mercoledì 30 novembre 2016

Servizio Liturgico per la Conversione degli Eretici

Questo servizio liturgico si celebra in particolar modo la Domenica dell'Ortodossia (I° di Quaresima), e quando i sacerdoti lo ritengono opportuno, ed ha il fine di convertire gli eretici e gli scismatici, per ricondurli in seno alla Chiesa Ortodossa. Può essere celebrato anche separatamente - in tal caso, è preceduto da una incensazione della Chiesa e dall'Ora Canonica più vicina all'orario - ma solitamente viene cantato a conclusione della Divina Liturgia.



PRINCIPIO

I sacerdoti si recano fuori dalle porte sante dell'iconostasi in paramenti completi, si inchinano tre volte verso l'altare, dopodiché il diacono, alzando la stola:
D. Benedici, padre.
S. Benedetto sia il nostro Dio in ogni tempo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
L. Amen. Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.

Re celeste, Consolatore, Spirito della verità, che sei ovunque presente e tutto ricolmi, scrigno dei beni e dispensatore di vita, vieni, e dimora in noi, e purificaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi misericordia di noi. (3 volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Santissima Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, cancella i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità a causa del tuo nome.

Kyrie elèison. (3 volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli,  sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane quotidiano; e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Sacerdote, ad alta voce: Poiché tuo è il regno, e la potenza, e la gloria: del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

L. Amen. Kyrie elèison. (12 volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Venite, adoriamo il re, nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo stesso, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.

L. Salmo 74. O Dio, perché ci respingi per sempre,  perché divampa la tua ira  contro il gregge del tuo pascolo?  Ricordati del popolo  che ti sei acquistato nei tempi antichi.  Hai riscattato la tribù che è tuo possesso,  il monte Sion, dove hai preso dimora. Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:  il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario. Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio,  issarono i loro vessilli come insegna. Come chi vibra in alto la scure  nel folto di una selva, con l'ascia e con la scure  frantumavano le sue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,  hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome;  pensavano: "Distruggiamoli tutti";
hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese. Non vediamo più le nostre insegne,
non ci sono più profeti  e tra di noi nessuno sa fino a quando... Fino a quando, o Dio, insulterà l'avversario,  il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome?  Perché ritiri la tua mano  e trattieni in seno la destra? Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi,  ha operato la salvezza nella nostra terra.  Tu con potenza hai diviso il mare,  hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. Al Leviatàn hai spezzato la testa, lo hai dato in pasto ai mostri marini. Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire,  hai inaridito fiumi perenni. Tuo è il giorno e tua è la notte,  la luna e il sole tu li hai creati.  Tu hai fissato i confini della terra,  l'estate e l'inverno tu li hai ordinati. Ricorda: il nemico ha insultato Dio,  un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda,  non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.  Sii fedele alla tua alleanza;  gli angoli della terra sono covi di violenza.  L'umile non torni confuso,  l'afflitto e il povero lodino il tuo nome.  Sorgi, Dio, difendi la tua causa,  ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno.  Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici;  il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. 

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia, Alleluia, Alleluia.

ECTENIA

Il Diacono, dopo che il Lettore ha concluso l'alleluia, esclama:
D. Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, ti preghiamo, abbi pietà di noi.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Preghiamo per il nostro Vescovo N. e per tutto il clero e per il popolo.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Ancora preghiamo per tutti coloro che portano le offerte e fanno il bene in questo santo tempio.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Ancora preghiamo per il nostro paese custodito da Dio, per i suoi governanti e l'esercito, affinché [nella loro moderatezza anche noi] viviamo una vita calma e tranquilla, in tutta pietà e purezza.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Ancora preghiamo per i nostri fratelli sacerdoti, ieromonaci e per tutta la nostra fratellanza in Cristo.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Ancora preghiamo per i beati e sempre commemorati santissimi patriarchi degli ortodossi, per i fondatori di questo santo tempio (oppure di questo santo monastero), e per tutti i nostri padri e fratelli ortodossi, che già riposano e giacciono qui e ovunque.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Ancora preghiamo per ottenere misericordia, vita, pace, salvezza, visitazione, perdono e remissione dei peccati per i servi di Dio, fratelli di questo santo tempio (oppure di questo santo monastero).
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Preghiamo il Signore che Egli rimiri e abbia pietà della sua Santa Chiesa, e la renda invincibile contro le orde dei nemici visibili e invisibili, contro ogni eresia ed errore, e la conduca al porto della sua Pace.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Affinché Iddio si degni di quietare le tempeste spirituali, e per il potere dello Spirito Santo converta alla conoscenza della Verità quanti si sono allontanati da essa, preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
D. Affinché il Signore nostro Dio illumini con la sua divina potenza quanti sono nelle tenebre dell'errore, e che li renda forti nella fede, e li tenga senza macchia nella retta dottrina, preghiamo.
C. Kyrie eleison. (tre volte)
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Il sacerdote, in silenzio: Signore nostro Dio, accetta queste suppliche dei tuoi servi, abbi pietà di noi secondo le tue grandiose indulgenze. Manda su di noi la tua Grazia e su tutto il tuo popolo, che da te attende grandi e copiose misericordie.
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S. Ad alta voce: Perché tu sei un Dio misericordioso e filantropo, e a te si addice ogni gloria, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen.

Dopodiché, il coro canta i seguenti tropari.



TROPARI

Il coro, in tono IV.

Noi tuoi servi inutili, / o Signore, / grati per i tuoi benefici a Te ci rivolgiamo, / glorificandoti ti cantiamo inni e preghiere, / magnifichiamo la tua benignità / e con l'amore di un servo in lacrime ad alta voce ti cantiamo: / gloria a Te.

Gloria al Padre, / al Figlio, e / allo Spirito Santo.

Dopodiché, in tono III.

O Signore e Maestro, / che liberamente hai donato a noi servi inutili / le tue indulgenze, rivolgendoci / a Te con lode e inni di grazie / per quanto possiamo, / glorificandoti qual filantropo e Creatore, / gridiamo a Te: sia tu glorificato, / o Dio generoso.

Ora e sempre, / nei secoli dei secoli. Amen.

Infine, in tono IV, ancora:

Come lo splendore del firmamento negli Eccelsi, / hai mostrato la gloria del Cielo a coloro che sono in basso, / e la bellezza della tua santa dimora, o Dio: / hai stabilito la tua casa nei secoli dei secoli / e incessantemente ricevi le nostre suppliche dalle mani della Deipara, / o Vita e Resurrezione di tutti.

LETTURE

Conclusi i tropari, il diacono ad alta voce e alzando l'orarion.
D. Sapienza!
S. Verso il popolo. Pace + a tutti.
C. E al tuo spirito.
D. Stiamo attenti.
Il Lettore canta il prochimeno in tono IV.
L. Coloro che si trovano nella casa di Dio / e negli atri di Dio / fioriranno.
Il coro: il Giusto gioirà nel Signore, / e spererà in Lui.
L. Dalla Lettera di san Paolo Apostolo ai Romani.

Ora vi esorto, fratelli, a tener d'occhio quelli che provocano le divisioni e gli scandali in contrasto con l'insegnamento che avete ricevuto. Allontanatevi da loro.  Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici. Quanto a voi, la vostra ubbidienza è nota a tutti. Io mi rallegro dunque per voi, ma desidero che siate saggi nel bene e incontaminati dal male. Il Dio della pace stritolerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.

Dopodiché, il sacerdote che leggerà il Vangelo si volta verso il popolo.
D. Sapienza!
S. Dal Vangelo secondo il beato Apostolo ed Evangelista Matteo.
D. Stiamo attenti!
S. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. E' venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto. Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
C. Gloria a Te, Signore, gloria a Te.

ECTENIA

Il Diacono, rivolto a oriente, come di consueto:
D. Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua misericordia.
C. Kyrie eleison.
D. Ancora preghiamo per la Santa Chiesa universale, per la nostra Chiesa, per tutto il clero e il popolo: Tu non desideri la morte del peccatore, o Dio, ma che si converta e che viva; Converti coloro che hanno apostatato dalla vera fede. Ascoltaci e di tutti abbi misericordia.
C. Kyrie eleison (tre volte).
D. Tu che hai creato il mondo per la tua gloria, combatti coloro che lottano contro il mondo che hai plasmato, e affinché essi stessi ti glorifichino nella vera fede qual Dio, noi ti preghiamo, ascoltaci e abbi misericordia.
C. Kyrie eleison (tre volte).
D. Tu che ci hai donato i tuoi comandamenti, di amare Te nostro Signore e Dio, e anche i nostri prossimi, fa che ogni errore, trasgressione, iniquità, offesa e vendetta cessino d'esistere, e che il vero amore trionfi nei nostri cuori, noi ti preghiamo, o Creatore, ascoltaci e abbi pietà di noi.
C. Kyrie eleison (tre volte).
S. Ad alta voce. Perché tu sei un Dio di misericordia e d'amore per l'umanità,noi ti inneggiamo, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
C. Amen.

PREGHIERA PER LA CONVERSIONE DEI NON ORTODOSSI

Il diacono: Preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
Il sacerdote, rivolto all'icona di Cristo Salvatore:
S. Altissimo Dio, Creatore e Signore di tutto ciò che esiste, che ricolmi della tua maestà tutte le creature, e le sostieni con la tua forza! A te indegnamente noi tuoi servi rendiamo grazie, perché non ti sei allontanato da noi nonostante le nostre iniquità, ma piuttosto ci hai avvicinati con la tua compassione. Tu hai inviato il tuo Unigenito Figlio per la nostra salvezza, a predicare la buona novella della tua benevolenza immensa per la razza umana, affinché desiderassimo d'esser salvati e ci rivolgessimo a Te; Consapevole della nostra debolezza, hai rafforzato l'umana natura con la Grazia dello Spirito Santo e ci hai confortati con la speranza della Fede salvifica e la perfetta attesa delle eterne delizie, e guidi i tuoi eletti fino alla Gerusalemme celeste, proteggendoci come la pupilla del tuo occhio. Confessiamo, Signore, il tuo grande amore per l'umanità e la tua amorevole compassione.

Ma, vedendo gli impulsi di molti deboli, con fervore ci rivolgiamo a te, o Buon Dio nostro: rimira la tua Chiesa e vedi che, sebbene abbiamo ricevuto il tuo Vangelo vivificante con gioia, le tare della vanità e tutte le altre passioni hanno condotto alcuni lontani dai frutti spirituali e hanno piuttosto generato eresie, scismi e separazioni in odio al tuo Vangelo, hanno apostatato la tua Verità, hanno rifiutato la tua Grazia, ma ora sono sottoposti al Giudizio del tuo Verbo. O Signore Onnipotente, benevolo e generoso, non essere adirato fino alla fine dei tempi! Sii misericordioso, guarda alla tua Chiesa che ti implora, si prostra dinnanzi a Te, Signore Gesù Cristo, Salvatore e perfezionatore dell'umana natura! Abbi pietà di noi, con la tua forza fortifica la nostra destra, illumina gli occhi della ragione degli apostati e degli eretici, affinché, risplendendo della luce divina i loro occhi ciechi, comprendano la tua Verità, ammorbidisci il loro orgoglio e apri le loro orecchie, affinché riconoscano la tua voce e ti acclamino qual Salvatore.

Correggi, o Signore, la corruzione degli empi e riportali alla pienezza del Cristianesimo: rendici santi e illibati, senza macchia, lascia che la fede salvifica si innesti nel nostro cuore, e rimanga sempre feconda. Non allontanarti da noi, ma volgi il tuo sguardo e donaci la gioia della redenzione, e rendi i nostri Pastori zelanti nella fede, preoccupali della salvezza di coloro che hai loro affidato e che sono ingannati, così che, guidati fino alla perfezione della fede, al compimento della Speranza, all'amore vero: e lì, coi cori purissimi degli Angeli celesti, possiamo glorificare Te, nostro Signore, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

CONGEDO

Il Diacono, con l'orarion alzato:
D. Sapienza!
S. Rivolto all'icona della Vergine. Santissima Madre di Dio, salvaci.
Coro: Più venerabile dei Cherubini / e senza confronto più gloriosa dei Serafini, / senza corruzione hai partorito il Verbo Dio: / Te, veramente Madre di Dio, / noi magnifichiamo.
S. Rivolto all'icona di Cristo. Gloria a te, o Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te.
L. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. Padre, benedici.
S. Rivolto al popolo. Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della santissima e sempre Vergine Madre tua, per il patrocinio delle Celesti potenze, per la potenza della Vittoriosa e preziosa Croce, per le preghiere dei beati Apostoli e di tutti i santi, abbi misericordia di noi e salvaci.
Coro. Amen.
Il servizio è concluso.
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FONTE

St. Petersburg Synodal Typographia 1902. Con la benedizione del Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa.

Ristampato (in slavo ecclesiastico) con la benedizione di Sua Beatitudine Averkij, Arcivescovo di Syracuse e Superiore del Monastero della Santa Trinità in Jordanville, stampato in Jordanville (NY), U.S.A., 1967.


La traduzione in inglese venne prodotta dal padre George Lardas della Chiesa russa di san Vladimir in Houston (TX) nel 1993. 

sabato 26 novembre 2016

L'Unìa di Brest e la nascita degli Uniati (Storia della Chiesa)

L'Uniatismo è un termine usato prevalentemente dagli Ortodossi in senso dispregiativo, giacché i cattolico-romani preferiscono chiamare gli Uniati come "greco-cattolici" benché la maggior parte degli Uniati non sia di sangue greco, ma piuttosto ucraino, romeno o arabo. L'Uniatismo nasce nel XVI secolo nel contesto politico delle guerre incessanti, più o meno ufficiali, fra il Regno di Polonia e gli Stati Russi. Il lemma "uniatismo" o "uniata" deriva dalla parola Unìa, ossia "unione", ovviamente in senso dispregiativo anch'essa, dei cosiddetti greci (cioè i cristiani di rito greco, vale a dire ormai gli ortodossi) con Roma. L'Uniatismo consiste nell'accettare la sovranità politica e spirituale del Papa di Roma come supremo leader della Chiesa, come Vicario di Cristo, assieme a tutti i suoi dogmi, e contemporaneamente mantenere i riti liturgici e alcune tradizioni specificatamente locali e "ortodosse", nel senso di orientali o bizantine. Prima dell'Uniatismo, infatti, i cattolici usavano imporre il rito latino ai convertiti dalle regioni balcaniche: con questa nuova politica imperialista, al contrario, si tolleravano le usanze greche (quali il matrimonio dei preti, ad esempio) al fine di rendere il << dolce giogo del Papa >> più sopportabile alle menti dei cosiddetti Orientali, che erano considerati dai cattolici come inferiori. 


la nuovissima Cattedrale della Resurrezione, della Chiesa Greco-Cattolica di Ucraina, a Kiev.

L'Unìa di Brest-Litovsk

La Polonia, potentissimo Stato cattolico del Seicento, nel pieno appoggio della Controriforma, conquistò nei primi anni del XVII secolo la Moscovia, ponendovi un re cattolico, il "falso Dimitri" come viene chiamato dai russi. Il patriarca Ermogene di Mosca chiamò alla guerra santa contro gli eretici e, sebbene morì prima di vedere le rivolte concretizzarsi, nel 1612 i russi cacciarono svedesi e polacchi dalla Moscovia, respingendoli verso le loro terre d'origine. Dalla metà del XVII secolo fino al XIX secolo, quelli che oggi sono i Bielorussi e gli Ucraini occidentali furono maltrattati dai loro padroni polacco-lituani e molestati religiosamente dai Gesuiti. Dal momento che le regioni occidentali, lituane e ucraine, erano sottoposte ad un metropolita ora separato da Mosca, sorse la questione di chi fosse il superiore del suddetto metropolita: la metropolia del Sud-Est,  sotto la giurisdizione di Costantinopoli, vide le visite dei fanarioti aumentare ogni anno, per paura di una secessione; la zona di Kiev fin dal 1654 era tornata sotto Mosca. Le regioni governate dai polacchi e dai lituani ovviamente lasciarono l'istruzione in mano ai gesuiti, i quali instillarono nella nobiltà e negli studenti il disgusto per quella che è chiamata kholop, cioè la fede semplice del popolo ortodosso. I boiardi e la nobiltà di toga, cioè i letterati, i giuristi e in genere gli acculturati di quelle regioni si diedero dunque al Cattolicesimo erudito. I semi dell'istruzione gesuita fruttificarono presto: nacquero molte confraternite in stile cattolico e ai patriarchi orientali - soggiogati politicamente dal Sultano di Istanbul - venivano figurativamente contrapposti i placidi e ricchi vescovi cattolici, i quali godevano di speciali privilegi statali e sedevano nel Senato. Gli ortodossi convinti dai papisti aspettavano dunque una scusa politica per separarsi dagli << schiavi del Sultano >> per entrare nella ricca e florida Chiesa romana. Il Patriarca Geremia di Costantinopoli, recandosi a Mosca per stabilire il patriarca, passò da Kiev nella cui città depose il metropolita Onesiforo per bigamia, e vi pose al suo posto Michail Ragoza, una persona buona, ma incapace di governare, affinché al suo ritorno potessero assieme condannare un altro vescovo empio, tale Kirill Terletskij. Tuttavia, la morte del giudice della controversia, tale vescovo Melezio di Vladimir in Volinia, diede a Kirill il tempo di organizzarsi. Nel 1593 egli propose ad alcuni vescovi ucraini occidentali l'Unìa, così da liberarsi dal peso dell'amministrazione statale e dal giogo del Patriarca Ecumenico. Come abbiamo però visto, la Chiesa Cattolica dal Concilio di Trento in poi non era interessata affatto a lasciare libertà liturgica ai propri fedeli, anzi, si proponeva una romanizzazione continua delle pratiche in Occidente. Perché avrebbero dovuto permettere il rito bizantino agli Uniati? Le trattative di fondare una Chiesa cattolica di rito greco indipendente dalla gerarchia polacca latina andarono a buon fine, e nel 1595 vi fu un accordo scritto. Tuttavia, bisognava ora convincere i nobili e il popolo ortodossi ad accettare l'Unìa: una idea di pochi intellettuali doveva divenire una Chiesa, con la più alta autonomia possibile, col proprio rito e le proprie tradizioni. Il Patriarca Geremia di Costantinopoli mandò nello stesso anno il suo esarca Niceforo assieme a sei vescovi presso la città romena di Iaşi, per aprire un sinodo il quale ebbe luogo il 17 agosto 1595. Erano presenti anche il vescovo della Valacchia e il vescovo della Moldavia, fra i sei inviati patriarcali. Fu chiesto al popolo ortodosso che abitava nelle regioni sottoposte all'autorità del re polacco di obbedire al loro re, ma non ai vescovi di quest'ultimo. L'ingenuità di Niceforo non prevedeva che la gerarchia cattolica offriva istruzione di alto livello, sicurezza politica e ricchezza economica che le gerarchie ortodosse locali non potevano controbattere. I rappresentanti della metropolia di Kiev che volevano unirsi a Roma visitarono l'Urbe nel 1595, e il Papa accolse la loro richiesta, ma non solo dovevano accettare i decreti del Concilio di Firenze, ma anche quelli di Trento. I due vescovi uniati chiesero di poter eleggere loro il metropolita di Kiev, e gli fu accordato, ma il candidato doveva essere poi confermato dal papa. 

Il principe Ostrozhskij e gran parte della nobiltà locale rifiutarono di obbedire a questi vescovi russi traditori, creando opposizione interna al movimento per l'autocefalia: il principe invitò dunque l'Esarca Niceforo in Polonia per risolvere la questione. Nell'ottobre 1595 vennero tenuti due sinodi separati a Brest. Cinque vescovi ortodossi passarono a Roma con un atto di Unìa, recando con sé le proprie diocesi. L'altro sinodo fu presieduto da Niceforo, il quale scomunicò i cinque uniati. Tuttavia, l'Esarca fu accusato di spionaggio a pro dell'Impero Ottomano e fu incarcerato, morendo in prigione nel 1599. La guida spirituale degli Ortodossi in Polonia-Lituania passò alla figura di Ivan di Vishna. I vescovi uniati ottennero un grande potere, cacciando i preti dalle parrocchie ortodosse per concedere quest'ultime a sacerdoti greco-cattolici. Gli ortodossi subirono una persecuzione perfino da parte degli ebrei, i quali li forzarono nelle trattative commerciali e li oppressero nei mercati e nelle aziende: sotto il regno di Sigismondo III di Polonia gli ortodossi subirono molto, ma la loro vita non tornò pacifica neppure col successore di costui, il re Vladislav IV, il quale concesse agli Ortodossi alcuni privilegi, i quali non furono rispettati dai signorotti territoriali e dalle gerarchie cattoliche. Gli ebrei ebbero modo di essere particolarmente feroci contro gli ortodossi, istigati dai cattolici, come racconta l'arcivescovo Filarete Platonov: gli oggetti liturgici venivano prodotti e venduti solamente dai giudei, i quali li profanavano. Il pane liturgico, prima di essere venduto agli ortodossi, veniva marchiato col carbone, e solo dopo poteva essere portato in chiesa (1). Questo ovviamente, all'occhio ortodosso, è peggio di una profanazione, ma tanto dovettero sopportare gli Ortodossi in Polonia. Uno dei più feroci persecutori degli Ortodossi fu il vescovo uniate di Polotsk, Joasaph Kuntsevitch. Il 22 maggio 1620 un gruppo di cittadini si recò presso il Monastero della Trinità di Polotsk a protestare per l'ingiustizia e la violenza di Joasaph Kuntsevitch, il quale ordinò che il monastero venisse dato alle fiamme... con i contestatori dentro. Mentre il complesso bruciava, l'empio uniate rendeva grazie al suo dio sulla collina vicina con un moliben . Nel 1623 Kuntsevitch morì ucciso dalla gente di Vitebsk, e sarebbe stato glorificato da Pio IX nel 1867. Nonostante dal 1717 in poi la Polonia cadesse sotto il controllo dell'Impero Russo, la nobiltà polacca non cessò mai di trattare gli ortodossi con disprezzo. Dal 1721 al 1747, 165 chiese ortodosse furono chiuse. Nel 1733 le diocesi ortodosse erano state chiuse, a eccezione di una, la Bielorussa. Le processioni ortodosse erano proibite, e gli ordini più diffusi in Polonia nel momento, i Basiliani (cioè i monaci uniati) e i Domenicani, passavano di villaggio in villaggio a controllare che non partissero vettovagliamenti per le comunità ortodosse, previa la scomunica del villaggio stesso. Nel 1755, in tutte le regioni dell'ex Regno di Polonia, vale a dire l'Ucraina occidentale, la Lituania, la Polonia e la Bielorussia, erano attive solamente 130 chiese in pessimo stato. 

Gli ortodossi di quelle aree, così provati, si appellarono svariate volte al governo russo al fine di ottenere condizioni di vita migliori: nonostante numerose proteste ufficiali da parte del governo russo, i polacchi non risposero mai a quegli appelli e la situazione cambiò solamente sotto il governo di Caterina la Grande, con la sua intronizzazione nel 1762. 

La rivolta ortodossa in Polonia

Negli anni 1765-1766 la popolazione ortodossa polacca radunò un ampio movimento di protesta contro le pessime condizioni di vita e contro la Chiesa Uniate. I leader del movimento furono il vescovo ortodosso di Pereyslav, Gervasio Lintsevskij, e l'abate Melchizedek (Znachko-Yavorsky) del Monastero Motronskij. Gli ortodossi si sparsero nei villaggi, cacciando i preti cattolici e mettendo al loro posto dei sacerdoti ortodossi, ordinati dal vescovo Gervasio sul momento. Se un prete uniate non voleva tornare sotto la Chiesa Ortodossa, veniva buttato fuori dalla parrocchia e un altro mandato al suo posto da Gervasio stesso. Interi villaggi si convertivano spontaneamente appena vedevano arrivare la processione ortodossa. Le gerarchie cattoliche decisero dunque di mandare un loro uomo, l'ufficiale Mokritskij, assieme ad un piccolo esercito, in Ucraina, ove le rivolte erano cominciate. L'esercito uniate riconvertiva con la forza al cattolicesimo i villaggi appena passati all'ortodossia. L'abate Melchizedek fu torturato e buttato in prigione. La Prussia, la Svezia, La Danimarca e il Regno Unito inviarono lettere al parlamento polacco al fine di rivedere questa loro intolleranza viscerale contro le minoranze, cioè gli ortodossi e i protestanti. Gli ebrei non erano considerati una minoranza in Polonia, essendo quasi un milione di individui. Come risposta alle lettere dei paesi nordici, il Sejm, cioè il parlamento polacco, varò una legge di restrizione della libertà religiosa. I vescovi cattolici Krasinskij e Soltyk infervoravano i cattolici contro gli ortodossi attraverso lettere pastorali; lo stesso Papa Clemente XIII scrisse al re polacco Stanislav di non concedere nulla ai dissidenti. I vari gruppi non cattolici iniziarono a collaborare: più di duecento congregazioni domandarono simultaneamente diritti per i non cattolici in Polonia, e conferenze furono chiamate fra nobiluomini e letterati in tutto il territorio del regno polacco-lituano, a Torn e a Slutsk. Per soccorrere gli Ortodossi, l'esercito russo marciò verso la Polonia. Prima di invadere il paese, l'ambasciatore russo Repin domandò che venissero concessi i diritti agli ortodossi in Polonia nel 1767, ma le gerarchie cattoliche premettero sul governo e la situazione rimase in stallo. Dopo l'invasione russa, il Sejm varò importanti decreti a favore delle minoranze religiose, e nel 1768 un accordo politico fra la Russia e la Polonia confermò queste leggi. Una commissione mista, cattolico-ortodossa, fu chiamata per rivedere la proprietà le parrocchie e i monasteri, al fine di far tornare le vecchie chiese ortodosse alla Chiesa Ortodossa. Intere comunità chiesero il ripristino della loro gerarchia ortodossa locale. Un vero e proprio libro di domande fu compilato e condotto all'attenzione di Repin, con tanto di lettere di incardinazione da parte di vescovi uniati che volevano tornare in comunione con Mosca. Tuttavia, l'indecisione dei due governi procrastinò il processo e non se ne fece nulla. Non appena l'esercito russo ebbe lasciato la Polonia, le gerarchie cattoliche ripresero la propaganda anti-ortodossa. Nella regione ucraina del Trans-Dniepro, gli ortodossi si armarono e guidati da un certo Maxim Zhelestniak misero a ferro e fuoco le proprietà dei loro aguzzini, in special modo degli ebrei e dei cattolici, e uccisero diversi preti uniati. La rivolta prese il nome di Koliivskina. La piccola città di Uman fu saccheggiata e rasa al suolo, la ribellione si estese a tutta la regione occidentale. I russi, chiamati dal governo polacco, mandarono un esercito in aiuto dei polacchi e non prestarono ascolto ai rivoltosi, i quali furono sterminati dai loro confratelli di religione: insinuati dai polacchi, i russi crederono quella rivolta una semplice ribellione contadina, come ve ne erano tante in quel periodo. Gervasio e Melchizedek, ritenuti riottosi, furono deposti dai loro ruoli religiosi e ritirati. Gli Uniati presero possesso di molte proprietà e gli ortodossi, privi di sostegno, furono lasciati senza sacerdoti. Per fortuna degli ortodossi, nel 1772 con la divisione della Polonia, la Bielorussia col suo milione e mezzo di ortodossi divenne parte dell'Impero Russo. Dal momento che l'unico vescovo ortodosso in Polonia era passato alla Russia con i trattati del 1772, gli ortodossi rimasti in Polonia, per le ordinazioni del clero, dovettero rivolgersi alla Valacchia o alla stessa Russia. Nel 1785 i russi mandarono a Pereyaslav un vescovo, Viktor Sadkovskij, con uno stipendio e la residenza al monastero di Slutsk, con il titolo di Vicario di Kiev e vescovo degli ortodossi polacchi. Non appena ebbe preso residenza, in Polonia apparvero delle dicerie e delle malelingue secondo le quali una seconda Koliivskina stava venendo preparata. Nel 1789 il vescovo Viktor fu prelevato e condotto a finire i suoi giorni in una prigione militare a Varsavia. Molti altri preti fecero la sua fine, e altri fuggirono verso la Russia. Nella riunione parlamentare del 1791 fu deciso che gli ortodossi non dovevano dipendere più da Mosca, per ovvie ragioni di natura politica e strategica, ma fu deciso che gli ortodossi in Polonia avessero un sinodo indipendente legato a Costantinopoli, ma questo progetto sfumò con le successive spartizioni della Polonia nel 1793 e nel 1795, quando la Russia, a eccezione della Galizia, riprese possesso dei suoi antichi territori. Sul finire del XVIII secolo, 130'000 uniati tornarono in seno alla Chiesa ortodossa. Il vescovo Viktor fu liberato dalla galera e fu fatto vescovo di Minsk nel 1793. Fra il 1794 e il 1795, quasi un milione e mezzo di uniati divenne ortodosso. Verso la fine del regno di Caterina, quasi due milioni di uniati erano tornati sotto l'egida della Chiesa Russa (2) . 

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FONTI

1Platonov, Ternovij Venets Rossii, Mosca, 1998, p. 224.

2)Dobroklonsky, Rukovodstvo po istorii russkoj tserkvi , Mosca, 2001,



La Liturgia di San Pietro - ovvero il Rito Italo-Greco

PREMESSA STORICA

La liturgia di san Pietro, contrariamente a cosa si possa pensare, non è l'originale liturgia celebrata a Roma prima delle riforme gregoriane del VI secolo, né in qualche modo è collegata con Roma, se non nel fatto che il Canone Romano è presente nell'atto liturgico. Si diffuse nel VII secolo nei territori dell'Italia bizantina, in special modo in Sicilia, in Calabria e in Puglia, ma anche in Dalmazia e nell'Illirico e, più tardi, verso il XIII e XIV secolo, nei territori di dominio veneziano in Grecia e nelle isole greche, a Creta e a Cipro, probabilmente come tentativo romano di "latinizzare" la liturgia del Crisostomo, il cui impianto spurio è evidente al celebrante. Il declino di questo rito spurio si colloca nel XV secolo, con la sua morte nel XVI. Oggidì, è pressoché scomparsa.



In particolare, molti testi provengono dalla città di Taranto, nella quale pare che il rito avesse una discreta diffusione, ma non mancano codici romani come il Barberini, custodito nella Biblioteca Vaticana, un codice del Monte Athos (noto come Paris 406) e un esemplare georgiano noto come P46. E' certo che nel decennio 840 san Cirillo e i suoi missionari utilizzarono la Liturgia di san Pietro in Illiria e in Moravia, ed è presente un testo in slavonico del IX secolo, noto come Messale di Kiev, ma già dal X secolo il Rito Greco puro ha soppiantato questa liturgia spuria nelle terre morave e ucraine. Dal 774 al 1125, in Puglia si trovano tre differenti versioni della Liturgia di san Pietro, alcune più puramente bizantine, altre come quella qui presentata, e un'altra ancora più romanizzata. Il typikon originale dell'Abbazia greca di Grottaferrata, fondata da san Nilo di Rossano nel 1014, prevedeva la celebrazione della Liturgia di san Pietro come rito ordinario, ma si adeguò ben presto alla Liturgia del Crisostomo. Il prof. James Doyle ritiene che la Liturgia di san Pietro sia nata proprio a Taranto nell'Ottavo secolo, ove sopravvisse fino al XIII secolo, e che fosse diffusa anche nei territori di rito Beneventano, molto più romanizzato rispetto a questo.

Il testo utilizzato per la traduzione proviene dal greco affiancato all'inglese di James Doyle, pubblicato nel 1999 a Woodstock (Illinois, USA). Il testo greco è quello conservato a Parigi alla Biblioteca Nazionale: [Paris, Bib. Nat. Sup. Gr. 476]


Prima della Proscomidia

Dopo le preghiere di vestizione, il sacerdote recita la preghiera di purificazione:
S. O Maestro e Signore nostro Dio, rendi noi immeritevoli tuoi servi, degni di accostarci al tuo santo altare quali ministri di culto, liberaci dalle nostre colpe e rendici degni della discesa del tuo Santo Spirito, per glorificare il santissimo tuo Nome, così che, entrando in altare, possiamo celebrare con pura coscienza la tua divina liturgia, e offrirti sul tuo altare celeste un profumo spirituale di dolcezza, perché Tu sei colui che santifica e Colui che è santificato, a Te si deve gloria, o Padre, col Figlio e lo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Poi, rivolto alla protesi, impone le mani sui Doni dicendo:
S. O Signore nostro Dio, benedici + questa offerta e dona ai tuoi servi mente e cuore puri, affinché siamo resi degni di entrare nel tuo santo altare e presentare il Tuo Corpo immacolato e il tuo Sangue prezioso, concedici di poter stare dinnanzi alla tua presenza in questo giorno tremendo, attraverso l'offerta d'ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, perché glorificato è il tuo mirabile Nome, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Per la Proscomidia, avvalersi del rito ordinario bizantino [1]

ORDINE DELLA DIVINA LITURGIA

INGRESSO IN ALTARE

Dopodiché, il clero si posiziona come in processione dal vestibolo, o dal luogo della protesi, e giunti al principio della navata, il diacono esclama:
D. Benedici, padre.
Il sacerdote, con voce squillante, esclama:
S. Benedetto è il Regno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Il coro risponde: Amen. Dopodiché, segue l'inno da parte del coro, mentre il clero entra in altare e bacia la santa mensa.
Coro: Unigenito Figlio di Dio / e Verbo immortale, / che per la salvezza del genere umano / hai scelto d'incarnarti nel seno della Deipara Vergine Maria / che senza mutamento ti sei fatto uomo / e fosti crocefisso, / Tu che sei uno della Trinità, glorificato assieme al Padre e allo Spirito Santo, / o Cristo nostro Dio, che morendo hai distrutto la morte, / salvaci.
Nel mentre, il sacerdote recita la preghiera in silenzio.
S. O benefattore e Creatore di tutte le cose, ricevi la Tua chiesa e ricolmala di benefici, conducici alla perfezione e rendici degni di entrare nel tuo Regno, per mezzo delle tue santificazioni uniscici alla tua chiesa universale e apostolica, che hai purificato col tuo prezioso sangue, il sangue del tuo Unigenito Figlio, assieme al quale e allo Spirito Santo Vivificante e Buono sei magnificato, ora e sempre nei secoli dei secoli.

GRANDE LITANIA[2]

D. In pace, preghiamo il Signore!
C. Kyrie eleison!
D. Per la pace dall'alto e per la salvezza delle nostre anime preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per la pace del mondo intero, per la prosperità delle sante Chiese di Dio e per l'unione di tutto preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per questo santo tempio e per quelli che vi entrano con fede, pietà e timor di Dio, preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per il gran presule e padre nostro santissimo Patriarca (...), e per il presule nostro eminentissimo Metropolita (o Arcivescovo, o sacratissimo Vescovo) (...),[nei monasteri: e per il nostro archimandrita o abate ...,], per il nostro Maestro e Padre (...) (si nomina il Decano) decano della santa Chiesa, per l'insigne presbiterio, per il diaconato in Cristo, per tutto il clero e il popolo preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per il nostro paese custodito da Dio, per i suoi governanti e l'esercito preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per questa città di (nome),  (oppure contrada, o per questo santo monastero), per ogni città e paese e per quelli che con fede vi abitano preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per la salubrità del clima, per l'abbondanza dei frutti della terra e per tempi di pace preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Per i naviganti, i viandanti, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Perché siamo liberati da ogni afflizione, collera e necessità preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
D. Soccorrici, salvaci, abbi misericordia di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.
C. Kyrie eleison.
D. Commemorando la tuttasanta, purissima, (si inchina all'icona mariana)  più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre-di-Dio e semprevergine Maria insieme con tutti i santi.
C. Santissima Deipara abbi pietà di noi.
D. Affidiamo noi stessi e gli uni gli altri e (si volta all'icona di Cristo) tutta la nostra vita a Cristo Dio.
C. A te, Signore.

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Mentre il diacono canta l'ectenia, il sacerdote recita silenziosamente la seguente prece.
S. Signore, Dio nostro, il tuo potere è ineffabile e la tua gloria incomprensibile; la tua misericordia è immensa e il tuo amore per gli uomini è indicibile: tu stesso, Sovrano, secondo la tua benignità, guarda su di noi e su questo santo tempio e opera tra di noi e tra quelli che pregano con noi le tue copiose misericordie e le tue indulgenze.
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Quando la litania è conclusa, il sacerdote con voce squillante esclama:
S. Poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione, al Padre, e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
C. Amen.

PROCESSIONE COL VANGELO

Durante l'inno, il diacono afferra il Vangelo con le mani e tenendolo bene in vista, seguito dal presbitero, se questi ha concluso la preghiera, e preceduto dal ceroforo, compie la processione col Vangelo fino a giungere dinnanzi alle porte sante.
Coro. Venite, adoriamo / il Cristo nostro Re, / inchiniamoci dinnanzi a Cristo, sovrano e Dio nostro. / Venite, adoriamolo.
Al termine, il diacono, dando le spalle al popolo, ed effettua un segno di croce usando il Vangelo con entrambe le mani, dicendo:
D. Sapienza! in piedi! Poi si inchina alla mensa, così come il sacerdote, e assieme entrano nel santuario. Il coro poi canta il Tropario e il Contacio del giorno.

PRIMA COLLETTA

S. Rivolto al popolo. Il Signore sia + con voi.
Coro. E col tuo spirito.
S. Preghiamo. E si volta verso l'altare. Noi ti supplichiamo, o Signore, riempi le nostre labbra di esultanza in unione di letizia con Te, per nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio, che vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen. 
GLORIA IN EXCELSIS

Il sacerdote poi, a braccia tese, esclama:
S. Gloria a Dio negli Eccelsi.[3]
Coro. e pace in terra agli uomini di buona volontà. / Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo / , ti glorifichiamo, / ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, / Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. / Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, / Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; / tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; / tu che togli i peccati del mondo, / accogli la nostra supplica;  / tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. / Perché tu solo il Santo,  /tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo: / Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: / nella gloria di Dio Padre. Amen.

KYRIE

S. Kyrie eleison. C. Kyrie eleison.
S. Christe eleison. C. Christe eleison.[4]
S. Kyrie eleison. C. Kyrie eleison.
S. Rivolto al popolo. Il Signore sia con voi.
Coro. E col tuo spirito.
SECONDA COLLETTA[5]

Il diacono esclama:
D. Preghiamo il Signore!
S. Inchinandosi alla sacra mensa. Accorda, o Signore, ai tuoi servi (nomi) il favore della tua assistenza celeste, così che possano cercarTi di tutto cuore e domandare d'esser guidati a Cristo tuo Figlio e nostro Signore.
SAd alta voce: Perché Santo sei tu, Signore Dio nostro, a te si deve ogni gloria e l'inno tre volte santo, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen.
TRISAGIO

Il coro canta l'inno Trisagio: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi. Mentre il coro canta il Trisagio, il sacerdote, in silenzio:
S. Signore Dio Onnipotente, unico Santo, che accetti l'inno trisagio che le celesti potenze ti cantano, accetta anche l'inno delle labbra di noi peccatori, donandoci che l'intero giorno e tutta la nostra vita siano senza peccato.

LETTURE

D: alzando l'orarion. Stiamo attenti.
S. Rivolto al popolo. Pace a tutti.
C. E al tuo spirito.
Il Lettore prende la benedizione come di consueto, e recita rivolto all'altare esclama:
L. Lettura dall'epistola di san Paolo Apostolo (...)
D. Sapienza!
Il Lettore esegue la lettura. Dopo la Lettura, il coro canta l'Alleluia mentre il diacono incensa l'altare e il popolo, dopodiché prende il Vangelo e, quando l'alleluia si è esaurito, canta il Vangelo.
D. Dal Vangelo del beato apostolo ed evangelista (...).
Alla conclusione, il popolo: Gloria a Te, o Signore.

ECTENIA

Concluso il Vangelo e riposto come di consueto, il diacono, sulla solea:
D. Abbi pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, ti preghiamo, abbi pietà di noi.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Preghiamo per il nostro Vescovo N. e per tutto il clero e per la nostra fratellanza in Cristo.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Ancora preghiamo per tutti coloro che portano le offerte e fanno il bene in questo santo tempio.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
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Il sacerdote, in silenzio: Signore nostro Dio, accetta queste suppliche dei tuoi servi, abbi pietà di noi secondo le tue grandiose indulgenze. Manda su di noi la tua Grazia e su tutto il tuo popolo, che da te attende grandi e copiose misericordie.
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S. Ad alta voce: Perché tu sei un Dio misericordioso e filantropo, e a te si addice ogni gloria, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen.

PREGHIERA DEL CAPO CHINO

S. Rivolto al popolo. Pace + a tutti.
Coro. E al tuo spirito.
D. Quanti siete catecumeni, uscite e andate in pace.
Il diacono, poi, rivolto al popolo:
D. Voi che siete fedeli, inchinate il vostro capo al Signore.
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S. In silenzio, rivolto a oriente. O Signore, Creatore vivificante ed elargitore di ogni cosa buona, tu che hai concesso la vita eterna al genere umano per mezzo del Figlio tuo e nostro Signore Gesù Cristo: tu, o Buono, concedici di concludere in pace questo servizio, a gloria Tua e per le santificazioni del tempo a venire.
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S. Ad alta voce: affinché, sempre protetti dalla tua potenza nella luce della Verità, possiamo glorificarti, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen.

GRANDE INGRESSO[6]

Il coro canta il Cherubico italo-greco:
Stiano gli uomini in silenzio, / vigili siano e con timore, / ogni pensiero terreno li abbandoni, / perché il Signore dei Signori, / il Re dei Re, / il Cristo nostro Dio, viene nella gloria, per concedersi quale alimento / di coloro che credono. / Lo precedono gli Angeli, tutte le Potenze celesti, / i Cherubini dai molti occhi / e i Serafini dalle sei ali, / i quali coprendosi il volto cantano l'inno: / Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Nel frattempo il diacono, preceduto dal ceroforo e dal turiferario, raggiunge l'altare della protesi e conduce le offerte sull'altare con una processione nella navata. Dopo che ha posto i Santi Doni sulla mensa, il diacono dice rivolto al sacerdote:
D. Concludiamo la nostra preghiera al Signore.
S. rispondendo al diacono: Il Cielo e la Terra sono pieni della sua gloria.
Il diacono si inchina alla mensa e al presbitero, prende la benedizione ed esce dalla porta settentrionale per recarsi sulla solea.

GRANDE ECTENIA

Dalla solea, nel suo luogo consueto, il diacono canta la litania.
D. Per i preziosi doni offerti, preghiamo il Signore.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Per questo santo tempio, per coloro che vi entrano con fede, pietà e timor di Dio, preghiamo il Signore.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Affinché siamo liberati da ogni afflizione, dolore, collera e necessità, preghiamo il Signore.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Soccorrici, Salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o  Dio, con la tua Grazia.
Coro. Kyrie eleison (tre volte).
D. Chiediamo che tutto il giorno sia santo, pacifico, senza peccato e perfetto.
Coro. Concedi, Signore.
D. Un Angelo di pace, una guida fedele, un custode delle anime e dei corpi, chiediamo al Signore.
Coro. Concedi, Signore.
D. Chiediamo al Signore che ci perdoni le nostre colpe e le nostre trasgressioni.
Coro. Concedi, Signore.
D. Chiediamo al Signore ciò che è buono e profittevole per le nostre anime, e la pace nel mondo.
Coro. Concedi, Signore.
D. Chiediamo al Signore che il tempo rimanente della nostra vita sia in pace e penitenza.
Coro. Concedi, Signore.
D. Una fine cristiana della nostra vita, senza dolore, pacifica, e una buona difesa dinnanzi al tremendo giudizio di Cristo, chiediamo al Signore.
Coro. Concedi, Signore.
D. Commemorando la santissima, illibata, gloriosa sovrana nostra, la Deipara sempre Vergine Maria, con tutti i santi, affidiamoci gli uni agli altri e la nostra vita a Cristo, nostro Dio.
Coro. A Te, Signore.
Il sacerdote, ad alta voce: perché Tu sei il Dio della pace, della misericordia e dell'amore, compassionevole filantropo, Tu assieme al Figlio tuo Unigenito e al Santissimo Spirito, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen.

PROCLAMAZIONE DI PACE

Il sacerdote, rivolto al popolo: Pace a tutti.
Coro. E al tuo spirito.
Il diacono, rivolto al sacerdote, a voce bassa: amiamoci gli uni gli altri, scambiamoci un segno di pace. E i celebranti si baciano le spalle reciprocamente. Fatto ciò, il diacono, rivolto al popolo:
D. Con sapienza, stiamo attenti.

CREDO

S. Rivolto al popolo. Discenda su di noi fedeli lo Spirito Santo, e la potenza dell'Altissimo ci adombri.[7]

Tutti: Credo in un solo Dio Padre, onnipotente, creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose visibili e invisibili. E in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, unigenito, generato dal Padre prima di tutti i secoli: luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre, per mezzo del quale tutto prese esistenza. Che per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli, e si incarnò dallo Spirito santo e da Maria Vergine, e si fece uomo. E fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, e soffrì, e fu sepolto. E risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture. E ascese ai cieli, e siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà con gloria a giudicare i vivi e i morti; il suo regno non avrà fine. E nello Spirito santo, il Signore, vivifico, che procede dal Padre, che con il Padre e il Figlio è insieme adorato e glorificato, che parlò per mezzo dei profeti. E nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo, per la remissione dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti. E la vita del secolo futuro. Amen.
Segretamente, mentre sventola l'aere sui Doni, il sacerdote:
S. Santifica questi doni offerti come fossero un sacrificio, o Signore, e attraverso questi ricevici benignamente, per Cristo Gesù nostro Signore, che vive e regna con Te e lo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

DIALOGO[8]

S. Rivolto al popolo. Il Signore sia con tutti voi.
Coro. E col tuo spirito.
S. In alto i nostri cuori.
Coro. Sono rivolti al Signore.
S. Rendiamo grazie a Cristo nostro Dio.
Coro. E' cosa buona e giusta.
Il diacono rientra in altare.

PREFAZIO

Il sacerdote, rivolto ora verso i Doni sull'altare, ad alta voce:
S. E’ veramente cosa buona e giusta, nostra gioia e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Dio Padre, Onnipotente ed Eterno.  Con l’Unigenito Figlio Tuo e con lo Spirito Santo sei un Dio solo, sei il Solo Signore. Non nella singolarità di una sola persona, ma nella Trinità una sola sostanza. Così che proclamando la Fede nell’unica ed eterna Divinità  noi adoriamo ad un tempo e distinguiamo le Persone e l’Unità della loro Natura, ma l’uguaglianza della loro Maestà, che gli Angeli e gli  Arcangeli esaltano, e con  loro i cherubini e i serafini cui ci uniamo umilmente sempre cantano in ogni momento l’inno della gloria del Tuo Nome: …
Coro: Santo, Santo, Santo, / il Signore, Dio degli Eserciti: / il Cielo e la Terra sono pieni della Tua gloria. / Osanna nell’alto dei Cieli, / Benedetto colui che viene nel nome del Signore; / Osanna negli Eccelsi.

CORO DURANTE IL CANONE

Mentre il Sacerdote recita a bassa voce il Canone, il coro canta il salmo 19.
I cieli narrano la gloria di Dio, / l'opera delle sue mani annuncia il firmamento. / Il giorno al giorno ne affida il racconto /e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, / senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e / ai confini del mondo il loro messaggio. /  Là pose una tenda per il sole che esce come sposo dalla stanza nuziale: / esulta come un prode che percorre la via. / Sorge da un estremo del cielo e la sua orbita raggiunge l'altro estremo: / nulla si sottrae al suo calore. / La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; / la testimonianza del Signore è stabile, / rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore; /  il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. / Il timore del Signore è puro,  rimane per sempre; i giudizi del Signore sono fedeli, / sono tutti giusti, più preziosi dell'oro,  di molto oro fino, / più dolci del miele  e di un favo stillante. / Anche il tuo servo ne è illuminato, / per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze, chi le discerne? / Assolvimi dai peccati nascosti. / Anche dall'orgoglio salva il tuo servo perché su di me non abbia potere; / allora sarò irreprensibile, sarò puro da grave peccato. / Ti siano gradite le parole della mia bocca; davanti a te i pensieri del mio cuore, / Signore, mia roccia e mio redentore.

OBLAZIONE DEL CANONE ROMANO
secondo il rito del nostro padre fra i santi, Gregorio Magno il Dialogo

Il diacono mormora mentre chiude le porte regali:
D. Allontana da noi, o Signore, le nostre iniquità, che il nostro ingresso nel tuo Santissimo altare ti sia gradito. Perché sei un Dio infinitamente misericordioso e compassionevole e noi ti rendiamo gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Il suddiacono prende il flabellum e lo agita lentamente sopra i doni, fino al termine della consacrazione.
S. Noi offriamo questi doni nel nome della tua santa Chiesa Universale; Rimirala, non disperderla, guidala e dalle pace, protezione e unità ovunque nel mondo, assieme ai tuoi servi: N., nostro Patriarca, N. nostro Vescovo, e assieme a tutti i cristiani ortodossi che si mantengono nella Fede Cattolica e Apostolica.  Ricordati, Signore, del tuo popolo che ti è devoto, e dei tuoi fedeli qui riuniti attorno al tuo sacro altare, ben sapendo quanto noi crediamo in Te e quanto ci dedichiamo al tuo santo Nome.  Il sacerdote unisce le mani, poi brevemente mormora una preghiera personale, e successivamente continua con le mani aperte:
S. Noi ti offriamo questo sacrificio di supplica e ringraziamento per noi stessi, e per tutti coloro che amiamo. Ricordati o Signore dei tuoi servi N. e N. ( ricorda il vescovo che lo ha ordinato, il suo padre spirituale, la sua famiglia se è uxorato, e tutti coloro che devono essere nominati) Noi ti preghiamo, Dio vero e Vivente, per il nostro benessere e per la redenzione, e per coloro la cui fede e devozione è nota a Te solo.
S. In comunione con la totalità della Chiesa, veneriamo la gloriosa sempre-Vergine Maria, Madre di Dio e nostro Signore Gesù Cristo, e i tuoi benedetti Apostoli e Martiri Pietro, Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sesto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, e il benedetto ( santo del giorno)… e tutti i tuoi Santi, le cui preghiere ci assicurano protezione costante e sicuro sostegno.
Poi, stendendo le mani sui doni, mentre la campana suona una volta, dice:
S. Padre, ti chiediamo umilmente di accettare queste offerte del nostro servizio sia di tutta la nostra famiglia. Dai pace ai nostri giorni, salvaci dal tormento eterno, e annoveraci tra i tuoi eletti. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Il sacerdote unisce le mani, si inchina, poi pone la sinistra sul petto, e con l’altra benedice i doni dicendo:
S. Benedici + e approva la nostra offerta, o Signore. Rendila degna di te. Per il Potere dello Spirito Santo, Divenga per noi il + corpo e il + sangue di Gesù Cristo, tuo Unico Figlio, nostro Signore. Un rintocco di campana. Il diacono rimuove il purificatore e la palla. Il prete unisce le mani e canta l'epiclesi, quando il salmo è finito.
S. Il giorno prima che patisse la Croce e morisse,
Il sacerdote prende leggermente la patena con l’Agnello e la alza.
S. Nostro Signore Gesù Cristo prese il pane con le sue mani immacolate, alzò gli occhi al cielo e verso di Te, Padre e Dio Onnipotente, rese grazie, ( pausa), lo benedì e lo spezzò,  e lo diede ai suoi discepoli, dicendo: ( rintocco). “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo, per voi.”
Fa pausa per un momento e ripone sull’altare la patena.
S. Allo stesso modo, dopo la cena, prese il calice con le sue mani sante e venerabili;
Alza il calice.
S. E dopo che ebbe reso grazie, (pausa), lo benedì, lo diede ai suoi discepoli e disse:
Prendete, e bevetene tutti, questo è il mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per molti, in remissione dei peccati. (rintocco)
Dopo un momento di silenzio, il sacerdote ripone il calice dicendo:
S. Fate questo, in memoria di me. Il coro canta il salmo 24.
Il diacono si fa avanti e mette nuovamente purificatorio e palla. Il sacerdote alza le mani, tenendo pollici e indici uniti.
S. Padre, noi celebriamo il ricordo di Cristo, tuo Figlio; noi, tuoi servi e noi, tuo santo popolo, chiamati a ricordare la sua Passione, la sua Risurrezione dai morti, la sua Ascensione, sino al suo ritorno nella gloria. Noi ti offriamo, Dio della gloria e dalla infinità maestà, gli stessi doni che tu portasti a noi, questo sacrificio puro e perfetto: il santo pane della Vita e il calice dell'eterna Salvezza. Guarda con favore queste offerte, come guardasti favorevolmente le offerte del tuo retto servo Abele, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e il pane e il vino offerto dal tuo alto sacerdote Melchisedech.
Unisce le mani, si inchina, pone la sinistra sul petto, e con la destra si segna:
S. Padre, noi ti preghiamo: manda su di + noi il Tuo Santo Spirito. ( rintocco)
e poi benedice le offerte:
S. E, Signore, su queste offerte: Fa che questo pane + diventi per noi il Corpo del tuo Cristo; e del vino in questo calice, fallo per noi il preziosissimo + Sangue del Tuo Figlio, mutati + per lo stesso Santo Spirito.
Il sacerdote incrocia le braccia sul petto, toccandosi le spalle con le dita, e pregando si inchina profondamente. Poi alza i Doni, dicendo:
S. Dio Onnipotente, noi ti preghiamo umilmente affinché questi doni, prelevati dalle mani dei tuoi santi Angeli, dall'altare arrivino fino alla sommità della tua Divina Maestà; così, come noi riceviamo il Corpo e il Sangue santissimi del tuo Figlio.
Mette la mano sinistra sul petto, e con la destra si segna dicendo:
S. Riempici, Signore, + di ogni grazia e benedizione celesti. Unisce le mani. Ricordati, Signore, di coloro che sono morti nel segno della Fede,  e di chi dorme nella pace.
Dopo aver pregato qualche istante in silenzio, con le mani verso l'alto continua:
S. Fa sì che tutti coloro che sono in Cristo possano trovare nella Tua presenza luce, riposo e pace.  A loro, uomini senza peccato, che sperano nella tua immensa misericordia, per la tua grazia ponili nel mezzo dei santi e dei martiri: con Giovanni il Battista, Stefano, Mattia, Barnaba e tutti i santi.  Anche se noi siamo peccatori, noi crediamo nel Tuo amore e nella tua misericordia. Non guardare ai nostri meriti, ma concedici la tua pietà e ammettici all'assemblea dei santi. Unisce le mani e dice a bassa voce: Per Cristo, nostro Signore.
D. Amen.  Diacono e suddiacono si avvicinano all'altare, il diacono rimuove la palla.
S. ( a bassa voce, prendendo il Corpo di Cristo e segnando il calice per tre volte col Corpo di Cristo) Per mezzo del quale, Padre, tutte queste cose buone si ricreano incessantemente, santificandole, riempiendole di vita... benedicile ed elargiscile.
Il Sacerdote alza i santi doni fino all'altezza dei suoi occhi, incrociando le braccia, e recita, a salmo concluso:
S. Per Cristo, con Cristo e in Cristo, per mezzo del Spirito Santo, ogni onore e gloria a te, Dio Padre Onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il sacerdote abbassa sull'altare i Santi Misteri, il diacono vi appone la palla, e i tre ministri ritornano nel presbiterio. I  ministranti ripongono le candele e rientrano poi nel presbiterio per la Santa Comunione.

Testo del Coro - Salmo 24

Mentre il sacerdote conclude il Canone, il coro canta il salmo 24.
Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. / E' lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. / Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? / Chi ha mani innocenti e cuore puro, / chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. / Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. / Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. / Sollevate, porte, i vostri frontali, / alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. / Chi è questo re della gloria? / Il Signore forte e potente, il Signore potente in battaglia. / Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, / porte antiche, ed entri il re della gloria. / Chi è questo re della gloria? / Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

D. Aprendo le tende e le porte regali, recita in silenzio. Avendo tolto i veli di questi misteri simbolicamente presenti in questa sacra celebrazione, manifestali chiaramente e colma i nostri occhi spirituali della tua luce non circoscritta. Purifica la nostra povertà da ogni macchia della carne e dello spirito e rendila degna di questo terribile e tremendo servizio. Perché sei un Dio infinitamente misericordioso e compassionevole e noi ti rendiamo gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

PADRE NOSTRO

Il sacerdote, con le braccia aperte come di consueto, canta:
S. Come da te insegnato per la Salvezza, avendoci insegnato queste parole divinamente formate, con coraggio diciamo: Padre Nostro, che sei nei Cieli...
Tutti cantano il Pater Noster. I concelebranti si alzano alla fine del Pater. Alla fine, il Sacerdote continua.

Padre Nostro
Che sei nei Cieli
Sia santificato il Tuo nome
Venga il Tuo Regno
Sia fatta la Tua volontà,
come in Cielo così in Terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
E rimetti a noi i nostri debiti
Come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci abbandonare nella tentazione,
ma liberaci dal maligno. Amen.

S. Ad alta voce: Perché tuo è il Regno, la Potenza e la Gloria, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.[9]
Coro. Amen.

SUPPLICHE

S. Rivolto al popolo. Pace + a tutti.
Coro. E al tuo spirito.
D. Inchinate il vostro capo al Signore.
S. Rivolto a oriente. Liberaci, + o Signore, da tutti i mali: passati, presenti e futuri, e per le preghiere della gloriosa sovrana nostra, Madre di Dio e Sempre-Vergine Maria, dei tuoi benedetti Apostoli Pietro e Paolo, di San Andrea e di tutti i tuoi santi, donaci per la tua Grazia la pace in questi giorni; Per la tua misericordia saremo liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio, Nostro Signore, che vive e regna con te, nell'unità del Santo Spirito, unico Dio, per tutti i secoli dei secoli.
Coro. Amen.
S. Vieni, Signore Gesù Cristo, dai tuoi santi atri, e santificaci, Tu che siedi alla destra del Padre, e sei invisibilmente presente fra noi, e tu stesso, con la tua mano, impartisci queste offerte ai tuoi fedeli.

SANCTA SANCTIS

D. Stiamo attenti!
Il sacerdote, alzando la patena: le cose sante ai santi! e poi la ripone sulla santa mensa.
Coro: Il Padre è santo / il Figlio è Santo / nell'unità dello Spirito Santo, /  amen.
S. Rivolto al popolo con la croce. La Pace del nostro Signore Gesù Cristo + sia con tutti voi.
Coro. E col tuo spirito.
AGNUS[10]

Il Diacono canta: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la Pace.

COMUNIONE

Tutti recitano la preghiera che segue. Un Salmista può recitarla dal coro.
O Signore, io credo e confesso che sei veramente il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, venuto nel mondo per salvare i peccatori, fra i quali io sono il più grande.
Credo anche che quello che sto per ricevere sia veramente il Tuo purissimo Corpo e il Sangue datore di vita; Per questo io ti prego, abbi misericordia di me e perdona le mie trasgressioni, volontarie e involontarie, in parole e azioni. Rendimi partecipe dei tuoi santi Misteri, senza condanna per la remissione dei miei molti peccati e la vita eterna.
Figlio di Dio, accettami quest'oggi come partecipe della tua Mistica Cena, perché non rivelerò ai tuoi nemici il Mistero, e neppure ti darò un bacio come Giuda, ma come il ladrone dirò: Ricordati di me, + o Signore, quando sarai nel tuo Regno. O Signore, possa la mia partecipazione ai tuoi divini e santi misteri essere non condanna o giudizio, ma guarigione per l'anima e per il corpo.
Il sacerdote può pregare come il Popolo, oppure, inchinato sull'altare, dire la preghiera seguente nel più completo silenzio.
S. Non lasciare che la partecipazione del tuo Corpo e del Sangue, Signore Gesù Cristo, che io, sebbene indegno, ho la presunzione di ricevere, si rivolga come giudizio o condanna contro di me, ma per tua bontà possa essere per me la protezione e la guarigione della mia anima e del corpo.
Successivamente, mettendosi eretto, il prete prende il Corpo e dice:
S. Prenderò il Pane del Paradiso e mi rivolgerò al Nome del Signore: Possa il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo preservare la mia anima e il mio corpo per la vita senza fine.
Egli riceve il Corpo a testa bassa poi, alzando la testa, prende il calice dicendo:
S. Come renderò al Signore tutte le sue benedizioni su di me? Prenderò il Calice della Salvezza e loderò il Nome del Signore. Manterrò i miei voti dinnanzi al Signore in presenza di tutto il Suo Popolo. Nelle corti della Casa del nostro Dio; In mezzo a te, Gerusalemme. Possa il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo preservare la mia anima e il mio corpo per la vita senza fine.
Beve il Sangue dal Calice, inchinandosi. Successivamente comunica il clero e i serventi, e infine, ponendosi al limitare della barriera, comunica ogni fedele, nelle due Specie. Comunicando il resto dei chierici, dice:
S. Ricevi il Corpo e il Sangue di Cristo, nostro Signore, per il tuo servizio a questo nobile altare, la vita eterna e la salute dell'anima e del corpo. Diacono e suddiacono, o due serventi, stanno ai lati del sacerdote ponendo tra il calice e il fedele un panno, per evitare che i Divini Doni cadano per terra. Ai fedeli, una volta uscito, dirà.
S. Il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo preservi la tua anima e il tuo corpo, (nome del comunicante), per la vita eterna.
Durante il servizio di Comunione il coro canta il Salmo 34 o altri inni appropriati.

POST-COMMUNIO

Il Diacono, mentre il sacerdote ripone i Doni, esclama:
D. il Signore sia con voi.
Coro. E col tuo spirito.
D. Preghiamo il Signore.
Il sacerdote, in silenzio: Ti prego, Signore, che questa partecipazione ai tuoi purissimi e vivificanti Misteri sia purificazione dell'anima e del corpo, e ci conduca alla vita eterna, per Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore, che assieme a Te e allo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli.

PREGHIERA DELL'AMBONE

S. Rivolto al popolo. Il Signore sia con voi.
Coro. E col tuo spirito.
D. Andiamo in pace.
Coro. Nel nome del Signore.
Il sacerdote si reca dinnanzi all'icona di Cristo, recitando la preghiera che segue:
S. Signore Dio Onnipotente, tu che non ti separi dai tuoi servi, e che non abbandoni coloro che in te sperano, dona la pace alle anime dei cristiani ortodossi defunti e conducile in un paradiso di delizie, in una terra rigogliosa, perdona i loro peccati compiuti con coscienza o per ignoranza; Rendili degni della tua magnificenza, e dona a noi che ci siamo comunicati ai tuoi celesti e vivifici Misteri, concedici la tua Grazia e la redenzione, la salvezza e la protezione dai nemici visibili e invisibili, la pace e la sanità, la forza di perseverare nella virtù e la forza contro le tentazioni, per le preghiere della Purissima e sempre Vergine Deipara, per il patrocinio delle Celesti Potenze, per le suppliche del glorioso Precursore Giovanni il Battista, per le preghiere dei tuoi gloriosi Apostoli degni di ogni lode e di tutti i santi che in ogni secolo ti furono graditi, perché Tu sei colui che benedice e santifica ogni cosa, e a te innalziamo gloria, grazie e adorazione, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
C. Amen. Il sacerdote si inchina all'icona di Cristo e all'icona della Madre di Dio, poi si volge verso il popolo e recita il congedo.

                                                      CONGEDO[11]                    

Il sacerdote, rivolto al popolo: Benedetto sia il Signore nostro Dio da coloro che hanno assunto il suo Corpo immacolato e il suo Sangue prezioso, ci benedica e ci preservi, dia riposo a quanti si sono addormentati nel seno di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ora e sempre, nei secoli dei secoli.[12]
Coro. Amen./  Benedirò il Signore / ora e sempre. La sua lode sarà / sempre sulle mie labbra.
L. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. Padre, benedici.[13]
S. Verso il  popolo. La benedizione del nostro Signore Gesù Cristo, con la sua grazia e il suo amore per gli uomini, sia su + di voi ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Coro. Amen. Il sacerdote distribuisce l'antidoron, dopodiché, rivolto alle porte regali, si inchina dicendo:
S. Cristo nostro vero Dio, (aggiunge Il risorto dai morti, se è domenica) per le preghiere della santissima e sempre Vergine Madre sua, per il patrocinio degli Angeli, per la potenza della santa Croce preziosa, per le preghiere di san N. e di tutti i santi ci salvi, lui che è buono e amante degli uomini.
Coro. Amen. La Liturgia è finita.




[1] Il rito della Proscomidia nasce nel VIII secolo e  inizia ad avere una forma definita solamente nel X secolo.
[2] Alcuni manoscritti non contengono alcuna Litania iniziale, ma direttamente l'inno antifonale seguito dall'ingresso col Vangelo.
[3] Alcuni manoscritti athoniti presentano la forma: "Gloria a Dio Padre". Inizia qui la parte oggettivamente più simile alla liturgia Gregoriana, sebbene il Kyrie, del quale sono assenti i tropi come per una Messa Bassa, e il Gloria in Excelsis, siano invertiti.

[4] Alcuni manoscritti contengono la formula con Kyrie anche per questa invocazione.
[5] Le collette separate, e non recitate tutte assieme dopo il Gloria in Excelsis, sono tipiche del Sacramentario Gelasiano del IV secolo. Le collette, idealmente, possono essere più di due e rispondere ai bisogni della comunità del momento o a specifiche intenzioni del sacerdote.
[6] A differenza del rito greco, l'Offertorio non contiene alcuna ecfonesi dedicata al patriarca o al clero, o ai fedeli: segue in questo lo stile liturgico latino.
[7] Questa introduzione al Credo è presente nel typikon antico di Grottaferrata.

[8] Inizia qui il Canone Romano, la parte più genuinamente latina dell'intero officio.
[9] Questa ecfonesi, che ancora non conclude il Canone Romano, era presente anche nel Rito anglo-nordico di Nidaros (oggi Trondheim, in Norvegia), e difatti ancora oggi la Chiesa Alta Luterana di Norvegia canta questa ecfonesi al termine del Padre Nostro, durante le loro Messe solenni.
[10] Nel tipico romano-gregoriano, l'Agnus Dei è cantato dal sacerdote con i Doni nelle mani, rivolto al popolo.
[11] Il Congedo è ambiguo. Alcuni documenti, soprattutto in territori bizantini, non contengono la formula latina "la benedizione di nostro Signore...." e compiono direttamente il congedo alla greca, mentre in Calabria e in Sicilia erano presenti entrambe le formule, sia una senza l'altra, che unite, come qui proposto. Dato che vi sono, di fatto, due congedi che si susseguono immediatamente, gli studiosi ritengono che fra i due dismissali fosse presente un altro atto rituale, come ad esempio l'adorazione dell'icona o di una croce. Stupisce come sia assente ogni forma di purificazione del calice o di riposizione dei Misteri codificata nell'Ordo: si consiglia di riporre e purificare il calice secondo il typikon greco a liturgia conclusa.

[12] La conclusione di questa lode di supplica è tipicamente romana, e riprende l'antifona del rito funerale romano, la quale recita: "nel seno di Abramo ti conducano gli Angeli..."

[13] L'inizio del congedo alla Greca è presente nel documento di Grottaferrata.