sorgere le schiere dei cristiani ortodossi e fai discendere su di noi la tua copiosa misericordia. Per le preghiere della tutta intemerata, la nostra Signora Madre di Dio e sempre Vergine Maria, per la potenza della venerabile e vivificante Croce, per la protezione gloriose potenze incorporee celesti, per l´intercessione del venerabile e glorioso profeta, il precursore, Giovanni Battista, dei santi gloriosi e lodevoli, corifei degli apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi apostoli; per l´intercessione dei santi padri nostri, i grandi gerarchi e maestri dell´universo, Basilio il grande, Gregorio il teologo e Giovanni Crisostomo, dei santi teofori e taumaturgi padri nostri, Nicola arcivescovo di Myra in Licia e di san Spyridon vescovo di Tremitunde e taumaturgo, dei santi gloriosi e illustri martiri guerrieri Teodoro, di santo Stefano il diacono protomartire, di san Demetrio di Tessalonica e di san Mena che versa manna. Delle sante grandi martiri Tecla, Barbara, Caterina, Irene, Anastasia e di tutte le sante martiri, dei santi progenitori di Cristo, Gioacchino e Anna, dei santi (il santo della chiesa e il santo del giorno) e di tutti i tuoi santi. Ti supplichiamo o Signore, unico ad avere grande misericordia, ascolta noi peccatori che ti invochiamo e abbi pietà di noi.
C. Kyrie eleison (quaranta volte).
S. Ancora preghiamo che siano protetti questa città (o questo villaggio) e questo santo tempio (o questo santo monastero) e tutta la città e la contrada da epidemie, fame, terremoti, inondazioni, incendi, armi, invasioni straniere e guerra civile; che il nostro Dio, buono e amico degli uomini, sia con noi misericordioso, favorevole e conciliante, e perché rimuova ogni ira che incombe su di noi e ci liberi dall'imminente suo giusto giudizio, e abbia misericordia di noi.
C. Kyrie eleison. (tre volte)

Il clero si inginocchia e recita in segreto le preghiere per scongiurare la guerra:  nel caso il sacerdote lo preferisca, si recitano ad alta voce, dopo che il canone è terminato. 

CANONE

Il Lettore prosegue col canone. Se il canone è cantato dal Coro, si celebra in tono IV.

Ode I

L. Mentre attraversava l'abisso a piedi, come se fosse terra ferma, vedevano il Faraone annegare,  Israele gridò a Dio: cantiamoGli un inno di vittoria!

O Purissima, Tu che hai dato alla luce il Signore che è potente nella forza e dominante in battaglia, con la tua destra onnipotente lotta con noi e contro i nemici che osano invaderci.

O Cristo, che nei giorni antichi hai annegato il Faraone e hai affondato i suoi carri nelle profondità del mare, sorgi ora in nostro soccorso, per le suppliche di colei che ti ha generato.

I medici tagliano e cauterizzano per curare, ma tu, o Figlio di Dio, salvaci coi dolci rimedi della tua compassione, per le suppliche di tua Madre.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Col tuo braccio onnipotente annienta i nemici che ci invadono, o Signora nostra, così come fu sconfitto l'esercito di Sennacherib.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Sei tu la nostra forza contro gli stranieri amari che ci muovono guerra, o Purissima, e mandiamo te contro l'orda che ci assale; perché tu sei il comandante supremo dei Cristiani.

Ode III  

Non c'è nessuno santo come te, Signore mio Dio, che hai sollevato le schiere dei tuoi fedeli e ci hai stabilito sulla roccia della Confessione in te, o Buono.

Guidano molti carri, e cavalcano una moltitudine di destrieri, ma siamo noi il tuo popolo, e invochiamo ora il tuo Nome, dicendo: salvaci, o Signora!

O Cristo, che dai forza e potere ai deboli e ai servi tuoi, donaci fortezza contro il nemico barbaro, per colei che ti ha generato.

Riuniti si sono gli stranieri di molte nazioni infedeli, hanno aspetto e alito di fuoco: godono di omicidi, di far bottino e stragi: soccorri, o Signora, i servi che a te gridano.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Uomini assetati di sangue, traboccanti di falsità, si sono alleati contro di noi, hanno meditato pensieri vani, combattendo i tuoi servi, o Madre di Dio, come dice il Salmista.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Con l'estensione delle sue braccia Mosè formò l'immagine della Croce, e vinse il perfido Amalek, o Vergine: e tu allo stesso modo, tramite le tue braccia neoetiche, schianta a terra i nemici di tuoi servi.

Ode IV

Cristo è la mia forza, Cristo è il mio Signore, Cristo è il mio Dio: così canta la Chiesa ricolma d'onore, e loda con mente pura e in modi divini il Signore, osservando le Sue feste.

Imbraccia la spada e abbatti ogni nemico che ci attacca, o Purissima: cingi d'assedio l'avversario con la potenza della tua preghiera.

Riempi il volto dei nemici con la vergogna, il disonore e un grande pavento: fa che rimangano a mani vuoti, come dice il Salmista, e siano inutili tutti i loro progetti.

O Signora, facci conoscere la vittoria, a noi tuo popolo e tua città, perché abbiamo timore che i nemici ci vincano e gioiscano della nostra disfatta.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Tu che hai partorito l'Onnipotente, Tu hai come alleato Colui che può compiere tutto ciò che desidera. Per questo, se tu vuoi salvarci, noi otterremo la Salvezza.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Taglia la testa ai potenti malvagi che lottano contro di noi, affinché, sconvolti dalla tua intercessione, siano sconvolti come un terremoto nel loro intimo, e tremino dinnanzi a te, o Santissima.

Ode V

Con la tua Luce divina illumina le anime di coloro che vegliano fino all'Alba per te, o Buono, affinché ti conoscano, o Verbo di Dio, e vedano che sei il vero Dio che porta tutti lontano dalle tenebre del peccato.

Governatori, tiranni, sovrani di terre straniere si sono posti contro il tuo gregge, e sputano rabbia selvaggia come bestie, ruggendo come leoni pronti all'assalto.

O Vergine Deipara, che hai dato alla luce il  Figlio di Dio, Sovrano noetico delle Schiere Celesti, manda tu un guerriero celeste in nostro aiuto.

Piangiamo senza sosta, gemiamo e soffriamo come mai, o Signora: corri presto in nostro soccorso, abbi compassione di noi, e allontana i nostri nemici, o Vergine.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Non lasciare che la tua eredità cada preda di altre nazioni, o Purissima. Forse che essi diranno mai: dov'è la Deipara in cui riponiamo fiducia? Piuttosto, preserva dalla caduta noi che ti preghiamo.

Ora e sempre nei secoli dei secoli.

Che tutti i regni della Terra conoscano la tua potenza e la tua forza invincibile, o Illibata: siano i nemici confusi, e lascia che tremino quanti non riconoscono la tua autorità.

Ode VI

La burrasca del mare della vita è sempre più violenta, una tempesta di tentazioni ci assale, e noi che cerchiamo la calma gridiamo a Te: salva la mia vita dalla corruzione, o Misericordiosa!

Rendi i nostri soldati solidi del tuo popolo come un arco di rame, cingili di potenza e virilità, o Purissima, benedicendoli dagli Eccelsi.

Non abbandonarci nelle mani dei nostri avversari, giacché crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, o Santissima Vergine: spezza piuttosto coloro che vogliono la nostra rovina.

Piegando le ginocchia a terra, gemiamo e alziamo le mani verso di te, dicendo: è vero, abbiamo peccato contro Dio, o Signora nostra, ma inducilo alla misericordia, affinché le nazioni barbare non ci puniscano!

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Signora, non possiamo sopportare il nemico dire "li raggiungerò, li renderò un cumulo di rovine, e ci spartiremo le loro spoglie, soddisferò il mio spirito: periranno di spada, e ovunque stenderò il mio dominio". Per questo, perché vogliamo vivere, sii tu la nostra Avanguardia.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

I tuoi santi templi, i sacri altari, le tue preziose icone, tutti i vasi e tesori sono distrutti dal nemico, o Vergine.

Il sacerdote recita la supplica fervente.
S. Abbi pietà di noi o Dio, secondo la tua grande misericordia, ascoltaci e abbi pietà di noi.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Sempre preghiamo per l'eminentissimo Arcivescovo e padre nostro N., per tutto il clero e il popolo, che da te attende ampie e copiose misericordie.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Ancora preghiamo per la misericordia, la vita, la pace, la salute, la salvezza, la remissione dei peccati e la santità dei servi di Dio N. (il sacerdote legge i nomi), affinché Iddio ci conceda sanità e incolumità del corpo e dello spirito in questi tempi di tribolazione.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Preghiamo [per il nostro pio sovrano e  Re N. e il suo Stato Maggiore], per i governanti di questa Nazione, per l'esercito e tutti coloro che con fede vi abitano, affinché siano forti e non soccombano sotto i piedi dei nemici.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Ancora preghiamo per quanti vivono in questo Paese, per questa città(o contrada), per ogni città e per tutte le campagne, affinché la carestia, le malattie, gli incendi, la grandine, l'assalto dei nemici e le tentazioni si allontanino per l'azione di Colui che ama gli uomini, il Buon Dio nostro, che ci protegga Lui con la sua destra, e abbia misericordia di noi.
C. Kyrie eleison (quaranta volte).
S. Ascoltaci, o Signore, Salvatore nostro, speranza di quanti abitano la Terra, e di coloro che si sono addormentati, e abbi misericordia di noi, Signore, perdonaci i nostri peccati.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Perché misericordioso e filantropo tu sei, Signore, e ti innalziamo gloria: al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.
C. Amen.

Ode VII

L. L'Angelo nella fornace coprì i Fanciulli di rugiada per comando di Dio, e si è riversata sui Caldei consumandoli, e il tiranno impaurito ha gridato: gloria a Te, Dio dei nostri Padri!

Non abbiamo alzato le mani verso altri dèi, o Signore: e anche se abbiamo peccato, non ci siamo allontanati da Te. Non conosciamo altri che Te, perciò abbi pietà di noi, per le suppliche della Deipara.

Molti cani ci hanno circondato, molti tori corpulenti ci hanno assalito, come bestie hanno macellato i tuoi servi e li hanno fatti a pezzi, o benedetta Signora: tu stessa allontanali con la tua mano possente.

Tu che hai salvato il mondo, o Regina che hai dato alla luce il Salvatore dell'Universo e Re dei re, noi ti preghiamo, salva questa città, non permettere che sia consegnata all'amara prigionia dei barbari.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

o solo Immacolato, Dio nostro, libera questa città e il suo popolo dai tumulti civili, dall'agitazione, dallo sgomento, dalle losche trame del nemico, dalla violenza degli empi, dalla spada dei nemici e dalle insidie del maligno.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Ti abbiamo come baluardo inespugnabile, invincibile, incrollabile, fra i nemici sanguinosi e gli eccidi dei barbari  come una torre inespugnabile sei, o Purissima: noi saremo salvi per la tua intercessione.

Ode VIII

Dalle fiamme hai salvato i venerabili con la rugiada, e hai spento il sacrificio del Giusto con l'acqua: perché tu, o Cristo Dio, puoi fare tutto ciò che ti aggrada. Noi per questo ti esaltiamo senza posa in ogni epoca.

Animali feroci e lupi assetati di sangue hanno circondato i tuoi servi, come fossero un gregge di pecore inermi: hanno strappato via i tuoi agnelli e li voglio divorare: sii tu, o Vergine, la nostra avanguardia.

Un popolo numeroso, una nazione potente e prospera che viola i trattati,  ci ha mosso guerra, o Deipara: sii tu dinnanzi a noi.

Arrocca la città con un esercito di Angeli, issa le mura noetiche e sventa gli assali del nemico: sii la nostra avanguardia, o Vergine Deipara.

Come il vile Hadad si mosse contro Salomone, così sono insorti gli empi contro di noi: ma sii tu dinnanzi a noi, o Vergine santissima.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Un esercito che ripone la sua fiducia nella spada si è accampato presso di noi per distruggerci: ma noi abbiamo pianto e riposto la nostra speranza in te, o Deipara: vieni in nostro soccorso.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

O Santissima Signora nostra, che molte volte hai spezzato l'arco dei malvagi, metti in fuga il nemico e donaci la vittoria in questo giorno, o Benedetta.

Ode IX

Non è possibile per gli uomini vedere Dio, giacché neanche gli Angeli sopportano il suo sguardo: ma attraverso di te, o Purissima, il Verbo incarnato è apparso agli uomini. Egli ti ha magnificato fra le schiere celesti, e per questo ti chiamiamo Beata.

O più che benedetta Vergine Deipara, sii roccaforte e coraggio del tuo popolo, sii un  valido sostegno, una spada a doppio taglio, un'arma potente, riduci le forze delle orde avversarie e mozzagli la testa come se fossero un unico collo.

Come castello invincibile e inespugnabile, torre e baluardo dei Cristiani tu sei, o Purissima: annienta l'arroganza degli stranieri senza dio, l'assalto violento dei tiranni e le minacce dei barbari.

Difeso da un Angelo, Gedeone sconfisse le schiere di Madian: allo stesso modo, o Illibata, invia un Angelo dal Cielo ad annientare i battaglioni del nemico e a schiacciare gli avversari che ci muovono guerra.

o Signora, viene superato l'ordine naturale quando Dio decide di creare qualcosa di suo gradimento: convinciLo Tu, che Lo hai dato alla luce, a benedirci con la vittoria. Vai tu, o Deipara, dinnanzi a noi in battaglia, contro coloro che vogliono abbattere la tua città.

Ascolta i tuoi servi che qui piangono nel tuo sacro tempio, o Purissima, perché noi invochiamo incessantemente il tuo Nome, ed effondi l'ira di Dio sulle nazioni che non lo conoscono, sui regni che hanno in odio la fede.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

O Verbo di Dio, che hai annientato l'antica separazione, e attraverso la Deipara hai unito il Cielo alla Terra, poni fine, ti preghiamo, a questo conflitto, e manda su di noi la tua Pace.

Ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Stendi la tua protezione come un manto, o Madre di Dio, sul tuo popolo, come di un velo di luce rivesti questa città,  avvolgici nelle tue braccia come hai abbracciato il Cristo, e ci vanteremo per sempre nel tuo Nome.

PREGHIERE SACERDOTALI

Il sacerdote recita queste preghiere ad alta voce, oppure se le ha recitate silenziosamente durante il canone, si limita all'ultima, la quale può essere letta anche dai laici.

S. Giustificazione. Signore nostro Dio, Maestro del genere umano, chi è come Te? Chi fra gli dèi ti somiglia? In verità non vi è altro Dio all'infuori di Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, Trinità indivisibile e perenne, lento all'ira e rapido nella misericordia e nell'indulgenza. Stendi la tua mano sul tuo popolo che grida e piange il tuo Nome, perché i nemici depredano le tue chiese e saccheggiano la tua eredità. Per quanto tempo, o Dio, permetterai che il fuoco rovini le tue case e che il tuo popolo soffra il castigo? per quanto tempo allontanerai la tua mano? Per quanto tempo gli empi avranno potere sul popolo che hai santificato? Avrai pietà della tua Gerusalemme, o Dio Onnipotente? Io come Zaccaria ripongo in te la mia fiducia, o Signore di misericordia. Accetta le mie umili suppliche, non permettere che il tuo popolo perisca, soffra, venga annientato dal furore dell'avversario, e che questa punizione giusta che tu hai mandato sul tuo popolo presto finisca, perché io confesso che tu sei un Dio buono e filantropo, e tuo è il Regno, ogni potenza e ogni gloria, che ti si addice, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

S. Per il popolo di Dio. Signore Dio, noi tuoi servi indegni, peccatori, noi inutili ti supplichiamo: ascolta il grido dei tuoi figli, abbi pietà di noi. Per colpa delle nostre blasfemie e delle nostre iniquità hai disposto un gran flagello su di noi: siamo diventati lo zimbello delle nazioni e ci deridono gli infedeli. Chi non lamenterà questa schiavitù? Chi non alzerà il suo grido di dolore? Per le nostre colpe l'oro è arrugginito e l'argento è corroso: da bianchi come il latte siamo divenuti neri come l'inchiostro. Siamo rivestiti di vergogna perché abbiamo perso la via dei divini comandamenti. Da figli del tuo Regno, siamo divenuti schivi di nemici iniqui e di popoli infedeli: perché abbiamo agito contro la Tua volontà. Ma ti prego, o Dio, non rompere il patto, non abbandonare il tuo popolo: perché tu sei il nostro Dio, il Padre Celeste, il filantropo Figlio Unigenito, e lo Spirito Santo misericordioso: tu hai compassione dei tuoi fedeli, anche se persi nelle tenebre del peccato. Soccorrici, o Dio, nostro Salvatore, noi speriamo ancora in Te. Accetta questa confessione di fede da parte dei tuoi servi, dei tuoi inutili servitori, e salvaci per il sangue prezioso del tuo Figlio che fu sparso per la redenzione del genere umano. Per le preghiere dei suoi Apostoli, dei Martiri che hanno confessato il Suo nome, per le suppliche dei Profeti che l'hanno annunciato, e di tutti i santi: non rigettare le loro preci ferventi, e non allontanarti da noi. Infatti, non abbiamo altra speranza, altro riparo se non Te: non distogliere il tuo volto dal tuo popolo. Così come hai dato forza all'esercito di Giosuè. così come hai soccorso Davide tuo servo, così, Signore Gesù Cristo Dio nostro, dai potenza al tuo popolo giacché confessiamo il tuo Nome e poniamo in Te ogni nostra speranza.

S. Per la salvaguardia della Chiesa. Salva, o Dio, il tuo popolo, guarda con benevolenza alla tua Chiesa sofferente, non permettere che gli avversari distruggano i tuoi templi, le tue case, e annientino la tua gente, depredando il giusto e l'oppresso, i bambini e quanti vivono una vita onesta: per le suppliche della Vergine Deipara e di tutti i santi, non abbandonarci, ma vieni presto in nostro soccorso. Siano i pastori e tutto il tuo clero fari di luce e forti nella prova, non siano sconvolti e agitati, non abbandonino il gregge che Tu stesso hai loro affidato, ma servano il tuo popolo fino all'ultimo giorno della loro vita; concedi alla tua Chiesa di poter essere rifugio e conforto per tutto il tuo popolo, perché tu sei un Dio di bontà, di misericordia e d'indulgenza, e noi ti rendiamo gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

S. Per l'Esercito e la vittoria della guerra. Signore Dio egli Eserciti, guarda ora a questa città che ti è devota, ai suoi abitanti, al nostro popolo: manda i tuoi santi angeli a proteggere i nostri guerrieri, guarda con favore alle nostre autorità e ai nostri comandanti, e  donaci la forza per una difesa ardente, addestra le nostre dita alla battaglia, purifica la nostra mente e rendila salda nei giorni della prova: benedici il nostro esercito e fortifica quanti difendono la loro terra dai soprusi dei barbari, dalle mani dei nemici e di quanti ci odiano. Sfonda le linee avversarie, trapassa i loro corpi, disturba i loro soldati, confondi i loro ufficiali, affinché gli empi senza dio possano finalmente conoscere che sei Tu l'unico Dio, e che solo a te si deve la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

S. Per la forza del popolo. Dio Onnipotente, Signore di ogni creatura, non abbandonare il tuo popolo, i fedeli che in te sperano. In questi giorni tremendi le forze del nemico ci accerchiano e ci attaccano, minacciando la salute della tua gente e la prosperità e la salute della tua Chiesa. Ferma la mano degli avversari, confondili. Non permettere che i rivali del nostro popolo ci sottomettano e sradichino i tuoi templi, abbattano i tuoi santuari, e rubino le tue sante offerte: piuttosto, invia dal Cielo un esercito di Angeli a proteggere quanti abitano questo luogo e a fortificare le nostre braccia, non permettere che il popolo si divida e si dia ai saccheggi e alle ruberie, ma piuttosto infondi serenità a questa nazione, affinché, sconfitti i nemici per mezzo del tuo potere, possiamo renderti gloria come ti è dovuto, Padre, Figlio, e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.

S. Per la salute dei fedeli. Signore nostro Dio, Re dell'Universo, Signore d'ogni nazione e di ogni creatura, ineffabile, incircoscritto, Onnipotente: tu tieni l'intera creazione nel palmo della tua mano, e niente ti è nascosto. Tu hai accettato il pentimento degli abitanti di Ninive e non li hai distrutti a causa della loro iniquità, perché con atto di fede si sono prostrati dinnanzi alla tua gloria. Così, accetta anche le nostre lacrime, le nostre sofferenze, i nostri gemiti, e le suppliche del tuo popolo: allontana il male dai giusti e da coloro che praticano la tua legge, o Signore, affinché sia sempre lodato il tuo Nome, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

S. O Signore nostro Dio, che esisti da sempre e sempre esisterai: per compassione verso il genere umano e per la tua benevolenza sei disceso dai Cieli e ti sei incarnato nel seno della Vergine al fine della nostra Salvezza. Tu che sempre ascolti le suppliche di quanti ti amano, o Cristo Dio nostro, accogli anche ora la nostra supplica, odi il nostro grido. Noi conosciamo il tuo immenso amore per le tue creature, e la tua bontà che elargisci ineffabilmente su tutto il creato: non allontanare per questo il tuo volto da noi, e poni la tua mano come una fortezza e un baluardo invincibile contro i nostri nemici, che furiosamente si accaniscono contro di noi. Proteggici come la pupilla del tuo occhio: poni presso di noi un Angelo a guardiano delle nostre anime e delle nostre vite, prendici sotto le tue ali come un riparo sicuro. Fortificaci nel bene gli uni per gli altri, e concedici la tua pace. Ma, ancora e prima di ogni cosa, dacci ancora di poterti amare e di credere fermamente in Te, instilla in noi il Timor di Te e un vero e perfetto amore per te, così che possiamo magnificarti e renderti l'onore che ti è dovuto, assieme al Padre tuo senza principio e al buonissimo e vivificante Spirito, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.  

TROPARIO ALLA CROCE

Il coro canta una volta sola: Salva, o Dio, il tuo popolo, e benedici la tua eredità; Sui nemici concedi la vittoria ai Cristiani ortodossi, e preserva la tua nazione per la potenza della santa Croce.

CONGEDO

S. Rivolto all'icona di Maria. Santissima Madre di Dio, salvaci.
Il coro canta: Più venerabile dei cherubini / e senza confronto più gloriosa dei serafini. / senza corruzione hai partorito il Verbo Dio: / o semprevergine Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.
S. Rivolto all'icona di Cristo. Gloria a Te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te.
L. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli amen. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. Padre, benedici.
S. Rivolto al popolo, con la croce da benedizione. Cristo nostro vero Dio, [se è domenica, aggiunge: Il Risorto dai Morti] per le preghiere della santissima, illibata e sempre-vergine Madre sua, per il potere della preziosa e vivificante Croce, per il patrocinio delle celesti potenze incorporee, per le preghiere dei santi e lodatissimi Apostoli, di san N. (santo del giorno), di san N. (santo della parrocchia) e di tutti i santi, ci salvi, Lui che è buono + e amante degli uomini.
C. Amen.